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Articoli marcati con tag ‘burro’

L’estate sta finendo e un anno se ne va...trallalallalero trallalallà“. Senza dover necessariamente rivangare gli anni Ottanta e i Righeira – ormai finiti negli antri di qualche nostalgico incallito di musica trash-psicadelica – questa canzone mi ricorda che non manca poi molto al mesto autunno, e che mi conviene  sfruttare appieno le ultime giornate di sole prima di riesumare il tè del tardo pomeriggio per le giornate brumose e qualche serie televisiva per quelle noiose, dato che  è quanto mai vero il detto “…a luglio ed agosto tè e tv mia non vi conosco“.

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Che ci faccio qui? In effetti non sono risultata tra le 34 finaliste nel contest sul Burro salato organizzato dalle Fattorie Fiandino in collaborazione con Un tocco di zenzero, eppure…Eppure un giorno mi giunge una mail dello studio grafico che sta curando l’impaginazione e la grafica del libro e mi chiede se possono utilizzare una mia foto come immagine di apertura della sezione ricette salate. Beh non c’è che dire, una bella soddisfazione, soprattutto perchè io – fotografa in erba ancora in germoglio – sto ricevendo delle belle gratificazioni da questo punto di vista, ma che vi racconterò un’altra volta.

Il libro ha un formato maneggevole e forse concepito per chi armeggia tra i fornelli e sa quanto sia fastidioso dover sfogliare dei volumi formato Laorusse mentre si cucina.  Passiamo alla sostanza, e visto che di burro si tratta, una sostanza più generosa che mai. Chi mi segue da un pò sa quanto ami il burro, mi ritengo una talent scout in questo specifico settore ;) , e so bene quanto il burro prodotto dalle Fattorie Fiandino sia un burro d’eccellenza, che tra l’altro vanta una particolarissima caratteristica: esiste anche nella versione salata, una variante in Italia poco diffusa. Tuttavia c’è un fatto che mi fa sostenere la “causa” di questo burro. Il fatto che è, appunto, salato e che quindi consente una notevole estensione della fantasia culinaria, ma soprattutto che è italiano.

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spaghetti alla milanese burro e limone
Che poi ci fosse anche uno spaghetto alla milanese è un fatto che mi ha messo di fronte ad un’imbarazzante verità. Anche quando si arriva a sperare di sapere proprio tutto della propria cucina, si scopre poi che questo tutto è solo un qualcosa.

Ora questi spaghetti mi sono giunti all’orecchio da una soffiata proveniente da questa voce, ma che evocava alcune reminiscenze leggiucchiate qua e là. Gualtiero Marchesi l’ha riportato alla ribalta  - tanto che lo proporrà al Marchesino – dopo un lungo oblio in cui era finito questo gioiello della cucina milanese. Dico oblio perchè io non solo non lo conoscevo, ma non l’ho mai nemmeno sentito nominre. E certo il web non aiuta. Alla voce  ”spaghetti alla milanese” esiste anche una versione curiosamente “pseudo-siciliana” con pangrattato e acciughe.

Ma scavando ancora nella memoria o forse associando solo due ideuzze buttate a casaccio ho pensato a quella che è la base della gremolada, un condimento piuttosto articolato, con burro, prezzemolo, limone e aglio e che in Lombardia viene utilizzato per condire carni, rognone, ossibuchi e ora, scopro, anche la pasta. Insomma il mistero di questa antica ricetta si è quasi dissolto, o meglio, questa è la modesta interpretazione che ho dato alla sua genesi. Magari verrò smentita nuovamente.

Intanto vi dico che la mia variazione sul tema è l’uso del burro salato delle Fattorie Fiandino. L’idea di un piatto talmente semplice da mettere in difficoltà qualsiasi cuoco poco attento, fa capire quanto l’importanza di ingredienti di primissima scelta sia qui fondamentale.

RICETTA (per 2)

Ingredienti

  • Spaghetti, 160 gr
  • Burro salato Fattorie Fiandino, 60 gr.
  • Limone bio grosso, 1
  • Prezzemolo fresco, 2 cucchiaini
  • Grana padano, 2/3 cucchiaini

Cuocere la pasta in acqua legermente salata, scolarla bene e al dente e aggiungere, a crudo (!) il burro, mescolare la pasta con limone grattuggiato e prezzemolo. Impiattare e aggiungere un cucchiaino e mezzo di grana padano a testa.