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	<title>COOK AND THE CITY &#187; Giromangiando</title>
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	<description>Blog culinario di Sara Melocchi</description>
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		<title>Winelove, perchè il buon vino non sia un lusso</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 10:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastropolemica]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente una manifestazione a cui valga la pena andare! Mi riferisco a Winelove, l’evento dove si incontrano vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo organizzato da Ludovica Amat, quest&#8217;anno arrivato all&#8217;ottava edizione. Il vino è un lusso? Scegliere di bere tutti i giorni una bottiglia di buon vino è impossibile? Forse in questi anni bere è diventato davvero un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/winelove1-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6779" title="winelove1 (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/winelove1-1-of-1.jpg" alt="" width="458" height="350" /></a></p>
<p>Finalmente una manifestazione a cui valga la pena andare! Mi riferisco a <strong>Winelove</strong>, l’evento dove si incontrano vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo organizzato da <strong>Ludovica Amat</strong>, quest&#8217;anno arrivato all&#8217;ottava edizione. Il vino è un lusso? Scegliere di bere tutti i giorni una bottiglia di buon vino è impossibile?</p>
<p>Forse in questi anni bere è diventato davvero un lusso. Forse. Il vino è stato caricato di troppe <strong>sovrastrutture</strong> che l&#8217;hanno reso, in certi casi, inaccessibile. Quante volte si assiste a rincari motivati solo dall&#8217;inserimento in una guida o perché il produttore di turno ha vinto un premio? Storia vecchia e tutta nuova, questa.</p>
<p><span id="more-6719"></span>Fatto sta che il settore langue, è in crisi, ed ettolitri di vino rimangono sempre più spesso nelle cantine dei produttori, almeno a sentir parlare i distributori.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6761" title="ide0" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide01.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>E se per qualcuno bere bene è un lusso, vale la pena accontentarsi? Ci sono in giro certi vinacci&#8230;che sarebbe meglio diluire con l’acqua. Il vino è un piacere, mica un dovere! Non ce l’ha mica ordinato nessuno di “immolarci” come vergini sacrificali sull’altare del vinaio di turno, a volte grandi produttori, e bere un liquido che non dà alcun piacere se non quello di rinfrescare il gargarozzo. Meglio un bel bicchierone d’acqua fresca, dico io!</p>
<p>Perché il concetto è alzare il livello, non accontentarsi di certi prodotti, cercare a tutti i costi la qualità. Qualcuno mi chiederà a quanto ammonti questa “qualità”. Difficile da dire. Ci sono molte variabili che entrano in gioco, ma si tenga sempre conto che una serie di costi fissi incidono inevitabilmente sul costo effettivo del vino.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6762" title="IDE" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE1.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Quanto costano le bottiglie di vetro, i tappi di sughero, le etichette e il costo del lavoro? Senza contare che se ci troviamo davanti ad un grandissimo vino (la cui alta selezione delle uve ha voluto dire un lavoro improbo in vigna, la successiva vinificazione ha estratto solo la parte migliore dell&#8217;acino e l&#8217;affinamento in bottiglia per qualche anno ha lasciato un capitale fermo), arriviamo a capire anche certi prezzi. La cosa che vorrei passasse è che si possono bere degli ottimi vini anche a prezzi modici.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Senza-titolo1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6763" title="Senza titolo" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Senza-titolo1.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Ecco perché <strong>Winelove è stata una piacevole scoperta</strong>, perché conoscere da vicino vini da vanno mediamente dai <strong>6 ai 10</strong> <strong>euro</strong>, ben fatti, curati e piacevoli non è cosa da tutti i giorni. Se poi anche 10 euro al giorno, per avere un calice di buon vino, sembrano troppi, basta scegliere di bere meno, consapevolmente, ma meglio!</p>
<p><strong>La qualità ripaga sempre, soprattutto ad un prezzo accessibile!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE31.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6764" title="IDE3" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE31.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a> </strong></p>
<p>Vi segnalo la mia personalissima <strong>Top 5 di bianchi e rossi</strong> sulle 20 cantine presenti alla manifestazione. Non si tratta di una classifica perchè ritengo che tutti i vini qui segnalati abbiano una propria personalità ben distinta. Tutti gli abbinamenti consigliati sono con una ricetta di Sara!</p>
<p><strong><em>Bianchi: </em></strong></p>
<p><strong>Ariddhru IGP Sicilia 2009</strong> – Azienda <a href="http://www.verovini.it">Verovini</a><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p>Un Grillo strepitoso, giallo paglierino con bei riflessi dorati. Al naso emergono note di zagara, mimosa, cedro candito e zucchero a velo. In bocca buona freschezza e sapidità. Prezzo consigliato: 8,50 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/11/17/figura-di-tonno-crosta-di-pistacchi-uscita-d%E2%80%99emergenza-single/">Figura di tonno in salsa di pistacchi</a>.</p>
<p><strong>Trentino Doc Nosiola 2009</strong> – <a href="http://www.cavit.it">Bottega Vinai</a>. Cavit</p>
<p>Nosiola 100%, vitigno autoctono trentino. Profumo con leggera nota aromatica, fruttato e floreale di buona persistenza. Al palato emerge una delicata freschezza che ritorna con note di erbe aromatiche. Prezzo consigliato: 6 euro + IVA. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/10/29/cavoli-frattali-in-crochette/">cavoli fritti e frattali</a>.</p>
<p><strong>Kalimera Ischia Biancolella Doc 2009</strong> – <a href="http://www.cenatiempovinidischia.it/">Cenatiempo Vini D&#8217;Ischia</a></p>
<p>Nasce da un unico vigneto da agricoltura biodinamica. Giallo paglierino lucente. Frutta esotica (ananas), nota minerale prolungata. Sapido e persistente in bocca con ritorni minerali. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 10 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/05/27/crema-di-sedano-rapa-capesante/">crema di sedano rapa e capesante. </a></span></p>
<p><strong>Anastasìa – Sardegna Semidano di Mogoro Doc</strong> – <a href="http://www.ilnuraghe.it/">Cantine Il Nuraghe di Mogoro</a></p>
