Articoli marcati con tag ‘cardamomo’
C’è da dire che avevo intenzione di fare tutt’altro. Ma sapete com’è: manca un ingrediente, il bambino s’è sbucciato il ginocchio, la Telecom telefona per l’ultima offerta. Dunque volevo fare un dolce indiano noto come Kheer, una sorta di riso e latte in realtà un pò più complesso del classico riso e latte, servono parecchie spezie (tra cui lo zafferano), anacardi e burro chiarificato (che, per la cronaca, si può fare benissimo in casa ma io non ne avevo voglia; inoltre è da 2 mesi che riesco, mantenendo il mio equilibrio psichico, a star lontana da burro e affini con sorprendenti risultati. Dunque…).
Del Kheer, poi, mi stuzzicava l’abbinamento, ma anche alcuni singoli ingredienti che, per mio gusto, appena posso cerco di inserire ovunque. In ordine di importanza: pistacchi e cardamomo. Morale, ho fatto una sorta di budino di riso, riso latte, dolceriso, vedete voi come chiamarlo, con la componentistica di cui sopra e qualche robina in più a dire il vero. Sia mai che qualcuno passi di qui e trovi scialbetto ciò che cucino.
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Non è certo una provocazione quella di proporvi il gelato mentre fuori fiocchi di neve, grandi come palle da tennis, scendono odiosamente dal cielo. Ma questo gelato, peraltro dal sapore e connubio esotico e affascinate, è da un pò che mi sta sul gobbo nel freezer. In una bella giornata di ottobre, a seguito di una gita al mercato agroalimentare cittadino, ho comprato qualche grammo di cardamomo, e mi è sembrato giusto usarlo per farne un gelato (quasi semifreddo).
Ecco io l’ho assaporato ieri pomeriggio, durante una merenda atipica nella vasca da bagno (insomma, si vede che mi manca l’estate e il mare), e il suo gusto era così raffinato che ho pensato bene di accompagnarlo ad una lettura adeguata. Dunque, in un arduo sforzo di immaginazione ho pensato di essere sulla battigia, a Santa Margherita Ligure, a mangiarmi il gelato in compagnia di un’amena lettura.
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L’idea è quella di fare una sfornata di muffin a settimana, considerando che la teglia accoglie 12 tortine possiamo fare questo semplice calcolo: 12:2= 6; quindi, sei colazioni per due. L’idea, però, non è solo quella di diversificare una colazione un pò troppo monotona (almeno la mia). E’ che sono alla ricerca del lievito OGM, del gene modificato, di quella farina extraterrestre che consente a certi muffin statunitensi di avere forme da fungo atomico.
Quello che vedete è il primo tentativo. L’esperimento non è relativo ai “gusti” – anche se una certa attenzione agli abbinamenti c’è, dato che i dolcetti devono essere anche commestibili – ma dovrebbe servire a capire secondo quale principio e procedimento, posso ottenere degli scenografici muffin alla Hulk, ipertrofici e perennemente in tensione, tanto da provocare crepe e strappi nella sua veste.
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