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	<title>COOK AND THE CITY &#187; Gastropolemica</title>
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	<description>Blog culinario di Sara Melocchi</description>
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		<title>Winelove, perchè il buon vino non sia un lusso</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 10:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastropolemica]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente una manifestazione a cui valga la pena andare! Mi riferisco a Winelove, l’evento dove si incontrano vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo organizzato da Ludovica Amat, quest&#8217;anno arrivato all&#8217;ottava edizione. Il vino è un lusso? Scegliere di bere tutti i giorni una bottiglia di buon vino è impossibile? Forse in questi anni bere è diventato davvero un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/winelove1-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6779" title="winelove1 (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/winelove1-1-of-1.jpg" alt="" width="458" height="350" /></a></p>
<p>Finalmente una manifestazione a cui valga la pena andare! Mi riferisco a <strong>Winelove</strong>, l’evento dove si incontrano vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo organizzato da <strong>Ludovica Amat</strong>, quest&#8217;anno arrivato all&#8217;ottava edizione. Il vino è un lusso? Scegliere di bere tutti i giorni una bottiglia di buon vino è impossibile?</p>
<p>Forse in questi anni bere è diventato davvero un lusso. Forse. Il vino è stato caricato di troppe <strong>sovrastrutture</strong> che l&#8217;hanno reso, in certi casi, inaccessibile. Quante volte si assiste a rincari motivati solo dall&#8217;inserimento in una guida o perché il produttore di turno ha vinto un premio? Storia vecchia e tutta nuova, questa.</p>
<p><span id="more-6719"></span>Fatto sta che il settore langue, è in crisi, ed ettolitri di vino rimangono sempre più spesso nelle cantine dei produttori, almeno a sentir parlare i distributori.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6761" title="ide0" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide01.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>E se per qualcuno bere bene è un lusso, vale la pena accontentarsi? Ci sono in giro certi vinacci&#8230;che sarebbe meglio diluire con l’acqua. Il vino è un piacere, mica un dovere! Non ce l’ha mica ordinato nessuno di “immolarci” come vergini sacrificali sull’altare del vinaio di turno, a volte grandi produttori, e bere un liquido che non dà alcun piacere se non quello di rinfrescare il gargarozzo. Meglio un bel bicchierone d’acqua fresca, dico io!</p>
<p>Perché il concetto è alzare il livello, non accontentarsi di certi prodotti, cercare a tutti i costi la qualità. Qualcuno mi chiederà a quanto ammonti questa “qualità”. Difficile da dire. Ci sono molte variabili che entrano in gioco, ma si tenga sempre conto che una serie di costi fissi incidono inevitabilmente sul costo effettivo del vino.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6762" title="IDE" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE1.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Quanto costano le bottiglie di vetro, i tappi di sughero, le etichette e il costo del lavoro? Senza contare che se ci troviamo davanti ad un grandissimo vino (la cui alta selezione delle uve ha voluto dire un lavoro improbo in vigna, la successiva vinificazione ha estratto solo la parte migliore dell&#8217;acino e l&#8217;affinamento in bottiglia per qualche anno ha lasciato un capitale fermo), arriviamo a capire anche certi prezzi. La cosa che vorrei passasse è che si possono bere degli ottimi vini anche a prezzi modici.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Senza-titolo1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6763" title="Senza titolo" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Senza-titolo1.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p>Ecco perché <strong>Winelove è stata una piacevole scoperta</strong>, perché conoscere da vicino vini da vanno mediamente dai <strong>6 ai 10</strong> <strong>euro</strong>, ben fatti, curati e piacevoli non è cosa da tutti i giorni. Se poi anche 10 euro al giorno, per avere un calice di buon vino, sembrano troppi, basta scegliere di bere meno, consapevolmente, ma meglio!</p>
<p><strong>La qualità ripaga sempre, soprattutto ad un prezzo accessibile!</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE31.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6764" title="IDE3" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE31.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a> </strong></p>
<p>Vi segnalo la mia personalissima <strong>Top 5 di bianchi e rossi</strong> sulle 20 cantine presenti alla manifestazione. Non si tratta di una classifica perchè ritengo che tutti i vini qui segnalati abbiano una propria personalità ben distinta. Tutti gli abbinamenti consigliati sono con una ricetta di Sara!</p>
<p><strong><em>Bianchi: </em></strong></p>
