Posts Tagged "risotto"

Frittelle salate di riso

frittella riso

Chiamarla ricetta di recupero è dire poco. Eppure è una delle ricette che mi ricorda di più la mia infanzia, sarà perché ad un certo punto mia mamma ha smesso di farle, e quindi la frittella di riso è rimasta appannaggio di un ben preciso periodo: seconda metà degli anni Settanta.

 

Presa da un attacco di presunzione mista a pigrizia, un giorno ho pensato di rifarle senza chiedere nulla a nessuno. Intanto sono facili, no? Col cavolo! O meglio, si sono semplici, ma le ho fatte, rifatte, trisfatte per scoprire che mancava l’ingrediente segreto, quella cosa che le rendeva uniche e profumate di pane appena sfornato. Ebbene si, una frittella di riso che sa di pane appena sfornato. Eccentrica.

 

E l’ingrediente segreto? Niente cose tipo sole-cuore-amore: vino bianco.

 

Ecco, allora, se vi avanza del riso – o anche no, sono così buone che potete farle anche di proposito –  mettetevi lì e in dieci minuti, più il tempo di frittura,  ve la cavate. Ma la frittella profumata, calda e croccante sarà un ricordo indelebile nella vostra mente.

 

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Riso con la zucca (la minestra)

minestra zucca

A volte mi rammarico di non essere una rompiscatole coi fiocchi. Non una rompiscatole media, ma una stracciamarroni dotata di un buon bagaglio di problemi esistenziali che rende possibile quell’insistenza che sconfina sempre nell’ottusità. Me ne rammarico, non perchè desideri avere quel filo di problemi esistenziali che in alcuni soggetti rende più sapida la vita, ma perché mi rendo conto che con queste persone la lotta è impari.

 

Io sono una che lascia correre, per pigrizia, per noia, perchè nel frattempo c’è qualcos’altro che ha catturato il mio interesse. Forse sono anche un pò raffazzonata. Insomma, non riesco ad incancremnirmi sulla perfezione di un nastrino per la carta da pacco. Ma è angosciante quando queste persone te le trovi in ufficio o peggio in cucina (o negli immediati pressi); sto parlando di persone normali, chiaramente, non di professionisti pignoli e che ti possono insegnare qualcosa.
Anche perchè la rompiscatole (o il rompiscatole) non è detto che eccella negli ambiti in cui si intrufola per dare sfogo alla sua maestosa pallosità. Anzi, generalmente è vero il contrario: è una nota caratteriale quella, non un aspetto fondato su una competenza reale e specifica.

 

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Risotto ai 3 pomodori e stracciatella

Voglio dissipare qualsiasi dubbio: non si tratta del riso pescato e condito con il sughetto al pomodoro. La cosa non è così semplice :) . E’ un risotto nato fortunosamente, in base ai residurati trovati nel frigorifero (tranne la stracciatella che sono andata a comprare appositamente). Ed è nata una sorpresa! Voglio dire, a me piace il risotto bollito e condito con la salsa di pomodoro, ma ho notato che non riscuote grandi consensi: è un pò considerato alla stregua del riso in bianco, roba per malati e bambini inappetenti. Invece questo è un risotto a tutti gli effetti, vale a dire: soffritto-tostatura-cottura-mantecatura.  Quindi, molto saporito e cremoso.Diciamo anche che è un pò la variante risottara di molte paste condite alla maniera tipicamente mediterrana. E, a proposito, mi sono sempre chiesta perchè, talora, non si potessero fare dei gemellagi, il risotto mutua il condimento della pasta e viceversa. Non è sempre possibile, ma ci si può anche provare per scoprire inaspettate bontà. Questo risotto mi piace davvero perchè:

 

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Timballo di riso con luppolo

 

timballo di luertis

Prima che passi la stagione, e io rischi di andare clamorosamente furoi tema, vorrei proporre un timballo di riso (monoporzione) con una vera prelibatezza: il luppolo, altrimenti noto come loertis. Con questi germogli, che si trovano raramente dal fruttivendolo – se non a prezzi indicibili – ma più frequentemente lungo le rogge,  si preparano raffinatissime pietanze: fritatte, minestre, risotti e fricasee. Sono però creature molto delicate, perciò vanno trattate con rigurado, contrariamente vi ritroverete ad avere una poltiglia erbacea insapore.

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Pasta risottata ai peperoni e noci

pasta-risottatat-peperoni-noci-mantecata

Della pasta risottata mi piace tutto eccetto il nome. Avrebbero potuto trovare di meglio: pasta mantecata, all’onda, al velluto. Già perché è proprio quest’ultimo l’effetto della “risottatura” sulla pasta, grazie all’amido che non viene perso.

 

La preparazione all’ordine del giorno è nata per caso. Non che la pasta risottata l’abbia inventata io, intendiamoci. Anzi non avevo mai sperimentato questa ricetta.
Ma l’altro giorno avevo diversi peperoni e ho pensato di farne un sugo. Un sugo abbastanza cremoso e liquido perché prevede anche salsa di pomodoro fresco e quella cosa oggi così kitsch, ma tanto buona: la panna.
Non è un sugo alla panna, ce n’è giusto un pochino per accentuare e smorzare. Accentuare la cremosità e smorzare la nota dominante dei peperoni. Una ricetta semplice-semplice.
Ma poi guardando la salsa che cuoceva in un tegame forse eccessivamente grande mi è venuta un’idea, evocata da recenti suggestioni internettiane: la pasta risottata, appunto.

 

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