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Una vecchia trattoria, gli gnocchi di zucca e Cavallaro

gnocchi zucca e gorgonzola

L’altro ieri, il giorno del mio …esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una bella trattoria, nemmeno troppo alla buona, con un menù  composto da specialità locali (siamo in Lomellina), “creativamente” riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad un’ottima cantina (il posto nasceva, mi pare, come enoteca). In tal locale si organizzavano anche eventi gastronomici di un certo interesse: tavole rotonde del tipo “Facciamo il punto sul salame di Varzi“, serate storico-gastronomiche sulle grasse abitudini alimentari di Lodovico il Moro o presentazione di libri dell’ultimo enoantropologo.

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Mousse di prosciutto cotto, la delicata

Nutro sempre dei forti (e spesso fondati) sospetti quando qualche vivanda mi viene presentata come delicata. Normalmente non sa di un tubo. Delicato è un termine capzioso – come lo è carina, per esempio – non sai mai se è un modo gentile per liquidare una cosa piuttosto insapore o un aggettivo che suggerisce qualcosa con una sua chiara personalità, ma mai invadente.

 

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Tarte Tatin al mango e sciroppo di melissa

La tarte tatin mi piace parecchio, nonostante io non sia proprio una fan sfegatata delle cose dolci. Ma il punto è questo: la tarte tatin è forse un dolce? Bah… un dolce proprio in zona Cesarini. Voglio dire, la brisée è sciapa e in quanto a zucchero…ne ha di più il caffè del mattino.

 

In ogni caso la mia incommensurabile ammirazione va ai francesi, che riescono a realizzare glamour-cosine – fatte di niente e poco altro  -  e a diffonderle orgogliosamente a livello planetario. Un pò come quest’altra cosa qui. Del resto non gli si può dar torto, nella loro disarmante semplicità queste torte son proprio buone.

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Il tempo della pasta e fagioli

Il mondo moderno ci sottopone ad un costante equivoco, sicché molti di noi entrano per un nonnulla in uno stato di “confusione vegetale“. L’altro giorno preparo questa pasta e fagioli – che come altre cose, ha tutta una sua storia – e mi sento dire:

 

 

 

- “Di giààà? Sei lì dietro con zuppe e minestre? I fagioooli ?Mica è novembre!

 

 

 

- “Novembre? Ma a novembre i borlotti freschi mica li trovo“.

 

 

 

Stando alla saggezza materna söc e melù alla sò stagiù che poi, tradotto in italiano corrente, sarebbe: zucche e meloni alla loro stagione. In breve: mangiate la frutta e verdura quando matura sulla pianta e non quando viene gonfiata in una serra. Non è solo “ecologismo” è che effettivamente la roba fuori stagione non sa di un tubo, oltre ad essere carissima. Ma il punto è che trovando le pesche a dicembre e i fichi a marzo qualcuno può perdere la bussola dell’ortaggio.

 

 

 

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Rognone trifolato

E’ uno dei piatti preferiti di mio figlio (3 anni ndr.).
Poi è diventato un piatto molto apprezzato da mio marito. Prima non gli piaceva.

Di cosa si tratta?
Del rognone trifolato (in salsa gremolada). Dico subito che è un piatto “difficile”, che-che se ne dica. Difficile perchè non sono tantissimi i suoi estimatori (io lo trovo un piatto veramente ricercato, invece), perchè il rognone non sempre lo trovi  nel banco frigo del super – ma devi rivolgerti al macellaio-pusher di fiducia – e perché, affinchè venga bene, ci sono un paio di accortezze da non dimenticare.

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