Posts Tagged "Vino"

Cui prodest? Vini del territorio, vini da capitolato

Cui prodest, a chi giova? Questa è la domanda che spesso mi pongo. Eh sì l’ammetto, sono una di quelle persone che cerca le verità nascoste, che si pone delle domande, che ama indagare, che non si accontenta delle versioni ufficiali. Avevo già capito che nel mare magnum di guide per ristoranti, vini e quant’altro ci fosse un mondo nascosto…no, non ho scoperto chi ha ucciso J.F.K., né tantomeno le verità sul 2012 … diciamo che in una serata, grazie ad uno stimato enologo AIS, ho capito come nascono, oggi, certe guide. Interessa? Leggete qui.

 

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Da bio a bio: la sfida del biodinamico/2

Riprendendo il nostro percorso nell’affascinante mondo del biodinamico non possiamo non parlare delle certificazioni nazionali e internazionali di questa metodologia.

 

Finora siamo stati sostanzialmente in vigna. Una cosa è infatti la viticoltura biodinamica e un’altra la vinificazione. Occorre infatti chiarire che al momento Demeter, gruppo nato nel 1930 per tutelare il biodinamico, non ha ancora certificato, in Italia, alcun vino con marchio Demeter/Biodynamic®. L’Associazione è presente in 78 stati, coordinati dalla Demeter International con sede in Germania (Darmstadt) e si occupa del controllo e della certificazione dell’intera gamma dei prodotti biodinamici nel mondo. In cantina sono consentiti i contenitori di cemento, botti in legno, cisterne in acciaio, ceramica e anfore di terracotta. L’anidride solforosa deve essere usata al minimo dosaggio possibile e sono tassativamente proibiti gli OGM, l’acido ascorbico, l’acido sorbico, l’esacianoferrato di potassio, il fosfato diammonico, la colla di pesce, sangue e gelatina².  Ad onor del vero, oltre Demeter, esistono altri gruppi che si occupano di biodinamica nel nostro Paese, come ad esempio Agricoltura Biodinamica Moderna che ha tenuto, durante l’ultimo Vinitaly, dei seminari e delle degustazioni guidate.


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Da bio a bio: la sfida del biodinamico/1

Se la viticoltura biologica si sta ricavando un posto di tutto rispetto nel mondo dell’enologia italiana, il biodinamico rimane ancora, per la maggior parte degli appassionati, un mondo oscuro e lontano, legato a una filosofia sconosciuta e considerata esoterica. D’altra parte quando si sente parlare di “corna di vacca riempite di letame” o di “cranio di animale domestico riempito di corteccia di quercia”, qualche incertezza sul biodinamico può anche venire. Eppure nel mondo del vino francese il biodinamico è una realtà già consolidata, grazie al viticoltore Nicola Joly e al gruppo dei Vignerons d’exceptions. Vale quindi la pena di fare un po’ di chiarezza su questo sistema “alternativo” di agricoltura, ormai presente in tutto il mondo. Come prima cosa diamo le definizioni dei due sistemi di agricoltura.

 

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Il Moscato di Scanzo, rossa perla bergamasca

L’anno scorso ha avuto il riconoscimento della Docg, Denominazione di Origine Controllata e Garantita, la prima della provincia di Bergamo. E’ il Moscato di Scanzo Docg, vino passito da meditazione, rosso rubino carico che si esprime con belle note di frutta matura, che con gli anni si arricchiscono di profumi minerali, di pietra focaia e di incenso. La zona in cui è prodotto è appena un fazzoletto di sessanta ettari coltivati nella parte sud di Scanzorosciate, sulle colline più esposte al sole. Il Moscato di Scanzo è un vitigno autocnono antico, caratteristico e particolare, forse portato dai primi coloni romani della zona, le cui tracce documentali certe risalgono a un carteggio del Vescovo feudatario della Tribulina di Scanzo il quale, nel 1372, disquisiva di quanto “moscadello” gli dovessero fornire i suoi coloni.

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Riserva Francesco Iacono 2002, uno spumante da Oscar!

Ha vinto l’Oscar del Vino 2010 come “miglior emergente dell’anno”, un riconoscimento prestigioso che ripaga l’Azienda Fratelli Muratoridi tutti gli sforzi fatti in questi anni. E’ lo spumante Metodo Classico “Riserva Francesco Iacono 2002”, un dosaggio zero di Chardonnay in purezza affinato per oltre 90 mesisui lieviti e sboccato nel marzo di quest’anno. Io ho avuto il privilegio di assaggiarlo durante la sua presentazione, il 29 maggio scorso, nella bella Villa Crespia di Adro in provincia di Brescia.

 

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