<p><strong>Ariddhru IGP Sicilia 2009</strong> – Azienda <a href="http://www.verovini.it">Verovini</a><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p>Un Grillo strepitoso, giallo paglierino con bei riflessi dorati. Al naso emergono note di zagara, mimosa, cedro candito e zucchero a velo. In bocca buona freschezza e sapidità. Prezzo consigliato: 8,50 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/11/17/figura-di-tonno-crosta-di-pistacchi-uscita-d%E2%80%99emergenza-single/">Figura di tonno in salsa di pistacchi</a>.</p>
<p><strong>Trentino Doc Nosiola 2009</strong> – <a href="http://www.cavit.it">Bottega Vinai</a>. Cavit</p>
<p>Nosiola 100%, vitigno autoctono trentino. Profumo con leggera nota aromatica, fruttato e floreale di buona persistenza. Al palato emerge una delicata freschezza che ritorna con note di erbe aromatiche. Prezzo consigliato: 6 euro + IVA. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/10/29/cavoli-frattali-in-crochette/">cavoli fritti e frattali</a>.</p>
<p><strong>Kalimera Ischia Biancolella Doc 2009</strong> – <a href="http://www.cenatiempovinidischia.it/">Cenatiempo Vini D&#8217;Ischia</a></p>
<p>Nasce da un unico vigneto da agricoltura biodinamica. Giallo paglierino lucente. Frutta esotica (ananas), nota minerale prolungata. Sapido e persistente in bocca con ritorni minerali. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 10 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/05/27/crema-di-sedano-rapa-capesante/">crema di sedano rapa e capesante. </a></span></p>
<p><strong>Anastasìa – Sardegna Semidano di Mogoro Doc</strong> – <a href="http://www.ilnuraghe.it/">Cantine Il Nuraghe di Mogoro</a></p>
<p>Un sogno giallo carico, con aromi intensi di fiori gialli e note di erbe aromatiche che completano il quadro olfattivo con grande eleganza. In bocca emerge la morbidezza e la nota sapida. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 9,00 euro. <strong>Abbinamenti</strong>: <a href="http://www.cookandthecity.it/2011/02/01/stoccafisso-mantecato/">baccalà mantecato</a>. </span></p>
<p><strong>Anricus VDT</strong> – <a href="http://www.santagiustina.com">Santa Giustina </a><br />
Giallo paglierino. Strepitosi profumi di glicine, caramella, fiorellini di campo fusi con gli aromi della frutta, pesca e albicocca su tutte. Al gusto è piacevole, con media struttura e persistenza. rezzo consigliato: 9,00 euro. <strong>Abbinamenti</strong>: <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/08/25/ravioli-alle-cipolle-caprino//">ravioli alle cipolle e caprino</a>.</p>
<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide9.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6786" title="ide9" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide9.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<p><strong><em>Rossi: </em></strong></p>
<p><strong>Trentino Doc Lagrein Dunkel 2008</strong> – <a href="http://www.cavit.it/page.php?pageid=PHOME001">Bottega Vinai</a>.Cavit</p>
<p>Rubino. Profumo intenso di frutti di bosco con leggera nota di vaniglia. Morbido e persistente al palato. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 9,60 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/05/28/lonza-al-sidro-con-pure-di-mele/">lonza al sidro con purè di mele</a></span></p>
<p><strong>Schioppettino Doc Colli Orientali del Friuli</strong> &#8211; <a href="http://www.zorzettigvini.it/">Zorzettig</a></p>
<p>Rubino con lampi violacei. Vinoso con la classica nota di pepe che è tipica del vitigno. Viola, lampone e mirtillo. In bocca abbastanza persistente con buona freschezza e tannicità. Prezzo consigliato: 9,80 euro. &lt;<strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/06/11/coniglio-porchetta-ripieno/">coniglio in porchetta (ripieno) o dei lavori precari. </a></p>
<p><strong>Taneto 2008</strong> – <a href="http://www.badiadimorrona.it">Badia di Morrona</a></p>
<p>Piacevolissimo questo Sangiovese (85%) e Syrah (15%), certamente “piacione” al naso, con belle note speziate che via, via si arricchiscono di aromi balsamici. In bocca è morbido ed avvolgente, con lunga persistenza finale. Prezzo consigliato:10 euro. <strong>Abbinamenti:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/tag/cipolle/">stracotto con cipolle</a>.</p>
<p><strong>Aglianico Tauro</strong> – <a href="http://www.casasetaro.it">Casa Setaro </a></p>
<p>Rubino carico e luminoso. Note di confettura e spezia si percepiscono al naso come in bocca. Caldo e persistente. <span style="font-size: small;">Prezzo consigliato: 10,00 euro. <strong>Abbinamento:</strong> <a href="http://www.cookandthecity.it/2010/08/24/rognone-trifolato/">rognone trifolato</a>. </span></p>
<p><strong>Icorè Rosso – Cannonau di Sardegna Doc 2009 -</strong> <a href="http://www.cantinadorgali.com">Cantina Dorgali</a></p>
<p>Colore rosso rubino con riflessi violacei. Note vegetali e minerali all&#8217;esame olfattivo. Asciutto, pieno con leggera percezione tannica. Prezzo consigliato: 8 euro. <span style="font-size: small;">Abbinamento: <a href="http://www.cookandthecity.it/2011/01/25/finta-carbonara/">spaghetti alla (finta) carbonara</a>.</span></p>