<p>Un sogno giallo carico, con aromi intensi di fiori gialli e note di erbe aromatiche che completano il quadro olfattivo con grande eleganza. In bocca emerge la morbidezza e la nota sapida. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 9,00 euro. <strong>Abbinamenti</strong>: <a href="http://www.cookandthecity.it/2011/02/01/stoccafisso-mantecato/">baccalà mantecato</a>. </span></p>
<p><strong>Anricus VDT</strong> – <a href="http://www.santagiustina.com">Santa Giustina </a><br />
Giallo paglierino. Strepitosi profumi di glicine, caramella, fiorellini di campo fusi con gli aromi della frutta, pesca e albicocca su tutte. Al gusto è piacevole, con media struttura e persistenza. rezzo consigliato: 9,00 euro. <strong>Abbinamenti</strong>: <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/08/25/ravioli-alle-cipolle-caprino//">ravioli alle cipolle e caprino</a>.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6786" title="ide9" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide9.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p><strong><em>Rossi: </em></strong></p>
<p><strong>Trentino Doc Lagrein Dunkel 2008</strong> – <a href="http://www.cavit.it/page.php?pageid=PHOME001">Bottega Vinai</a>.Cavit</p>
<p>Rubino. Profumo intenso di frutti di bosco con leggera nota di vaniglia. Morbido e persistente al palato. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 9,60 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/05/28/lonza-al-sidro-con-pure-di-mele/">lonza al sidro con purè di mele</a></span></p>
<p><strong>Schioppettino Doc Colli Orientali del Friuli</strong> &#8211; <a href="http://www.zorzettigvini.it/">Zorzettig</a></p>
<p>Rubino con lampi violacei. Vinoso con la classica nota di pepe che è tipica del vitigno. Viola, lampone e mirtillo. In bocca abbastanza persistente con buona freschezza e tannicità. Prezzo consigliato: 9,80 euro. &lt;<strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/06/11/coniglio-porchetta-ripieno/">coniglio in porchetta (ripieno) o dei lavori precari. </a></p>
<p><strong>Taneto 2008</strong> – <a href="http://www.badiadimorrona.it">Badia di Morrona</a></p>
<p>Piacevolissimo questo Sangiovese (85%) e Syrah (15%), certamente “piacione” al naso, con belle note speziate che via, via si arricchiscono di aromi balsamici. In bocca è morbido ed avvolgente, con lunga persistenza finale. Prezzo consigliato:10 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/tag/cipolle/">stracotto con cipolle</a>.</p>
<p><strong>Aglianico Tauro</strong> – <a href="http://www.casasetaro.it">Casa Setaro </a></p>
<p>Rubino carico e luminoso. Note di confettura e spezia si percepiscono al naso come in bocca. Caldo e persistente. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 10,00 euro. <strong>Abbinamento:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/08/24/rognone-trifolato/">rognone trifolato</a>. </span></p>
<p><strong>Icorè Rosso – Cannonau di Sardegna Doc 2009 -</strong> <a href="http://www.cantinadorgali.com">Cantina Dorgali</a></p>
<p>Colore rosso rubino con riflessi violacei. Note vegetali e minerali all&#8217;esame olfattivo. Asciutto, pieno con leggera percezione tannica. Prezzo consigliato: 8 euro. <span style="font-size: small;">Abbinamento: <a href="http://www.cookandthecity.it/2011/01/25/finta-carbonara/">spaghetti alla (finta) carbonara</a>.</span></p>
<p>GIORDANA TALAMONA</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6757" title="IDE2" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE2.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">• </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6784" title="IDE4" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE41.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a> •</span></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide61.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6769" title="ide6" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide61.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></span></p>
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		<title>…ve la racconto io, l’Asta del tartufo (terza parte)</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2010/12/03/%e2%80%a6ve-la-racconto-io-l%e2%80%99asta-del-tartufo-terza-parte/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci finalmente all’Asta… 14 novembre 2010, ore 13.00. Ci rechiamo nella nuova sala interrata sotto la collina del castello, inaugurata sì e no da un mesetto. Soliti controlli, soliti pass da mostrare. Finalmente entriamo nella sala, cerchiamo i nostri posti ed io mi ritrovo seduta, con altre giornaliste ed accompagnatori, nell’ultima fila. Posizione perfetta per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/tartufo2-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6070" title="tartufo" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/tartufo2-1-of-1.jpg" alt="tartufo" width="400" height="407" /></a></p>
<p><strong>Eccoci finalmente all’Asta…</strong></p>
<p><strong>14 novembre 2010, ore 13.00.</strong> Ci rechiamo nella nuova sala interrata sotto la collina del <a href="http://www.castellogrinzane.com/web/asta.asp">castello</a>, inaugurata sì e no da un mesetto. Soliti controlli, soliti pass da mostrare. Finalmente entriamo nella sala, cerchiamo i nostri posti ed io mi ritrovo seduta, con altre giornaliste ed accompagnatori, nell’ultima fila. Posizione perfetta per vedere tutto ciò che è da dietro le quinte. Soddisfatta, decido di sgranchirmi le gambe e di andare momentaneamente su un lato, per godermi la passerella delle celebrità. Arrivano. Dapprima si vedono <strong>Giletti e la Moreira</strong> che si abbracciamo per le foto di rito, poi <strong>Enzo Iacchetti, Gianfranco Vissani, Omar Pedrini, Francesca Senette e Mara Venier</strong>. Infine fa la sua comparsa<strong> il</strong> <strong>presidente del Senato Renato Schifani</strong> con moglie e seguito di portavoce, sottosegretari e cerimoniere. Io vado dai fotografi, schierati come cecchini, ed inizio a chiaccherare con uno di loro. Gli chiedo quante foto prevederà di fare. &#8220;<em>Non molte</em> – mi dice –<em> lavoro per un periodico locale e quando ne avrò 150, al massimo, sarò a posto. Mentre vede quei colleghi lì, sono freelance e collaborano con molte agenzie. Loro ne faranno anche un migliaio</em>&#8220;. Solita storia, mi dico, e me ne torno al posto.</p>
