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Tornando alle sane merende di una volta. Le schiacciatine fatte in casa hanno una fragranza unica, non hanno quel vago sapore rancidello delle schiacciatine confezionate, dove grassi poco stabili danno il peggio di sé. Ma non può essere nemmeno paragonata a quella di molti panifici (almeno quelli della mia zona) che amano rifilarti una suola assai dura.
Il mio livello di incompresione per alcuni neologismi o semplici contrazioni è davvero disarmante. Giravo per Coquinaria & C. e leggevo di entusiaste per l’arrivo del Ken. Sulle prime – non scherzo – ho pensato al supposto fidanzato di Barbie. D’accordo, poi non mi ci è voluto molto per capire che si trattava d’altro.
Arrivo al dunque: mi è arrivato il meraviglioso aggeggio della Kenwood. Si vede che è roba inglese (cioè, mi pare fatta sempre in Cina, ma su sguardo vigile di qualche solido e pragmatico anglosassone che fa le cose perchè durino, è evidente). Pesa un accidente e già lo scatolone mostra tutto il senso di superorità d’oltremanica. I caratteri cubitali del logo sono a dir poco esibizionistici e aggirandomi per il parcheggio del negozio dove l’ho acquistato, sono stati in molti che non hanno potuto fare a meno di buttare l’occhio su un macchinario da cucina che esubera l’ingombro di un carrello. Cioè è grande quanto la cucina di molte persone.
Se devo essere sincera gli scones non li avevo mai assaggiati e quindi, per logica deduzione, mai fatti. Ci sono obiettivamente dei cibi di moda, un pò come i macarones, ieri misconosciuti, oggi acclamati, sicché anche a Milano – che, giustamente, non vuole farsi mancare mai nulla – è spuntato Laudrée, tra l’altro di fronte ad un altro tempio della gastronomia cittadina: Peck. Ma mentre per i leziosissimi macarones non vado pazza, anche se devo riconoscere un gran gusto architettonico e cromatico a chi li ha concepiti, ho scoperto quanto mi piacciono gli scones. E se non siete ancora giunti all’appuntamento con questi ultimi (o se state per farlo, in estremo ritardo come me), vi svelo in anteprima che hanno una consistenza morbida ma estremamente piena e molto più vicina a un panino che a una briosche. Tuttavia, da quanto mi è dato sapere, gli scones sono uno spuntino inglese che spesso accompagna il tè delle cinque, talvolta arricchiti con uvette, frutta secca o giù di lì e tendenzialmente dolciastri, ma non eccessivamente, il che contribuisce ad aumentare ai miei occhi il loro fascino.
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