Posts Tagged "frutta"

Pere Martin sec al vino rosso

martin sec

Ho un brutto carattere. Sono nervosa, insofferente, periodicamente asociale, discontinua e con la predisposizione ad annoiarmi facilmente, inoltre ho la pessima abitudine di chiedere la frutta al ristorante. Ora, io mi domando e chiedo: pecchè al ristorante la frutta “salta”? Pecchè quando chiedi della frutta di stagione il garçon prima ti osserva con sguardo stolido e poi – dopo aver farfugliato qualcosa con il maître di sala – ti porta una mela e una banana anche se è maggio? Ma siete imbesuiti? Che è sta roba: la versione fruttereccia della luisona?

 

Ultimamente qualche ristorante si è evoluto in tal senso. Sono ancora pochi dal mio punto di vista, anche perchè gli evoluti appartengono alla fascia della ristorazione medio alta. Sono andata Al Cassinino e mi hanno presentato un bel caco al Rum, sono andata Al Porto e la vera sorpresa non è stata l’eterea frittura di pesce (o meglio, non solo) ma cestini monoporzione di duroni di Vignola freschi e sodi, fragoline di bosco con zucchero e limone e pesche al vino (tutta roba di stagione, s’intende). Ma ci vuole tanto?

 

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Pesche e amaretti alla piemontese (… o quasi)

Mettiamo una sera di fine estate, tersa e freschina, mettiamo anche 4 pesche di Volpedo, belle fuori e brutte dentro, mettiamoci pure un cerchio alla testa (che vi si vede in faccia) e l’attesa di una collega appena separata, che spasima per vedere la carta da parati stile optical con la quale avete foderato il bagno di servizio. Mettiamo anche che, dopo essersi dilungate oltre il necessario in convenevoli e strizzatine d’occhi, si passi ad ispezionare attentamente lo psicadelico locale lavanderia,  e d’improvviso lei vi chiede: “Allora, per cena che c’è?”

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Fichi e gorgonzola (con noci e miele)

Considerazione ficosa del giorno. I frutti di primavera piacciono non solo perchè sono buoni, ma anche perchè non se ne può più di mele e arance. Insomma, è come quando vi trovate l’assicuratore a casa, poi anche vostra suocera vi sembrerà un dolce sogno (o qualsiasi altra persona non di vostro gradimento). Anche se paragonare le ciliegie alla suocera (o a qualsiasi altra persona non di vostro gradimento) non è poi così calzante, spero che la metafora sia chiara a tutti e dunque mi chiedo: perchè i frutti autunnali non vengono accolti con lo stesso entusiasmo di quelli primaverili ed estivi? Forse perchè dopo aver goduto di meloni e angurie, fragole e ciliegie, pesche e albicocche ci siamo assuefatti alla bontà e questi ci sembrano quisquilie?

 

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Mattonella fragole, cioccolato e menta

ricetta per gelato con cialda di cioccolato amaro e sciroppo menta

Allora, mi sono fatta regalare la gelatiera, quella con il motorino due cavalli integrato. Non volevo che il mio bambino ingurgitasse fistoni dai colori fluo e dai gusti vagamente non terrestri. Con questo aggeggio è tutto molto facile: frulli la frutta, ci metti un certo quantitativo di zucchero oppure abbini latte, panna, zucchero e uova, e dopo 20 minuti hai un gelato buonissimo, che dico buonissimo, sensazionale!

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Mela cotta al forno alla Ogilvy

Mi piace la mela cotta al forno. Quella profumata e spumosa.
Cibo da anziani con disturbi epatici dice mio marito. Ma la ricetta che propongo oggi è d’autore e l’ispirazione mi è venuta dopo un’amena lettura.

 

In Confessioni di un pubblicitarioDavid Ogilvynarra – nel modo a lui più congeniale, quello dell’aneddotica brillante e spiccia – la sua gloriosa scalata verso il successo, partendo da un esordio molto poco promettente.

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