<p><strong><span id="more-5931"></span>Inizia l’Asta di beneficenza</strong>: siamo in collegamento con Hong Kong, in diretta satellitare col ristorante &#8220;8 e ½&#8221;, quello che lo chef <strong>Umberto</strong> <strong>Bombana</strong> ha aperto, da pochi mesi, all’interno dell’elegante Alexandra House, il quartiere affari della city. Qualcuno, non dirò chi, azzarda una battuta &#8220;<em>ma ‘sti giapponesi stanno già mangiando</em>?&#8221;, senza accorgersi che si tratta di cinesi… giusto un particolare… I primi lotti vengono battuti in maniera separata: Hong Kong ha già monetizzato qualche migliaio di euro, noi partiamo con un lotto da <strong>255 gr.,</strong> con base d’asta di <strong>1.300,00 euro</strong>, e rilanci di <strong>100</strong>. Tutto parte un po’ in sordina, poi col passare dei lotti, complice una <strong>Mara Venier</strong> che &#8220;si dà per la causa&#8221;, l’ambiente si surriscalda. Altre due giovani madrine, come la <strong>Moreira e la Senette</strong>, non fanno impennare la temperatura e le cifre come la Mara nazionale che ironizza &#8220;<em>sono come un’acquasantiera</em>&#8220;, passando da un offerente all’altro e conclude: &#8220;<em>Non esagerate eh, sono una donna di una certa età</em>&#8220;, e <strong>Iacchetti</strong> &#8220;<em>Mara, più che altro di un’età certa</em>!&#8221;, &#8220;<em>Ti piacerebbe, eh</em> !&#8221;, &#8220;<em>Certo, lo sai che mi piacciono le velone</em>!&#8221;. In un momento di folli rialzi ed &#8220;<em>impennate di ogni tipo</em>&#8221; c’era anche chi, avendo la Venier in braccio, rialzava da solo la cifra. Una follia!</p>
<p><strong>Ultimi lotti:</strong> i tartufi più preziosi vengono disputati in parallelo con Hong Kong. Su un cuscino di velluto rosso arriva quello che tutti si aspettano essere l’ultimo lotto. Questa volta non è &#8220;<em>la bela trifolera</em>&#8221; a portarlo (una splendida ragazza di massimo 18 anni, su tacchi vertiginosi), ma il trifolao che l’ha trovato. Questo tartufo di <strong>936 gr</strong>., pare sia davvero speciale, perché ha in sé la cosiddetta &#8220;madre&#8221;, ossia la radice che l’ha generato. E’ talmente fragile che nessuno, ma dico nessuno può toccarlo! La <strong>Venier</strong> a un tratto urla: &#8220;<em>Ho capito, non lo tocco!! Guardi facciamo così</em>, <em>non lo guardo neanche</em>!&#8221; e <strong>Iacchetti</strong> &#8220;<em>Bello questo tartufo…peccato che chi gli si avvicina, viene ucciso</em>!&#8221;. La base d’asta parte da <strong>12mila</strong> <strong>euro</strong>, con rialzi da <strong>500.</strong> Si inizia a rilento, poi si ingrana la marcia con rialzi di 5mila euro. &#8220;<em>Chi offre 70mila?</em> <em>Grinzane, bene. Hong Kong</em> <em>rilancia di 75mila. Chi offre 80mila</em>?&#8221;. Devo ammettere che, durante i primissimi rialzi, avrei voluto alzare la mano, certa che qualcuno avrebbe superato la mia cifra… verso la fine, al contrario, era ben composta e rigida sulla sedia…non si sa mai, no? Alla fine l’ha spuntata un’autorevole esperta e critica vinicola cinese, <strong>Jeannie Cho Lee,</strong> per<strong> 105mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Sorpresa, sorpresa:</strong> non era mai successo all’asta, ma viene presentato un ultimo lotto che innesca nuovamente la miccia delle offerte che partono, questa volta, da <strong>15mila</strong> <strong>euro</strong> con rialzi di <strong>5mila</strong>! Si tratta di due tartufi gemelli che pesano, in totale, quasi un chilo. Tutto si fa concitato, convulso, finchè ad un tratto la spunta un imprenditore cuneese, <strong>Antonio Bertolotto</strong>, che se li porta a casa per <strong>100mila euro</strong>. Li regalerà <strong>uno al Papa</strong>, <strong>l’altro a Ferrero</strong>, l&#8217;uomo della Nutella perché &#8220;<em>ha reso grande il nome dell&#8217;Italia all&#8217;estero</em>&#8220;. Attendo con ansia una Nutella al tartufo&#8230;mah&#8230;</p>
<p><strong>Tutto è finito!</strong> Il totale raccolto dall’asta, <strong>307,20 mila euro</strong>, andrà all’Istituto <strong>Mother’s Choice di Hong Kong, </strong>alla<strong> Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra, </strong>all’<strong>Avis di Alba</strong> e a <strong>cinque studenti meritevoli,</strong> come borse di studio.</p>
<p>Accanto a noi si siede <strong>&#8220;la Bela Trifolera&#8221;</strong> che si accascia esausta…la mia solidarietà va a lei, per i tacchi che ha saputo magistralmente portare per tutto il giorno!</p>
<p><strong>P.s.</strong> Vi rimando alla mia autobiografia postuma per tutto quello che non ho potuto scrivere in questo blog (abiti improbabili, qualcuno vestito come una &#8220;salama da sugo ferrarese&#8221;, battute e cattiverie sentite, pettegolezzi sui vip e chi più ne ha più ne metta&#8230;)</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/about/">GIORDANA TALAMONA</a></p>
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<p><span style="font-size: x-small;"></p>
<p></span></p>
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		<title>Una vecchia trattoria, gli gnocchi di zucca e Cavallaro</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2010/11/26/gnocchi-di-zucca-gorgonzola/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 09:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri, il giorno del mio &#8230;esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una bella trattoria, nemmeno troppo alla buona, con un menù  composto da specialità locali (siamo in Lomellina), &#8220;creativamente&#8221; riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/gnocchi-zucca2-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5687" title="gnocchi zucca" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/gnocchi-zucca2-1-of-1.jpg" alt="gnocchi zucca e gorgonzola" width="400" height="513" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">L&#8217;altro ieri, il giorno del mio &#8230;esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una </span><strong><span style="color: #323233;">bella trattoria</span></strong><span style="color: #323233;">, nemmeno troppo alla buona, con un menù  composto da specialità locali (siamo in Lomellina), &#8220;creativamente&#8221; riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad un&#8217;ottima cantina (il posto nasceva, mi pare, come enoteca). In tal locale si organizzavano anche </span><strong><span style="color: #323233;">eventi gastronomici</span></strong><span style="color: #323233;"> di un certo interesse: tavole rotonde del tipo &#8220;</span><em><span style="color: #323233;">Facciamo il punto sul salame di Varzi</span></em><span style="color: #323233;">&#8220;, serate storico-gastronomiche sulle grasse abitudini alimentari di Lodovico il Moro o presentazione di libri dell&#8217;ultimo enoantropologo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-5686"></span>Insomma, una </span><strong><span style="color: #323233;">locanda con mescita</span></strong><span style="color: #323233;"> di un certo interesse culinario, molto curata nell&#8217;arredo (con bellissime tende a grosse bande senape e verde in  shantung di seta) e qualche pretesa colta. Il maitre (e, credo, patron), un signore con pochi decibel vestito di tweed e velluti, ti accoglieva con una leggerissimo Miles Davis di sottofondo,  luci soffuse di design, madie d&#8217;epoca, una rassegna di prodotti tipici molto ben confezionati e un clima comunque familiare, che rendevano questo ambiente molto promettente.