<p>GIORDANA TALAMONA</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6757" title="IDE2" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE2.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">• </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6784" title="IDE4" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/IDE41.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a> •</span></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide61.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6769" title="ide6" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/ide61.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a></span></p>
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		<title>Cui prodest? Vini del territorio, vini da capitolato</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giordana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cui prodest, a chi giova? Questa è la domanda che spesso mi pongo. Eh sì l’ammetto, sono una di quelle persone che cerca le verità nascoste, che si pone delle domande, che ama indagare, che non si accontenta delle versioni ufficiali. Avevo già capito che nel mare magnum di guide per ristoranti, vini e quant&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/bottiglia-con-testo-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3058" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/bottiglia-con-testo-1-of-1.jpg" alt="" width="503" height="335" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><em>Cui prodest,</em> a chi giova? Questa è la domanda che spesso mi pongo. Eh sì l’ammetto, sono una di quelle persone che cerca le verità nascoste, che si pone delle domande, che ama indagare, che non si accontenta delle versioni ufficiali. Avevo già capito che nel mare magnum di guide per ristoranti, vini e quant&#8217;altro ci fosse un mondo nascosto&#8230;no, non ho scoperto chi ha ucciso J.F.K., né tantomeno le verità sul 2012 … diciamo che in una serata, grazie ad uno stimato enologo AIS, ho capito come nascono, oggi, certe guide. Interessa? Leggete qui.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span id="more-3057"></span>Vini del territorio, vini da capitolato.</span></strong> </span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> Un J’accuse a tutto campo quello dell’enologo </span><strong><span style="color: #323233;">Filippo Parmigiani</span></strong><span style="color: #323233;"> che non ha risparmiato </span><strong><span style="color: #323233;">guide blasonate e “vini da capitolato”,</span></strong><span style="color: #323233;"> come lui stesso li ha definiti, aprendo scenari poco conosciuti sull’enologia del nostro Paese. Una lezione che non t’aspetti, quella di venerdì 14 maggio tenuta presso la Delegazione di Milano, di quelle che difficilmente puoi dimenticare per la franchezza e la corrosiva onestà di un accreditato esperto che arriva e dice, senza mezzi termini, “il re è nudo”. E il re in questione non è tanto il vino, quanto tutto quello che gli ruota intorno tra informazione, guide ed esperti. “Il mondo vino, in Italia, muove un fatturato di oltre 20 miliardi di euro – ha esordito Parmigiani –, questi interessi economici l’hanno reso un settore maledettamente serio.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span><span style="color: #323233;">I dati, effettivamente, sono molto interessanti: </span><strong><span style="color: #323233;">9 miliardi di euro di fatturato annuo per il vino, 11 miliardi per l’indotto, 1 milione 200mila occupati nel settore e 3 milioni e mezzo di enoturisti nel nostro Paese</span></strong><span style="color: #323233;">. Dopo aver snocciolato queste cifre, l’enologo ha spiegato l’evoluzione del settore negli ultimi cinquant’anni.</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> “All’inizio il vino veniva promosso dal passaparola del portinaio, dell’oste e dell’accanito bevitore – ha spiegato Parmigiani – poi, col tempo, la necessità per il produttore di essere conosciuto ha portato alla nascita delle guide. La prima è stata quella di Luigi Veronelli, punto di arrivo per chi voleva differenziarsi arrivando ad un mercato più qualificato di ristoranti ed enoteche. Questo ha innescato un trend in cui l’informazione ha cominciato a fare da tramite fra produttore e consumatore, arrivando a legittimare,oggi, il vino stesso”.</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> L’editoria del settore è cresciuta enormemente, in questi ultimi anni, arrivando a contare 36 guide nazionali ed un innumerevole sottobosco di vademecum promossi dalle Camere di Commercio, dai Consorzi e dalle varie Associazioni del territorio.</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> “Dopo qualche anno è nata l’esigenza di creare qualcosa di nuovo: delle guide che non dessero solo punteggi e valutazioni, ma che garantissero un vero ritorno commerciale al produttore.”</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> Seguendo questa filosofia, secondo l’enologo, alcuni gruppi editoriali hanno creato vere reti promozionali che, partendo dai produttori, passando dai ristoranti e dalle enoteche, sono arrivate all’appassionato attraverso guide e manifestazioni ad hoc. Fin qui niente di male, semplice attività di intermediazione si dirà, ma la questione si è complicata strada facendo.