Articoli marcati con tag ‘pinoli’
Di fronte a certe ricette bisogna avere la creanza di rimanere composti. La ricetta in questione è una crostata, ma ha l’insolita caratteristica di essere panfortata e di essere stata creata da Cesare Parenti, membro di quella famiglia di farmacisti senesi di cui fece anche parte Giovanni (Righi Parenti). Questa è una di quelle torte severe e antiche, come quelle che piacciono a me. Torte senza fronzoli, orgogliosamente prive di quegli abbellimenti esteriori che spesso servono solo a distrarre da un ripieno insulso. Sono dolci ricchi di charme, sia al palato che alle orecchie.
Una crostata che ha un tocco indubbiamente aristocratico, forte delle sue origini e di qualche suggestione medievale (dalle quali preleva parte dei suoi ingredienti e l’abbinamento “classico italiano”). E leggendo la ricetta, la mia mente vaga di colpo verso Speziali e Farmacisti, broccati e filigrane, sferragliamenti su strette strade cittadine, piatti in peltro e coltelli da scalco, insomma, verso un mondo nel quale questa torta ci sarebbe stata benissimo.
Che buono il crumble! E che buona la caponata! Perchè non farli incontrare? Secondo me si sposano magnificamente. Se volete presentare uno “sfizioso” originale eccovi accontentate/i. Giusto-giusto come antipasto, appetizer o per accompagnare un pesciolino bollito o una bistecca alla griglia.
Tra l’altro, ho scoperto (accidentalmente) un modo fantastico per realizzare un crumble “morbido” e friabile. Mi spiego. Qualche tempo fa assaggiai una torta di mele buonissima (che pubblicherò prima o poi). Una base di pastafrolla integrale, molto profumata, con l’interno di mele e a copertura un crumble scioglievolissimo e umido. Ho provato duecento vole a fare sto crumble, ma nulla di simile a quello! Poi un giorno lo rifeci e non avendo la farina 00, realizzai la torta con la farina che avevo: la farina per dolci con agenti lievitanti. Ecco dove stava l’inghippo! Il lievito. In tal modo il crumble diventa… bè, provatelo, non saprei proprio trovare il termine appropriato. So solo che è buonissimo.
Riesumate e in gran spolvero, tante antiche ricette ritornato sul desco, con il plauso degli storici e dei fans dei giacimenti gastronomici.
Sono buone, tipiche e in alcuni casi pure griffate.
Oggi ho fatto una torta rinascimentale, la cui ricetta era affissa sulla vetrina di un bar di Vigevano che titolava: Dolceriso di Lodovico il Moro.
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