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Questo è ciò che ricordo (magari con qualche baco) e tale era il </span><strong><span style="color: #323233;">Canaja</span></strong><span style="color: #323233;"> fino a due anni fa, prima del restyling durato diversi mesi che, oltre a far cadere la C, divenuta poi K (e già qui mi doveva punger vaghezza&#8230;</span><strong><span style="color: #323233;">Kanaia</span></strong><span style="color: #323233;">&#8230;terribile!), si è riempita di  personaggi che con tutta probabilità la k la usano anche nel loro vocabolario (in senso stretto, figurato, come vi pare). All&#8217;ingresso ti accoglie un nerboruto che a novenbre indossa una T-shirt bianca come se fosse appena rientrato da una corsa all&#8217;aperto e dato che io credo che anche l&#8217;abito possa, di tanto in tanto, fare il monaco, lì per lì mi domando se fosse un avventore appena uscito dal corso di Total boby o l&#8217;idraulico ancora alle prese con un sifone da sturare.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><!--more-->Sebbene l&#8217;</span><strong><span style="color: #323233;">edificio seicentesco</span></strong><span style="color: #323233;"> sia rimasto lo stesso (insomma per questo nuovo  locale sarebbe andato bene anche un tre piani degli anni Cinquanta) l&#8217;abbruttimento era evidente già da fuori. Sulla finestra principale una luce ad intermittenza disegna l&#8217;indecente silhouette di un bicchiere da cui esce qualcosa che, coronato da nastri luminescenti, ricorda nel suo splendore l&#8217;imminenza del Santo Natale. Appena entrati, un televisore 42 pollici cappeggia sulla testa di chi è lì a farsi il bianchetto serale. In luogo dei vecchi tavoli da osteria vestiti di lino, ora ci sono tavoli in formica rotondi accompagnati da poltroncine anni Ottanta con imbottitura a fiori appassiti.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Incedo con passo incerto verso la saletta dove fortunatamente non c&#8217;è televisore ma foto di scorci paesani B/N in maxi formato stampate su supporto telato in stile nuovo Kitsch. Ci sediamo, una ragazza in jeans ci viene incontro per le ordinazioni e ci dà in mano il menu nella veste di un librone plastificato con scritte gotiche e letta l&#8217;offerta del giorno &#8230;.avrei voluto </span><strong><span style="color: #323233;">tornarmene a casa</span></strong><span style="color: #323233;">. Pizze, insalatone, risotto ai frutti di mare, trofie al pesto, tagliatelle al ragù, orecchie d&#8217;elefante, filetti al pepe nella versione sia verde che rosa ( insomma una ricercatezza&#8230;),  profitterol e meringhe industriali oltre a una loro specialità, cheesecake (anche questa industriale, almeno voglio sperare che nessuno si sia impegnato per realizzare home made siffatto blob), ovvero una panna cotta su un supporto di biscotto con virgole e ghirigori in sciroppo di fragola o cioccolato. E io che volevo mangiare gli </span><strong><span style="color: #323233;">gnocchi con la </span><a href="http://www.prolocodorno.it/Pagine/Zucca%20Bertagnina.htm" target="_blank"><span style="color: #323233;">zucca</span></a></strong><a href="http://www.prolocodorno.it/Pagine/Zucca%20Bertagnina.htm" target="_blank"><span style="color: #323233;"> bertagnina</span></a><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Bene, dopo 15 minuti avevamo finito di mangiare: io ho preso il solito tagliere di salumi con due fette di lattuga iceberg, che deve aver fatto il giro dei precedenti commensali, con una bresaola e una pancetta tagliate come fettine d&#8217;albese, un piatto di ravioli di carne d&#8217;oca crudi e il mio terzo, un filetto al pepe verde con sopra una brodaglia color tortora come di quelle che ho visto rovinare sontuose bistecche negli USA. Il conto ce lo hanno portato chiuso in un quadernetto  in carta vergata, elegantissima, che infatti riportava ancora il </span><strong><span style="color: #323233;">logo della vecchia locanda</span></strong><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Insomma al Canaja è successo qualcosa, ma non abbiamo capito cosa. So solo che siamo usciti sconsolati discutendo del decadimento dei costumi, di questo governo e dei ristoranti (magari è tutto collegato&#8230;) che pensano di fare cosa buona allineandosi con il </span><strong><span style="color: #323233;">menù dell&#8217;Autogrill</span></strong><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tra l&#8217;altro il </span><a href="http://www.canaja.com/Menu.asp" target="_blank"><span style="color: #323233;">sito</span></a><span style="color: #323233;"> è assolutamente </span><strong><span style="color: #323233;">illusorio</span></strong><span style="color: #323233;"> dato che i contenuti non sono stati aggiornati e non hanno tenuto il passo con la &#8220;trasformazione&#8221; del locale e vanno raccontando ancora di un luogo dove esiste&#8221;&#8230; un’aggregazione alternativa, </span><strong><span style="color: #323233;">lontana dagli inflazionati stereotipi</span></strong><span style="color: #323233;"> della birreria e della discoteca&#8221; quando in home appare un bel &#8220;musica dal vivo e karaoke&#8221;, con un logo terrificante, in luogo del vecchio ed elegante caratterere con accennate grazie. Non ultimo il menù, che è ancora quello risalente al 2007, quindi mi chiedo se il mancato aggiornamento è una dimenicanza o è una distrazione voluta.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">In sostanza un esperienza che non faticherà a farsi </span><strong><span style="color: #323233;">dimenticare</span></strong><span style="color: #323233;">. Per rifarci la sera successiva (ieri) siamo usciti di nuovo, da una vecchia &#8220;conoscenza&#8221;, giusto-giusto a 150 metri dallo studio dove lavoro, da </span><a href="http://www.nicolacavallaro.it/" target="_blank"><span style="color: #323233;">Nicola Cavallaro</span></a><span style="color: #323233;">. Per </span><strong><span style="color: #323233;">consolarci a dovere</span></strong><span style="color: #323233;"> e spazzare via le prime delusioni della vita, quella che inizia a quarantanni! Ma di questa (decisamente non paragonabile) esperienza vi racconterò un&#8217;altra volta.