Articoli marcati con tag ‘mantecato’
Tornata da Identià Golose, lascio il passo a Giordana che avrà modo di raccontare di vini e incontri mancati, di scatti furtivi e salmoni affumicati.
Interessante l’idea di fondo: riconoscere nella semplicità il lusso, in un’ottica decisamente snob, che strizza l’occhio alla cultura orientale. Una premessa interessante e sicuramente ambiziosa, anche se credo non così facilmente rivendibile ai vari strati della nostra “barocca” società.
Ricondurre alcune nuove e griffate preparazioni al repertorio gastronomico tradizionale sembra quindi l’ultimo imperativo culinario, e gli esiti, il più rapido (e quindi geniale) risultato di un’inevitabile evoluzione.
Voglio dissipare qualsiasi dubbio: non si tratta del riso pescato e condito con il sughetto al pomodoro. La cosa non è così semplice
. E’ un risotto nato fortunosamente, in base ai residurati trovati nel frigorifero (tranne la stracciatella che sono andata a comprare appositamente). Ed è nata una sorpresa! Voglio dire, a me piace il risotto bollito e condito con la salsa di pomodoro, ma ho notato che non riscuote grandi consensi: è un pò considerato alla stregua del riso in bianco, roba per malati e bambini inappetenti. Invece questo è un risotto a tutti gli effetti, vale a dire: soffritto-tostatura-cottura-mantecatura. Quindi, molto saporito e cremoso.Diciamo anche che è un pò la variante risottara di molte paste condite alla maniera tipicamente mediterrana. E, a proposito, mi sono sempre chiesta perchè, talora, non si potessero fare dei gemellagi, il risotto mutua il condimento della pasta e viceversa. Non è sempre possibile, ma ci si può anche provare per scoprire inaspettate bontà. Questo risotto mi piace davvero perchè:
Della pasta risottata mi piace tutto eccetto il nome. Avrebbero potuto trovare di meglio: pasta mantecata, all’onda, al velluto. Già perché è proprio quest’ultimo l’effetto della “risottatura” sulla pasta, grazie all’amido che non viene perso.
La preparazione all’ordine del giorno è nata per caso. Non che la pasta risottata l’abbia inventata io, intendiamoci. Anzi non avevo mai sperimentato questa ricetta.
Ma l’altro giorno avevo diversi peperoni e ho pensato di farne un sugo. Un sugo abbastanza cremoso e liquido perché prevede anche salsa di pomodoro fresco e quella cosa oggi così kitsch, ma tanto buona: la panna.
Non è un sugo alla panna, ce n’è giusto un pochino per accentuare e smorzare. Accentuare la cremosità e smorzare la nota dominante dei peperoni. Una ricetta semplice-semplice.
Ma poi guardando la salsa che cuoceva in un tegame forse eccessivamente grande mi è venuta un’idea, evocata da recenti suggestioni internettiane: la pasta risottata, appunto.
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