Risi e bisi

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E’ primavera, e chi fa “food” sa che, più che nelle rose, l’interesse del momento sta sul ramo del ciliegio.

E’ da qualche anno che le mie gite devono avere un risvolto gastronomico, se no picche. Quindi bene la gita presso l’apicoltura dove i bimbi imparano a stare in mezzo agli insetti e nel contempo ci si scucchiaia qualche vasetto di miele; bene la gita alla fattoria d’alta montagna dove i pargoli possono incontrare mucche e caprette e i genitori metter su panza con il burro di malga, ottimo l’incontro con la vigna soprattutto se al ritorno si riescono a evitare i fermi della polizia locale. Insomma tutto fantastico.

L’altro giorno passo davanti a uno di quei mercati paesani di bric e brac (ognuno svuota la sua cantina/soffitta e tenta di venderti delle ciofeche a 30 volte il loro prezzo reale) e tra un piattino sbeccato e una posata mezza arrugginita individuo il banchetto dei coldiretti. Un kg di pisellini novelli alla modica cifra di 2,50 euro. Un affarone dato che in città li ho visti pure a 7 eurini al kg.

PISELLI

Ho fatto risi e bisi, la ricetta veneta tanto amata dal Doge di Venezia e che per tradizione viene realizzata per la festa di San Marco.

Ora sulla ricetta ci sarebbero diverse cose da dire

Ricordo che mia mamma faceva il brodo con i bacelli e poi cuoceva il riso come una minestra. Perché risi e bisi di fatto è una minestra, sia per la consistenza leggermente brodosa, sia per la prassi, che non prevede tostatura e ciò determina una sostanziale differenza: la consistenza del riso è molto diversa nelle due preparazioni. I piselli poi sono tanti, un detto popolare ci indica la proporzione giusta: un chicco di riso vuole due piselli.

Benché esista una ricetta depositata presso la solita Camera di Commercio, ho letto di alcune interessanti varianti, che non so quanto ortodosse ma parecchio diffuse, come quella di frullare i bacelli e unirli al brodo per far cuocere il riso. Ho voluto provare questa seconda versione, diremo, più corposa. E’ piaciuta anche a me che odio i piselli.

 

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Ricetta

ingredienti

      • Piselli, 1 kg con i bacelli
      • Riso Vialone nano, 350 gr
      • Cipolla fresca, 1 piccola
      • Olio, 5 cucchiai
      • Burro, 50 gr
      • Prezzemolo, un ciuffetto
      • Pancetta tesa o grasso di prosciutto,50 gr

Fate il brodo: lavate i bacelli e poi versateli in una pentola piena d’acqua. Salate e fate andare fino a quando i bacelli non saranno morbidi. Prelevate i bacelli e frullateli, poi filtrateli con un colino per eliminare tutte le parti fibrose. Unite la passata al brodo.

Tagliate fine la cipolla e il grasso di prosciutto, fate rosolare con l’olio e poi aggiungete i piselli sgranati. Aggiungete un pò di brodo e fate cuocere per 10 minuti facendo assorbire il brodo. Aggiungete poi il riso e una quantità sufficiente di brodo in modo da comprirlo tutto (poi aggiungetene via via che si riduce), fate arrivare a cottura mantenendo il brodo di una consistenza a metà tra il risotto e la minestra . Unite il prezzemolo tritato, il burro freddo e il formaggio.

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3 Comments

  1. ma sai che questa cosa dei baccelli cotti, frullati, filtrati e aggiunti al brodo io non l’avevo mica mai sentita? mi sembra una genialata, invece, così non si spreca nulla e il brodo risulta più corposo, come piace a me..

  2. bòno, caspita, bòno! ma tipo un po’ di pepe al volo, una volta scodellato, come la vedi?

  3. Barbara…una variante molto saporita
    Pillow pepe come se piovesse…del resto sei romana mica per caso

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