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">RICETTA</span></strong></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></span></strong></h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Zucca mantovana, 400 gr</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Farina 00, 100 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Uovo, 1 </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Grana padano, 50 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Gorgonzola, 250 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Panna, 150 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Sale </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Noce moscata</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Salvia</span></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tagliate la zucca a tocchi regolari e cuocetela al vapore. Quando cotta mettetela in forno per 20 minuti a 150° per farla asciugare un pò. Passate al passaverdure la zucca ancora calda e unite la farina, l&#8217;uovo, il grana, il sale. Mettete il composto in un sac a poche e tagliate gnocchetti regolari direttamente sulla pentola di acqua bollente. I gnocchi sono cotti quando verranno a galla. Prelevateli con una schiumarola e metteteli in una zuppiera condendoli subito con una parte della salsa. procedete così fino ad esaurimento del composto di zucca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #323233;">Per la salsa</span></strong></em><span style="color: #323233;">: tagliate a tocchetti il gorgonzola e unitelo alla panna fresca. Fatelo sciogliere dolcemente con qualche fogliolina di salvia e la noce moscata.</span></p>
<ul>
<li><strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>…ve la racconto io, l’Asta del tartufo (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 11:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cult]]></category>
		<category><![CDATA[Giromangiando]]></category>
		<category><![CDATA[asta del tartufo]]></category>
		<category><![CDATA[enoteca regionale del Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Grinzane Cavour]]></category>
		<category><![CDATA[Juliana Moreira]]></category>
		<category><![CDATA[museo etnografico delle Langhe]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi a voi con la seconda parte del mio week end nelle Langhe. 14 novembre 2010, Asta del tartufo. Il castello: l&#8217;evento tanto atteso si svolge, dal 1999, nel bel castello di Grinzane Cavour, quello stesso che un tempo fu del Conte Camillo Benso, protagonista indiscusso dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Molti non sanno che il Conte non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/castello-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5893" title="castello grinzane" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/castello-1-of-1.jpg" alt="Castello asta del tartufo" width="503" height="377" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Eccomi a voi con la seconda parte del mio week end nelle <strong>Langhe</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>14 novembre 2010, Asta del tartufo. Il castello:</strong> l&#8217;evento tanto atteso si svolge, dal 1999, nel bel castello di Grinzane Cavour, quello stesso che un tempo fu del Conte <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Benso,_conte_di_Cavour">Camillo Benso</a>, protagonista indiscusso dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Molti non sanno che il Conte non solo fu un importante produttore di vino, ma diede un sostanziale apporto alla tecnica vitivinicola del tempo migliorandone la qualità produttiva. All&#8217;interno del castello è presente un <a href="http://www.castellogrinzane.com/web/museo.asp">museo</a> etnografico delle Langhe nel quale si possono vedere sia preziosi oggetti appartenuti al Conte, che allestimenti inerenti la vita locale, dal &#8217;600 in poi. Io e il mio compagno c&#8217;eravamo stati molti anni prima, io ancora studentessa. Quello era il periodo in cui lo obbligavo a fare il &#8220;tour risorgimentale&#8221;, passando per castelli, campi di battaglia ed ossari di guerra, ripercorrendo passo, passo i fatti salienti della nostra storia ottocentesca. Sì, sì, lo so, qualunque altro uomo sarebbe fuggito da quei sentieri storico-paranoico-mentali, ma sarà proprio per questo, per la pazienza di Socrate che lui ha, che stiamo assieme da oltre 15 anni. Voi che dite? Ma torniamo a noi. Devo ammettere che quando ho rivisto il castello di Grinzane Cavour ho avuto un tuffo al cuore perché, in vero stile amarcord, mi sono venute in mente le sue parole: &#8220;Un giorno ci entrerai come giornalista&#8221;. E così è stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nulla al caso:</strong> la macchina organizzativa che sta dietro all&#8217;Asta è qualcosa di incredibile, tutto è stato curato nei minimi dettagli. Parcheggi accessibili, navette sempre disponibili per raggiungere il castello ed ombrelli forniti dallo staff per evitare che &#8220;le belle pettinature delle signore&#8221; (come avrebbe detto una giornalista de &#8220;La vita in diretta&#8221;!) si rovinassero sotto una fastidiosa pioggerellina autunnale che, per fortuna, si è fatta sentire per poco tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-5870"></span>Gli sbandieratori:</strong> mi agitano sempre! So di esagerare, ma l&#8217;idea che un&#8217;asta arrivi dall&#8217;alto, impalandomi in vero stile Vlad Dracul, ha fatto sempre capolino nella mia mente malata. Troppi film d&#8217;orrore, evidentemente! Questo per dirvi la mia ansia quando, arrivati al castello, mi sono trovata di fronte ad un numero smisurato di sbandieratori che ci hanno fatto fare una camminata d&#8217;onore nel centro del piazzale, con i tamburini che ritmavano i nostri passi. Temendo che ricominciassero a lanciare in alto le loro aste, ho affrettato freneticamente il passo, lasciando indietro il mio compagno, ed inciampando rovinosamente stortandomi una caviglia!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/asta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5894" title="asta Tartufo d'Alba" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/asta.jpg" alt="asta Tartufo d'Alba" width="500" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;enoteca:</strong> dentro al castello è presente anche l&#8217;<a href="http://www.castellogrinzane.com/web/enotecareg.asp">enoteca</a> regionale del Piemonte, la seconda sorta in Italia dopo quella di Siena. L&#8217;aperitivo di benvenuto si teneva lì, con due bianchi in degustazione, un Roero Arneis ed uno Chardonnay piuttosto interessanti, abbinati a deliziosi stuzzichini. Quello che, su tutti, mi ha deliziato il palato è stato un crostino con formaggio (credo Castelmagno), miele ed una profumatissima nocciola del Piemonte. Lo rifarò a casa&#8230;tutto sta a trovare le vere nocciole del Piemonte!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;educazione prima di tutto:</strong> tra i tanti volti noti che affollavano l&#8217;Asta mi ha colpito <a href="http://www.julianamoreirafan.com/">Juliana Moreira</a>, la brasiliana che ha condotto Paperissima Sprint. A parte l&#8217;indiscussa bellezza, la chioma nera, lucidissima e morbida (che invidia, con l&#8217;umidità i miei capelli sembravano quelli di nonna Addams!), ha dimostrato una simpatia ed una timidezza che non mi aspettavo. Mi trovavo all&#8217;interno dell&#8217;enoteca ed è arrivata lei. Si è guardata in giro, ha fatto un timido sorriso e ha salutato con un incerto &#8221;buongiorno&#8230; buongiorno a tutti&#8221;! Mi ha dato l&#8217;idea di una che, entrando nella sala d&#8217;aspetto del medico della mutua, saluti tutti e chieda con esitazione &#8220;Chi è l&#8217;ultimo?&#8221; Carina davvero!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cookandthecity.it/about/">GIORDANA TALAMONA</a></p>
