A furia di pensare a qualcosa di insolito per il contest di Garofalo ho tirato fuori un abbinamento di quelli classicissimi (anche se poi al contest non son riuscita nemmeno a partecipare). Del resto, parliamoci chiaro, non sono mica uno chef, ma una bricoleur del mestolo, un’artigiana del fornello. Certo, mi piace cucinare, soprattutto mi diverte, forte anche di una tradizione familiare che ha sempre preso il cibo molto seriamente (e da parecchie generazioni: a partire dai trisnonni allevatori fino al nonno cuoco), ma ecco, io son del parere che alcuni azzardi culinari è meglio lasciarli a chi li sa fare. E nonostante ciò, spesso, anche chi dovrebbe saperli fare cade in clamorose debacle, incalzato da una concorrenza sempre più agguerrita e “originale”. E allora nascono piatti che non hanno nomi, ma titoli nobiliari, che non hanno ingredienti, ma elementi evocativi, che non sono fatti per essere mangiati, ma guardati e i cui abbinameneti a volte fin troppo insoliti, lasciano perplesso, anche chi dell’insolito è alla ricerca. Figuriamoci che effetto possono fare su di me, che ho gusti medievali e fin troppo sobri, che amo la semplicità e non l’affastellamento confuso di sapori. Io, che amo le uova al burro col tartufo (bianco!) e gli spaghi con i pomodorini freschi e il basilico.
Ma mi rendo anche conto che la voglia di sperimentare di chi ha fatto di una passione una professione è tanta, e soprattutto mi rendo e conto che la sfida della semplicità è la più difficile: chi ha voglia di andare in un ottimo ristorante a mangiare aglio, olio e peperoncino senza il complemento di qualche ammennicolo che ne snatura il senso e l’origine (nonchè la bontà) ma la rende tanto à la page? Perchè a dispetto di corsi e corsetti, di fiere ed eventi (sic! che brutta parola…), la gente è sempre meno educata a certi sapori, così come a riconoscere la qualità di una preparazione e la cosa più ovvia che può pensare è: “tutto qui?…vabbè questa la so fare anche io a casa mia”. Poi non importa se la pasta è di un ottimo grano duro lucano e condita con l’olio siculo più buono che c’è. Quello che cerca è il virtuosismo, l’inaudito, l’ostrica alla lavanda, e dunque fanno bene i cuochi a propinare assurdità a prezzi stratosferici. In fondo è questo quello che vien chiesto o no?
Tornando a noi, questa pasta casereccia (e direi anche gustosa nonostante l’origine casuale) nasce dalla voglia di sperimentare di una copywriter part time che, nella restante part della giornata, si dedica ai fornelli e affronta col suo ipercinetico bimbo (di tre anni) il concetto di buono e cattivo, spiegandogli che esiste il burro eccelso (anche italiano.. a dispetto di assurdità che ho sentito in giro) e quello scadente, prima di rivelargli che nella stessa categoria ci rientrano anche le persone. Una cosa alla volta.
RICETTA
Ingredienti (per 3 porzioni)
- Spaghetti o Spaghettoni, 210 gr
- Cipolle rosse grandi (anche di tropea), 2
- Alici fresche, 200 gr
- Pistacchi, 100 gr
- Olio extravergine di oliva per il soffritto, ½ bicchiere
- Olio extravergine di oliva delicato per il pesto di pistacchi, q.b
- Olio di semi per friggere
- Sale e pepe
- Pangrattato, q.b
Tagliate le cipolle non eccessivamente fini e passatele in padella con l’olio, dovranno cuocersi ma non troppo. Non aspettate che si disfino prima di toglierle da fuoco. Fate ora il pesto con i pistacchi. Togliete il guscio e la pellicina che li ricopre (per eliminare anche piccoli residui mettete i pistacchi tutti insieme in una ciotola di plastica con il coperchio e poi iniziateli ad agitare. Poi settacciate con uno strumento a maglia larga). Mettete i pistacchi in un mixer con sale pepe e copriteli d’oliva extravergine dal sapore non troppo forte. Realizzate un pesto non eccessivamente omogeneo. Pulite le alici e sfilettatele passatele nel pangratatto finissimo (setacciatelo con il colino più fine che avete). Friggetele. Questa operazione andrebbe fatta mentre la pasta sta cuocendo. Calcolate i tempi. Scolate la pasta al dente e unitela alle cipolle facendola saltare in padella. Terminata questa operazione aggiungete il pesto e infine le alici.
Sara, che bella ricetta. Le alici con la cipuddata! Per il resto, concordo pienamente con te. Più dell’originalità ad ogni costo mi piace ricercare la bontà (stavo per scrivere l’eccellenza, ma non esageriamo) delle materie prime!
Anche io ho comprato delle alici per fare un primo…questo mi ispira molto!!! PS Ti aspetto al mio contest…mi farebbe davvero piacere…ecco il link
http://gattoghiotto.blogspot.com/2010/10/sweet-momentsun-contest-dolce-dolce.html
Bacio
ma bbbboni questi spaghetti!
io non amo le alici, ma il mio fidanzato si per cui gli passo la ricetta direttamente così si ingegna e mette mano ai fornelli!!!
LO VOGLIO!!!! ASSAGGIARE..PER CUI MAURIZIO…DATTI DA FARE! CIAO E PECCATO CHE NON SIETE VENUTI ALL’INAUGURAZIONE HO FATTO LA TORTA SALATA….BUONA E RICHIESTISSIMA DA TUTTI! NATURALMENTE AVEVO STAMPATO LA RICETTINA E L’HO ELARGITA AGLI ASSAGGIATORI DELL’OCCASIONE…
Bella la tua semplicità, ma anche buona!
sono d’accordo a volte ci si imbatte in piatti con ingredienti ‘fantascientifici’, dai nomi roboanti, ma praticamente immangiabili! dovremmo rivalutare di più il territorio ed i piatti locali e della tradizione 🙂
in ogni caso mi piacciono molto le acciughe e le cipolle rosse quindi questa pasta la mangio! 🙂 a presto
ps bel blog, ti aggiungo!
@ daniela: cipuddata è siciliano? Immagino che in sicilia ci siano condimenti molto simili, ma la cucina di quella regione la conosco molto poco ahimè!
@ Ambra: se riesco partecipo molto volentieri anche se la pasticceria mignon non è il mio forte 🙂 mi impegnerò per pensare a qualcosa!
@ gaia: brava metti sotto il fidanzato!
@marika: ma la tua tastiera è bloccata sul tasto MAIUSC? 😀
in ogni caso so che Maurizio saprà realizzare magistralmente questi spaghi. Ho intenzione di pubblicare prima o poi la sua faraona all’aceto.
@Symposion: Benvenuto! son contenta che la mia cucina senza fronzoli ti piaccia! Vado a sbirciare il tuo blog…..:)
Mi fa morir come scrivi… bricoleur del mestolo… e sante parole sulle ricette coi titoli nobiliari… mi son già annoiata solo a legger il titolo !:)
Cmq condivido tutto ciò che hai scritto…dalla prima all’ultima parola…sulle persone !:)
a che dir della pasta… questa si che mi invita, dal titolo, diretto e chiaro ai gusti semplici e genuini e ben amalgamati!
brava!