Risotto agli asparagi rosa di Cilavegna
La mia frequente abitudine del sabato mattina è prendere la macchina per andare a farmi un giro a Vigevano. La città d’origine di Ludovico il Moro, della piazza più bella d’Italia e delle scarpe più chic del mondo (anche le Manolo Blahnik le fanno qui). Bene, proprio lo scorso sabato e proprio nei giardini del bellissimo castello, incappo in una sorta di manifestazione agrituristica: i comuni limitrofi hanno pensato di installare – nel giorno più ventoso dell’anno – una tendopoli per promuovere territorio e...
leggi il resto del post...Torta Margherita, la cremasca
A casa mia queste torte sono verboten. Sono le torte ingolfanti, quelle che vi si incuneano tra esofago e trachea e vi rendono improvvisamente cianotici, mentre la naturale umidità della vostra cavità orale viene resettata. Allora arriva in soccorso un innocente bicchiere di latte, che peggiora la situazione: il bolo scende, ma il suo volume si è moltiplicato di almeno 10 volte e un dolore lancinate dietro lo sterno vi fa somigliare più a Schwarzenegger on Mars che a un’elegante pulzella (se siete uomini magari lo trovate anche...
leggi il resto del post...Homemade Lemonsoda: una bibita fané
Per gli intimi lemünina. Infatti si vocifera che questa ricetta – passata alla storia con tale ridicolo nome – fosse una delle tante gelosamente custodite della mia bisnonna, che le aveva ereditate dalla madre, mia trisavola. Ancora oggi alcune mie prozie si rinfrescano, dalla calura estiva, con siffatta e rara delizia. Rara perchè – al di là delle prozie – non mi è mai stata offerta una limonata casalinga in nessun garden party a cui ho partecipato (vojo dì: ma siamo Csabe o no?). E sarebbe stato bello,...
leggi il resto del post...Ossobuco alla milanese: tutta la verità, nient’altro che la verità!
“Ecco un altro caposaldo della nostra cucina, una cosa che noi (milanesi) facciamo in modo diverso da tutti gli altri e, occorre dirlo?, incomparabilmente migliore“* Con queste parole Marco Guarnaschelli Gotti è certo di dire cosa giusta e non teme la suscettibilità di chi, altrove, potrebbe rivendicare la bontà della sua ricetta regionale; ma io mi associo a lui, anche nel dire che l’ossobuco alla milanese è un piatto pieno di insidie, e, tra tutte, la fretta è la più minacciosa. Bisogna rosolare con cura e...
leggi il resto del post...Pan de mej, la merenda ideale
Ho un miglior amico per ogni stagione. Per questa c’è il calorifero e una bellissima stola in pura lana confezionata da una mia cara amica, Selene. A completare il gelido quadro (qui c’è una nebbia e un’umidità che ti sbriciola le ossa) un latte caldo con i biscotti. E che biscotti, soffrono di gigantismo. Sono i pan de mej o mei, dei dolcetti tipicamente lombardi e realizzati con farina di mais e poco altro. Il nome è curioso ma l’etimologia è certa, è legata al miglio: in origine questi dolci erano fatti con...
leggi il resto del post...Cotechino con lenticchie: una storia d’amore
Ognuno ha i sui oggetti del ricordo legati al primo incontro: chi un fiore bagnato di rugiada, che oggi conserva tra le Pagine gialle, chi una canzone strazzamutanda, chi un paesaggio lacustre al tramonto, chi una poesia di Neruda, chi un ballo al chiaro di luna. Per quelli che stanno sempre a magnà ci sono pietanze o vini: il classico champagne con le ostriche o qualche esotico risotto con l’Amarone sono i più gettonati. Io, ho il cotechino. La cosa è andata più o meno così: Lui: “Ciao mi chiamo…...
leggi il resto del post...Gli originali tortelli di zucca mantovani per Halloween
C’è da dire che il periodo invernale mi riporta abbastanza incomprensibilmente ai sapori della mia tradizione. Per questo fatico a farmi andar giù feste come quella di Halloween. E’ venuta di moda quando io avevo l’età in cui il genere umano inizia a pedrere i neuroni per strada. Che volete che mi dica: nulla. Per noi italiani un pò passati, il ponte novembrino è quello dei morti e dei santi (anzi, il contrario), robe molto poco celtiche e pagane; come pensate, dunque, di conciliare i crisantemi e il pane dei...
leggi il resto del post...Il minestrone alla milanese
Attorno al minestrone di verdure gravita un equivoco di fondo: non è un piatto autunnale, men che meno invernale, ma primaverile e di quella primavera piena che fornisce zucchine e piselli freschi, carote vigorose e spianci dalla foglia scura e croccante e che, nella bella stagione, si può anche mangiare freddo. Perchè parlo di minestrone alla milanese? Perchè forse non tutti sanno che il classico minestrone, cioè quella più nota miscellanea insapore che oggi viene venduta nel bustone (e quindi non le altre interessantissime varianti...
leggi il resto del post...Se vien voglia di Valtellina, vini e abbinamenti tipici
Questa mattina mi sono svegliata con una fame matta, convulsa, disordinata. Sapete di quelle che ti prendono alle 7.00 del mattino e che, inspiegabilmente, ti chiedono piatti improbabili per il momento della colazione? E già perché mi son svegliata con un’improvvisa voglia di pizzoccheri! Ah, la Valtellina, che voglia di andarci! Così, visto che i miei impegni lavorativi non me lo permettono mi sono lasciata prendere dalla voglia di fantasticare sugli abbinamenti enogastronomici tipici. Qualche dato sull’enologia, per i più...
leggi il resto del post...La cassoeula, amarcord…
Da piccola, quando i miei amici uscivano a mangiare con i genitori andavano in pizzeria, poi dai primi anni Ottanta i più fortunati andavano da Burgy (poi divenuto MCD). Io invece andavo dalla Tullia una trattoria alla buona e davvero scalcagnata, vicino a casa. Qui si mangiava – a detta dei miei – una cassoeula eccezionale (oltre a nervetti, cipolline all’agro, salamini con cetrioli bianchi sottaceto, ossibuchi, minestrone alla milanese con croste di grana e risotto in cagnoni). In più era anche abbastanza...
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