Torte

Pan dolce alle albicocche disidratate, mandorle e nocciole

Delle albicocche disidratate non ho mai capito bene l’esistenza. Le albicocche sono buonissime. Fresche. Quelle secche hanno una consistenza un pò barzotta, sono dolcissime – in maniera direi stucchevole – e pure pelosette…bah! In ogni caso mi son ritrovata un sacchettino con queste delizie che, devo dire, insieme al cous cous, al tajine o a qualche formaggino saporito sono eccezionali, ma solinghe…bah!

 

Va bene, volevo eliminarle dignitosamente. Ho trovato questa ricettaqui, in un sito evidentemente per anoressici e inappetenti. Chi gestisce quel sito ha tutto in mente fuorchè cucinare: le dosi indicate sono a dir poco bizzarre. Avete mai provato a bagnare 300 gr di pane in 50 cc di latte? Sappiatemi dire ;)

 

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Clafoutis speziato alle ciliegie

clafouitisIl clafoutis ricorda la crema cotta al forno ma ha il non trascurabile vantaggio di essere più leggero. Ne vado matta è uno di quei dolci/non-dolci che non stufano mai. Lo mangio caldo, tiepido, freddo, anche gelato di frigo, sebbene la morte sua sia appena-appena caldino. Dopo aver proposto un clafoutis più classico, ripropongo oggi un clafoutis che al posto del latte ha lo yogurt greco -  che lo rende densissimo e gli conferisce un tocco “acidulo” prelibatissimo (che si sposa perfettamente alle ciliegie) – e quel tanto di aromi e spezie che gli donano un che di decisamente atipico.

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Pudding alle amarene con crema al limone

Beh, è risaputo,  più si cerca di star lontani da una certa cosa più questa inizia a emanare un insano fascino. Come molti sapranno questo periodo è, per me, quello della dieta disintossicante e in un momento storico quantomai tossico, ecco che spunta la mia indole salutista. Non che mi sia venuta a noia la buona cucina e il buon cucinare, ma per quanto mi riguarda non si può lasciare il nostro corpo ad alcoli e peperonate per troppo tempo. Giuro che in un’altra vita mi alzerò presto la mattina per fare i miei 40 minuti di corsetta (sul tapis roulant in inverno, sia chiaro) e mi nutrirò solo di semini e beveroni. Ma dato che una sola esistenza mi è stata e, fortunatamente,  anche di golosità e peccaminose dolcezze è fatta, devo riconoscere che, per ora, non mi va poi troppo di rinunciarvi. Ho dunque  sfornato questa delizia, il pudding di amarene con crema al limone, davero facile e forse anche un pò svuota frigo, sebbene mi renda conto che non tutti hanno la possibilità di avere in dispensa 9 kg di amarene in sciroppo della Fabbri.

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La torta di mele della suocera

torta

Che poi è sempre la nonna.

Non amo particolarmente le torte di mele fatta eccezione per lo strudel e l’apple pie. Quelle solite, strato di torta simil-paradiso sotto e coroncina di mele sopra, proprio no. Hanno sempre fatto una brutta fine dalle mie parti: mangiavo le mele a coronamento e l’insulsa base rimaneva sbriciolata nel piatto. Questa torta invece ha un vantaggio, le mele, a quadrettoni, sono dentro, per cui, la paradiso, che per sua natura è abbastanza stopposa, viene graziata da gran tocchi di mela che la rendono umida e saporita.

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Crostata al cacao con fragole e crema di zenzero

Qualcuno mi deve spiegare perché le fragole fuori stagione (non ho nessuna scusante, sono colpevole di affronto al km 0) sono più buone di quelle che acquisto in stagione.

 

Oramai la spesa con mio figlio treenne è qualcosa di surreale: lui fa la spesa e io pago. Poi tornati a casa io cucino cercando di tirare fuori un pasto sensato da una spesa fatta prevalentemente di caramelle a forma di coccodrillo, pop corn, Coca Cola, Actimel alla fragola, qualsiasi cosa che abbia un packaging tanto colorato quanto pacchiano, anche se non propriamente commestibile, e fragole, tante fragole…qualsiasi sia la stagione. Le strategie di marketing sono poi fetentissime: le cose più inutili o più care vengono poste ad altezza bimbo. L’innocente intanto non sa che stà a piglià. E nel giro di pochi attimi il pargolo, in tutta autonomia, rende il carrello una graziosissima  serra di rossi frutti.

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Cotognata bars

Cotognata bars, uno di quei nomi tamarri come i Centocelle nigthmare. Ma cosa volete, anche la foto è tagliata male (mi pare). Non mi sto impegnando, c’è poco da dire, la mia mente è assorbita da altro.  E’ che son piena di lavoro come un uovo, la mia vis creativa è dovuta momentaneamente deviare altrove e non riesco ad essere brillante,  devo ancora fare il cambio guardaroba e sistemare in ordine cromatico i pullover, sbinare il frigo e lavare la macchina – che attende la sua toelette dalla primavera scorsa – e tra poco è Natale e avrò la suocera a casa per tre giorni che starà sul divano, come Paolina Bonaparte sul triclinio, a far scrocchiare l’epistrofeo mentre io spignatterò in cucina pur sapendo che assaggerà  tutto ma non mangerà nulla. Vita grama!

 

Ma non vi dimentico miei silenziosi lettori.

 

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