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Archivi per la categoria ‘Vino’


Il tempo è passato con incredibile velocità. Sara mi ospita da oltre un anno nella sezione “vino” dove, strizzando l’occhio a Bacco, abbiamo chiaccherato amabilmente di bottiglie, produttori, viticoltura italiana e internazionale. Abbiamo toccato la Liguria, siamo andati in Piemonte,Valtellina e Toscana, completando questo giro d’Italia con le bottiglie più adatte ai ricercati piatti della nostra ospite.

Continue reading “Cin, cin, arrivederci e grazie: brindiamo con Chateau Grillet!” »

Me l’ha consigliato un caro amico bergamasco, Luca Castelletti dell’Enoteca di Ponte S. Pietro, vero talent scout di vini. Lui, infatti, non si accontenta di avere una cantina storica piena zeppa di bottiglie e distillati d’annata, con alcuni pezzi unici introvabili, come l’inestimabile Cognac del 1868 appartenuto, nientemeno, a Napoleone III. Luca è uno scopritore di talenti in piena regola, un cercatore di vini ancora poco noti che come outsiders si classificano, spesso, ai primi posti dei concorsi vinicoli nazionali e stranieri.

E’ grazie a lui se ho scoperto il Kapnios 2003 della Masseria Frattasi, Aglianico amaro del Taburno 100%, che ho portato a cena proprio da Sara e Marco. Si tratta di un vino le cui origini sono antichissime, citato nel Naturalis Historia da Plinio e nell’Ateneo I da Platone. L’appassimento delle uve su graticci conferisce al vino delle note del tutto particolari, che lo fanno lontanamente assomigliare al più noto Amarone della Valpolicella, ma con meno nerbo.

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Soldera 1993 Brunello Montalcino

Quando vai a cena da amici e scopri che qualcuno ha portato un Brunello di Montalcino Riserva di Soldera, non puoi che dire grazie, con lo sguardo colmo di riconoscenza, a chi (Sara e Marco!) ha trasformato quella serata in un evento fuori dal comune. Quando poi scopri che l’annata è, nientemeno, quella del 1993 ti dici che la Dea Bendata, una volta tanto, ha baciato sulla fronte proprio te.

E già, perché trovare nel bicchiere un Brunello Soldera del 1993 non è certamente una cosa da tutti i giorni, e non solo per il prezzo che si aggira sulle 250 euro per quell’annata, ma per tutta una serie di considerazione che vengono alla mente. Dopo che ne hai sentito parlare per anni, che hai letto le interviste di Gianfranco Soldera, un uomo critico, schietto e tagliente come “i cocci aguzzi di bottiglia” di montaliana memoria, non puoi che fermarti a riflettere sul fatto che quel che hai nel bicchiere non è solo vino, ma tradizione di un territorio che è cambiato enormemente, stravolto forse da certe logiche di mercato.

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