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		<title>…ve la racconto io, l&#8217;Asta del tartufo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 08:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cult]]></category>
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		<category><![CDATA[14 novembre 2010]]></category>
		<category><![CDATA[asta del tartufo]]></category>
		<category><![CDATA[castello]]></category>
		<category><![CDATA[Grinzane Cavour]]></category>
		<category><![CDATA[XII]]></category>

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		<description><![CDATA[Asta del tartufo bianco d’Alba, 14 novembre 2010. No, non si tratta del Mercato del tartufo che si tiene nel centro storico di Alba, ma dell’Asta del tartufo che si svolge, dal 1999, nel castello di Grinzane Cavour. Io e il mio compagno siamo partiti il giorno prima, invitati dall&#8217;organizzazione. La cronaca è presto detta: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/tartufo1-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5788" title="Foto Murialdo: Asta Mondiale Tartufo d'Alba. il tartufo venduto all'asta per 100.00 euro" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/tartufo1-1-of-1.jpg" alt="tartufo" width="491" height="350" /></a>Asta del tartufo bianco d’Alba, 14 novembre 2010</strong>. No, non si tratta del Mercato del tartufo che si tiene nel centro storico di Alba, ma dell’Asta del tartufo che si svolge, dal 1999, nel castello di <strong><a href="http://www.castellogrinzane.com/web/asta.asp">Grinzane Cavour</a></strong>. Io e il mio compagno siamo partiti il giorno prima, invitati dall&#8217;organizzazione. La cronaca è presto detta: <strong>tredici tartufi bianchi</strong> battuti per <strong>307,2 mila euro</strong> complessivi, con due lotti da<strong> 100 e 105</strong> <strong>mila euro</strong>. Mica male no? Ma fatto il resoconto saliente dell&#8217;asta, ho voglia, in realtà, di raccontarvi dell&#8217;altro. Momenti e sensazioni che hanno reso questo week end davvero speciale. Questa è la prima parte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vigne di Gaja:</strong> abbiamo partecipato, con altri giornalisti, ad una simulazione di ricerca del tartufo a Barbaresco, sabato 13, ore 16.30. Tocca attraversare le vigne, ormai spoglie, di Gaja, celeberrimo e costosissimo produttore di vino. Allungo una mano su un grappolino ancora attaccato e, calandolo dall&#8217;alto come una Vestale, me lo pappo. Ma quando mi capita più?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-5771"></span>Un uomo e il suo cane:</strong> durante la simulazione conosciamo Renato, trifolao da 40 anni, un uomo che profuma di tartufo da mezzo metro. Con lui c&#8217;è Gigi, il suo meraviglioso cane, bianco e nero, altrimenti detto in dialetto tabùi. Ci dice che un cane con un olfatto così non l&#8217;ha mai visto in vita sua, che è ancora giovane, è vero, ma che è in grado di trovare il prezioso tubero anche sotto un metro di terra. Nasconde un tartufo nero, di quelli che usa per allenarlo. Il cane è lontano, continua a perlustrare la zona, ha l&#8217;andatura dinoccolata dei giovani puledrini. Non fa in tempo a nasconderlo che Gigi lo sente, sarà a 20 metri da noi. Arriva come un fulmine, scava, lo trova e lo consegna al suo padrone. Renato lo accarezza e gli dà dei biscotti. Poi proseguiamo nel bosco, inizia a farsi buio. Ad un tratto il cane si ferma ed inizia a scavare. Renato che stava parlando con noi, si blocca, lo intuisce. Eppure, dico io, era di spalle, stava chiaccherando, come ha fatto a capire il suo cane? Beh, volete sapere una cosa? Quel cane portentoso ha trovato un tartufo bianco, proprio sotto i nostri occhi e sotto lo sguardo innamorato del suo padrone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Momento Spy:</strong> Serralunga, cena in un resort, con note personalità. Si aggira per la sala un uomo alto, massiccio, con auricolare e microfono. Capisco chi è. Si guarda intorno con circospezione, controlla la sala, verifica i posti. &#8220;Ok Roger, tutto a posto&#8221; – immagino dica. Ovviamente è uno della scorta, ma non è dato sapere se sia di quella di Belpietro, direttore di Libero, ospite con la moglie e le due figlie, o se sia di quella del presidente Schifani.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/tartufo1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5791" title="asta castello di grinzane cavour alba" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/tartufo1.jpg" alt="tartufo alba" width="500" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un <em>déjà vu:</em></strong> Giacomo, il figlio di <a href="http://gossip.excite.it/tag/figlio-di-Renato-Pozzetto">Renato Pozzetto</a>, è il clone del padre. Alloggiavano nel resort in cui abbiamo cenato e sono scesi per salutare alcuni amici, tra cui Iacchetti. Quando ho visto Giacomo mi è preso un colpo! Mi sembrava di rivedere il padre ne &#8220;La casa stregata&#8221;! Poi ho pensato al fatto che entrambi, meno di un anno fa, hanno perso improvvisamente moglie e madre, e mi si è stretto il cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un momento sacrale, quasi una messa laica:</strong> l’arrivo dei tartufi bianchi. Siamo ancora a cena, noi al tavolo con altri giornalisti. Vedo, anzi sento che i tartufi bianchi stanno arrivando, perché il loro profumo ammanta tutta la sala. Eccoli là, in un’ampolla enorme su un tavolo di servizio, lontano da dove mi trovo io. Il maître li mette su un piatto ed arrivano le portate. Vedo che ne prende uno ed inizia a tagliarlo a filetti col tagliatartufi, poi un altro ed un altro ancora. Vengo colta da un raptus improvviso, perdo il controllo di me! Come può avvenire tutto questo così lontano dal mio tavolo? È un’ingiustizia inaudita! Faccio per prendere la borsa con la macchina fotografica, mi cade, si apre, raccolgo tutto in fretta. Un tic nervoso mi trasfigura il volto: &#8220;In fretta, in fretta – mi dico – o il rito finirà!&#8221; Faccio per alzarmi, per andare là dove tutto si sta compiendo, per fotografare, come fossi una giornalista di guerra, quell’evento così importante, ma mi sento agguantare. Una mano sul braccio, uno sguardo ed una frase a mezze labbra: &#8220;Non è il caso&#8221; &#8211; dice il mio ragazzo che mi riporta alla realtà e, soprattutto, evita che mi ricopra di ridicolo agli occhi di chi, giornalisti in testa, non avrebbero potuto che dire &#8220;Ma che fa &#8216;sta pazza provinciale, fotografa il taglio dei tartufi?&#8221;. Ebbene sì, l&#8217;avrei fatto!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.cookandthecity.it/about/" target="_blank">GIORDANA TALAMONA </a></strong></p>
