Articoli marcati con tag ‘cipolle’
E ci risiamo. Con il quark e le cose un pò fanè che continuano ad essere tra le mie favorite. Il punto è che dopo una mia recente escursione a Zurigo e tornata con qualcosa come 2 kg di quark, polvere di vaniglia, agar-agar, acqua di rose e altri divertenti quanto gustosi ingredienti, mi son chiesta se non ci fosse altro da fare con il noto formaggio, al di là della ”solita” (bè si fa per dire) kasekuchen. Da qualche parte, sul web ho dunque trovato la ricetta della torta alsaziana, una versione della quiche che – per gusto e componenti – striza l’occhio alla vicinissima Germania. Sennonchè il quark, qui, ce lo mettono nell’impasto base; insomma nell’involucro e non nel ripieno. Il che conferisce maggior leggerezza alla ricetta – in un momento di rigidissima dieta, che in maniera tragicamente comica va a collimare con uno dei periodi per me più golosi in assoluto, ovvero quello del carnevale – e anche una strana e “gommosa” consistenza. Sicchè dimenticatevi friabili e chicchissime paste briseè o impalpabili e vellutate paste sfogliate. Proprio una creazione solida, concreta e poco incline alle frivolezze. Il ripieno è poi un’altra “magra” sorpresa: panna acida (che su suolo italico potrete comporre con yogurt e panna) cipolle, paprika e cumino.
Per me non sono mai esistite le mezze stagioni, esiste l’inverno e l’estate. Insomma non vado molto per il sottile. E per me l’inverno inizia quando mi occorrono i pedalini per stare seduta davanti al computer. E’ il contrario del disgelo, più passano i giorni, più il rafferddamento delle mie estremità – da ferma – si fa veloce. Dunque cosa pensate che presenti sul mio desco in simil giornate? Brodi e minestre, brasati e stufati, vin brulè e zabaioni.
Ci sono cose più belle al mondo, d’accordo. Chessò, un budino industriale perfettamente scolpito o una wedding cake dell’ultimo food coiffeur. Ma non sono tante le cose più buone delle crochette di cipolle. Sarà che io ho una venerazione tutta speciale per le cipolle, qualsiasi sia la loro provenienza. E quando dico che è il mio ortaggio preferito la gente mi guarda come se stessi scherzando.
La storia delle cipollle di Tropea va di pari passo con il panetto di mandorle. Mio fratello ha passato le ferie in Calabria e mi ha portato cipolle e panetto. Il panetto è riposto in una specie di reliquiario. Sono in quella angosciante situazione in cui sono perfettamente consapevole che lasciandolo lì si seccherà, ma d’altro canto non voglio nemmeno iniziare ad usarlo perchè so che – una volta finito – tocca farmi 1200 km per il procacciamento. E’ una situazione assurda, simile a chi compra le sedie del tavolo buono e poi ci lascia su il cellophane per non rovinarle, accompagnando le cadreghe verso il loro triste destino di orrore e plastica. Ahhhh…qualcuno mi liberi dal dilemma: usare o non usare?
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