Chiamarla ricetta di recupero è dire poco. Eppure è una delle ricette che mi ricorda di più la mia infanzia, sarà perché ad un certo punto mia mamma ha smesso di farle, e quindi la frittella di riso è rimasta appannaggio di un ben preciso periodo: seconda metà degli anni Settanta.
Presa da un attacco di presunzione mista a pigrizia, un giorno ho pensato di rifarle senza chiedere nulla a nessuno. Intanto sono facili, no? Col cavolo! O meglio, si sono semplici, ma le ho fatte, rifatte, trisfatte per scoprire che mancava l’ingrediente segreto, quella cosa che le rendeva uniche e profumate di pane appena sfornato. Ebbene si, una frittella di riso che sa di pane appena sfornato. Eccentrica.
E l’ingrediente segreto? Niente cose tipo sole-cuore-amore: vino bianco.
Ecco, allora, se vi avanza del riso – o anche no, sono così buone che potete farle anche di proposito – mettetevi lì e in dieci minuti, più il tempo di frittura, ve la cavate. Ma la frittella profumata, calda e croccante sarà un ricordo indelebile nella vostra mente.










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