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		<title>Un invito all&#8217; Osteria del Pomiroeu</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 21:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giromangiando]]></category>
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		<description><![CDATA[Il lavoro che svolgo ufficialmente ogni tanto mi da la possibilità di essere invitata in posti davvero interessanti. Parlo di ristoranti ovviamente, luoghi deputati a questi incontri di pseudo-lavoro. L’ultima occasione mi ha portata al Pomiroeu di Seregno. Breve scorsa sul web per capire dove, cosa, chi e quando (non sono più molto aggiornata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomi1-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3069" title="pomi1 (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomi1-1-of-1.jpg" alt="" width="503" height="337" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Il lavoro che svolgo ufficialmente ogni tanto mi da la possibilità di essere invitata in posti davvero interessanti. Parlo di ristoranti ovviamente, luoghi deputati a questi incontri di pseudo-lavoro.</span><span style="color: #323233;"><br />
<span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> L’ultima occasione mi ha portata al </span><strong><span style="color: #323233;"><a href="http://www.pomiroeu.it/" target="_blank">Pomiroeu di Seregno</a></span></strong><span style="color: #323233;">. Breve scorsa sul web per capire dove, cosa, chi e quando (non sono più molto aggiornata da quando relagata in questo lembo di terra lomellina).</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Pare interessante: un ristorante che ha acquistato 1 stella Michelin (dovrebbe ancora valere qualcosa&#8230;) e 2 forchette Gambero Rosso grazie al </span><strong><span style="color: #323233;">talentuoso chef Giancarlo Morelli</span></strong><span style="color: #323233;">, e al suo creativo aiuto Fabio Moriconi, classe &#8217;84 (mi fa sempre un pò effetto apprendere che persone che hanno 15 anni in meno di me non vanno più nel girello), colui che ha inventato il </span><strong><span style="color: #323233;">Risotto dell&#8217;Anno</span></strong><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-2928"></span>Il ristorante è all’interno di un</span><strong><span style="color: #323233;"> cortile</span></strong><span style="color: #323233;"> di una casa d’epoca (quelle che qui da noi si chiamano di ringhiera), ambiente molto intimo e raccolto, tanto verde e un ciotolato d’ingresso perfettamente tenuto che mi massacra i piedi (ho i tacchi a spillo). </span><span style="color: #323233;">Fa molto caldo e noi, piazzati nel cortile interno, siamo forse i più penalizzati dato che non esiste una pala che possa darci un minimo di refrigerio.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">La </span><strong><span style="color: #323233;">tavola è bellissima</span></strong><span style="color: #323233;">, niente di kitch o pacchiano. Tovaglie di lino (peraltro un lino bellissimo), posate in argento, sottopiatto in vetro satinato che vira al verde acqua e un centrotavola costituito da un vaso di vetro colmo d&#8217;acqua con all&#8217;interno alcune mele verdi (le granny smith). Il tovagliolo è tenuto da un nastrino di raso lunghissimo grigio perla, che scende giù oltre il limite del tavolo. Bicchieri da degustazione. Anche le sedie son comode (un dettaglio da non sottovalutare mai).Mi piace!</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">In tavola eravamo in 8 e non mi è stato possibile assaggiare le portate di tutti, ma vi dico quanto ho potuto fare.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Aperitivo</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Champagne (Giordana&#8230;boh non so dirti altro ma, a costo di apparire fuori luogo, allo champagne preferisco altri vini), che ti serve il sommelier e che poi ripone in un rinfrescatoio lontano dal tavolo. E’ lui che dice come e quando.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Poco dopo arriva un quadruccio di </span><strong><em><span style="color: #323233;">testina di vitello</span></em><span style="color: #323233;"> </span></strong><span style="color: #323233;">impanata e fritta con riduzione di aceto balsamico e purè di mele. Panatura eccellente e molto gradevole il connubio con il purè di mele. La consistenza della testina va a gusto. A me  piaciuta, ma c’è chi l’ha rovesciata nel piatto del vicino;  ma questo non ha nulla a che fare con la qualità della preparazione.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Antipasto</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #323233;">Fiore di zucchina</span></em></strong><span style="color: #323233;"> farcito con porcini croccanti e robiola delle Langhe su pesto di basilico e pinoli. Voto: 8</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> </span><strong><em><span style="color: #323233;">Tartara di scamone</span></em></strong><span style="color: #323233;"> con sfoglie di ventresca e quenelle di melanzana al cerfoglio, per il mio sfortunato vicino (che ha una tizia come me che continua a chiedere: scusa&#8230;posso?). Il connubio carne e pesce in questo caso non mi esalta. Ottima la carne.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> </span><strong><em><span style="color: #323233;">Terrina di verdure estive con filetto di pesce persico</span></em></strong><span style="color: #323233;"> in carpione e centrifuga di cetrioli: ho sentito commenti estasiati.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Primo</span></em></strong><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Scegliamo cose molto diverse.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Io sono tentata da due piatti: gli spaghetti </span><strong><em><span style="color: #323233;">Cacio e pepe con gambero rosso e tonno crudo e profumo di limone</span></em></strong><span style="color: #323233;"> o il </span><strong><span style="color: #323233;">Risotto dell’Anno.</span></strong><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Scelgo gli spaghi, ma poi mi mangio anche il riso del mio vicino.