
Riprendendo il nostro percorso nell’affascinante mondo del biodinamico non possiamo non parlare delle certificazioni nazionali e internazionali di questa metodologia.
Finora siamo stati sostanzialmente in vigna. Una cosa è infatti la viticoltura biodinamica e un’altra la vinificazione. Occorre infatti chiarire che al momento Demeter, gruppo nato nel 1930 per tutelare il biodinamico, non ha ancora certificato, in Italia, alcun vino con marchio Demeter/Biodynamic®. L’Associazione è presente in 78 stati, coordinati dalla Demeter International con sede in Germania (Darmstadt) e si occupa del controllo e della certificazione dell’intera gamma dei prodotti biodinamici nel mondo. In cantina sono consentiti i contenitori di cemento, botti in legno, cisterne in acciaio, ceramica e anfore di terracotta. L’anidride solforosa deve essere usata al minimo dosaggio possibile e sono tassativamente proibiti gli OGM, l’acido ascorbico, l’acido sorbico, l’esacianoferrato di potassio, il fosfato diammonico, la colla di pesce, sangue e gelatina². Ad onor del vero, oltre Demeter, esistono altri gruppi che si occupano di biodinamica nel nostro Paese, come ad esempio Agricoltura Biodinamica Moderna che ha tenuto, durante l’ultimo Vinitaly, dei seminari e delle degustazioni guidate.
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