Articoli marcati con tag ‘dolci’
Il clafoutis ricorda la crema cotta al forno ma ha il non trascurabile vantaggio di essere più leggero. Ne vado matta è uno di quei dolci/non-dolci che non stufano mai. Lo mangio caldo, tiepido, freddo, anche gelato di frigo, sebbene la morte sua sia appena-appena caldino. Dopo aver proposto un clafoutis più classico, ripropongo oggi un clafoutis che al posto del latte ha lo yogurt greco - che lo rende densissimo e gli conferisce un tocco “acidulo” prelibatissimo (che si sposa perfettamente alle ciliegie) – e quel tanto di aromi e spezie che gli donano un che di decisamente atipico.
Altra reminiscenza infantile. E altro post dolciastro. Si, perchè fatta eccezione della marmellata, questo biscottone da colazione-merenda ha una frolla curiosa: asciutta, profumata (di ciò che tra poco scoprirete) e poco dolce. Riguardo alle reminiscenze, si dà il caso che parecchi anni or sono passassi le vacanze estive in Calabria. E di ciò ho già detto altrove. Di quella zona, ricordo anche una tradizione dolciaria molto rustica che produceva ciambelle all’anice e pittanchiuse e dall’altro, una pasticceria da pasticceria (quindi non da panificio come queste cosine qui) che proponeva enormi pasticcini mignon (cioè un ossimoro, è vero, ma come chiamare i pasticcini da cabaret che hanno le dimensioni di piccole torte?) farciti con creme bianchissime e piuttosto budinose (qualcuno sa dirmi come si fa?). Tuttavia molto buone.
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L’idea di fondo è che non avrei garantito nulla. Dopo aver sbagliato clamorosamente dosi, sabato mi ritrovo con mezzo kg di riso cotto (che in buona parte è ancora in frigo che attende qualche decoroso destino) e poche idee - e altrettanta poca voglia – su come riutilizzarlo. Poi è arrivata l’ora di merenda con l’invincibile trio (babbo, figlio e nonna) che reclamavaqualcosa che non fosse il solito tè con gli oswego. Alla fine, anche se il carnevale e la festa del papà (del resto sono delle frittelle di San Giuseppe ) son passati, ho utilizzato parte del riso per fare dei dolcetti fritti e zuccherati. Dico anche che il riso era talmente tanto che le ho rifatte una seconda volta. Anche per fotografarle. Quelle di sabato sono sparite nel tempo di una doccia (la mia).
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