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Gli spaghetti cotti benissimo, come è davvero difficile trovare. Decisamente molto al dente, forse un filo più indietro del dente,  ma è come piace a me, con l’anima che fa ancora resistenza. Devo dire che non mi sono gustata questo piatto solo per ingordigia. Vedevo il risotto del mio vicino che aveva una mantecatura spettacolare. Per cui mangiavo uno ma sognavo l’altro. </span><span style="color: #323233;">In ogni caso spaghetti decisamente interessanti . </span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Comunque la scelta di questo ristorante di proporre </span><strong><span style="color: #323233;">rivisitazioni di classici</span></strong><span style="color: #323233;"> è abbastanza evidente.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Ma andiamo avanti. Il risotto che ho fregato al vicino: </span><strong><em><span style="color: #323233;">Riso mantecato alla ricotta di bufala leggermente affumicata e colatura di alici con battuto di gamberi rossi e tartufo nero</span></em></strong><span style="color: #323233;">. ECCEZIONALE. E non lo dico perchè è il risotto dell’Anno, insomma quello che ha ricevuto il </span><a href="http://www.bortonevivai.it/news/articolo.php?id=a%20seregno%20il%20risotto%20piu'%20buono%20al%20mondo" target="_blank"><span style="color: #323233;">premio</span></a><span style="color: #323233;"> di riso più buono del mondo (</span><strong><em><span style="color: #323233;">Concorso Premio Gallo</span></em></strong><span style="color: #323233;">). Io sono un’appassionata di risotti. Amo sicuramente più il risotto della pasta, voglio dire&#8230;dovrei intendermene! E sebbene il termine colatura di alici mi faccia sempre un pò effetto..beh che dire&#8230;un risotto cremosissimo, saporito ma delicato al tempo stesso, dove la ricotta affumicata non sovrasta la tartare di pesce e dove il tartufo nero finalmente si sente. Andate e mangiatene tutti.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Voto 9, 5, forse 10, non so, deve passare l’innamoramento.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Porzione di risotto forse un pò troppo abbondante.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Secondo</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ho preso il</span><em><strong><span style="color: #323233;"> Rombo con taccole</span></strong></em><span style="color: #323233;"> servito su una lastra di ardesia ( su una bella mattonella di tetto valdostano). Eccellente. Purtroppo ero già piena&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Il  mio vicino ha preso un </span><strong><em><span style="color: #323233;">Magatello di vitello al punto di non ritorno con maionese di patate, capperi, acciughe e bocconcini di aragosta.</span></em></strong><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Mmm, ci hano lasciato intendere ad una rivisitazione molto fantasiosa e chic del vitello tonnato.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> In questo caso mi sento di dover spendere una critica. Il vitello tonnato sarà anche fuori moda, anni 80, da pranzo della domenica, pesante&#8230; ma è un cult, uno stracult. Certe cose non si possono toccare senza creare imbarazzi o perplessità, analogamente ai remake di alcuni film d’autore. Comuqnue non ho trovato questo piatto particolarmente degno di nota. Voto: non so.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Non l’ho assaggiata, ma pare che la </span><strong><em><span style="color: #323233;">Cotoletta alla milanese</span></em></strong><span style="color: #323233;"> fosse ottima.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Dolci</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Non ho assaggiato i </span><strong><em><span style="color: #323233;">sorbetti</span></em></strong><span style="color: #323233;"> che avevano un aspetto molto invitante e sono stati serviti in 3 varietà, in vasetti di vetro  - uno per ogni gusto. Ma la </span><strong><span style="color: #323233;">meringa con la chantilly</span></strong><span style="color: #323233;"> e la </span><strong><span style="color: #323233;">zuppetta di ciliegie</span></strong><span style="color: #323233;"> mi hanno deluso. Diciamo che la pasticceria (che ho potuto assaggiare) è la cosa che mi è piaciuta di meno. Voto: 6</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Pane</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Molto vario e ottimo, soprattutto i </span><strong><span style="color: #323233;">grissini e il panfocaccia.</span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Vino</span></em></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Mi è piaciuto il </span><strong><em><span style="color: #323233;">Gewürztraminer Nussbaumerhof Cantina Produttori Termeno</span></em></strong><span style="color: #323233;"> (anno? non so, non ‘ho scelto io e poi è sparito nel solito rinfrescatoio), altri hanno scelto un </span><em><strong><span style="color: #323233;">Cabernet Sauvignon</span></strong></em><span style="color: #323233;"> non assaggiato. Solo una </span><strong><span style="color: #323233;">grappa</span></strong><span style="color: #323233;"> di moscato molto morbida, davvero eccezionale.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">≈</span></h1>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">Ottimo servizio</span></strong><span style="color: #323233;"> anche se forse un filo troppo “presente” per i miei gusti. Insomma, non si interrompe una conversazione per capire se il risotto è stato gradito. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">La </span><strong><em><span style="color: #323233;">carta per le signore</span></em></strong><span style="color: #323233;"> è senza prezzo. La cosa non è sempre così ovvia, anche in ristoranti di un certo calibro. Tra l&#8217;alto io apprezzo sempre molto: posso ordinare  il tartufo facendo finta di ignorarne il prezzo. Però mi chiedo: in questi tempi emancipati, se paga lei, come si fa? Bisogna dirlo prima?</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ah, ci hanno fatto anche un regalo, molto apprezzato:  &#8221;</span><strong><em><span style="color: #323233;">Guida Gallo. I 101 risotti dei migliori ristoranti del mondo</span></em></strong><span style="color: #323233;">&#8221; edito da Giunti, 8° edizione. Mi sa che li farò tutti.</span><span style="color: #323233;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></span><span style="color: #323233;"> Questo ristorante è emerso anche per aver vinto un altro <strong>contest con un sandwich</strong>. Tutto qui per i </span><a href="http://www.pomiroeu.it/dicono.php" target="_blank"><span style="color: #323233;">paninofili</span></a><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Mi spiace, non vorrei deludere qualcuno, ma mi dimentico sempre la macchina fotografica a casa, per questa volta beccatevi le mele verdi.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong>Voto compelssivo : 8,5</strong></span></p>
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