</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> “Il vero problema – ha spiegato Parmigiani – è nato quando questi personaggi </span><strong><span style="color: #323233;">sono letteralmente entrati nelle cantine dei viticoltori</span></strong><span style="color: #323233;"> condizionandone la produzione. Il giochino consiste, grosso modo, nel fare delle consulenze attraverso esperti ed enologi del gruppo editoriale che spingono il produttore a fare scelte di cantina per migliorare, a dir loro, il vino, rendendolo commercialmente più appetibile. Questo assicura al produttore non solo il suo inserimento nella guida, magari nei primi posti, ma gli garantisce soprattutto la vendita.”</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> Non male se si tiene conto che, come dicevamo, gli enoturisti nel nostro Paese sono oltre 3,5 milioni e che molti di loro utilizzano le guide come strumento per orientarsi nel complesso mondo vino.</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> “Questo almeno in teoria – ha continuato – perché negli ultimi anni il settore si è saturato e molti, forse troppi produttori sono stati inseriti nei primi posti delle guide più blasonate. Il giochino, quindi, ha iniziato a non rende più come prima ed oggi sta portando alcuni produttori a riflettere sulle scelte del futuro. Tutto questo ci dovrebbe far dire semplicemente che nel mondo del vino c’è posto per tutti, anche per chi ha deciso di restare fuori da certi canali e non vuole fare “vini da capitolato”, vini perfetti, ben inteso, ma che rischiano di essere tutti uguali seguendo il gusto e le mode del momento.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span><strong><span style="color: #323233;">“Vini da capitolato”, quindi, come definizione di “vini da protocollo da geometra”, tutti uguali, ruffiani al punto giusto da accaparrarsi, certamente, una fetta di mercato di appassionati.</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span></strong><span style="color: #323233;">“Mi è capitato, poco tempo fa durante una manifestazione, di assaggiare quattro vini fatti con lo stampo, di quattro produttori diversi. Erano come, passatemi il paragone, quattro splendide villette a schiera, con tutta la domotica del mondo, tutti i confort, il giardino con la palma, la piscina con l&#8217;idromassaggio e il parcheggio privato. Erano perfetti, avevano tutte le caratteristiche per piacere; ma erano, comunque, quattro villette a schiera identiche. Da qui è uscita la definizione di “Vini da capitolato”.”</span><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> Come a dire che da quel “capitolato” non si può e non si deve uscire se si vuole colpire una parte di mercato: le uve devono avere quella gradazione, quel colore, la macerazione deve essere fatta in x giorni, a y gradi, per ottenere un prodotto con le caratteristiche giuste per piacere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> “</span><strong><span style="color: #323233;">Nel mondo del vino c’è posto per tutti, dicevamo</span></strong><span style="color: #323233;">, quindi questa sera non deve passare il messaggio “che buoni i vini del territorio”, “che schifo i vini da capitolato”. In entrambi i casi occorre sforzarsi di capire le scelte del viticoltore. È ovvio che il grande produttore provi tutte le vie per avere più ascendente commerciale possibile, come è ovvio che il piccolo produttore, generalmente, faccia una scelta di tradizione. Entrambe sono posizioni rispettabili.”</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">(<strong><em>testo tratto integralmente da <a href="http://www.aismilano.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=199&amp;option=com_content&amp;Itemid=11" target="_blank">www.aismilano.it</a></em></strong>)</span></p>
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		<title>Acqua minerale. Prosit!  (la ricetta non c’è, fa troppo caldo e tutto ciò che desidero è un bicchiere di acqua ghiacciata)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mio caro amico &#8211; che è più tranquillo di un bardipo &#8211; mi dice che non devo essere polemica a tutti i costi. Ma mica lo faccio apposta. E’ che certi pensieri mi si affastellano in maniera naturale. In questi tempi di crisi la gente si mette a fare le cose più disparate: apre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iriscapelli.it/2010/02/23/arrivano-i-parrucchieri-self-service/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2777" title="acqua1 (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/acqua1-1-of-11.jpg" alt="" width="367" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Un mio caro amico &#8211; che è più tranquillo di un bardipo &#8211; mi dice che non devo essere <strong>polemica</strong> a tutti i costi.  Ma mica lo faccio apposta. E’ che certi pensieri mi si affastellano in maniera naturale.  In questi tempi di crisi la gente si mette a fare le cose più disparate: apre negozi in cui la piega e la tinta te la</span><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/Contro-la-crisi-a-Roma-parrucchiere-self-service_45071251.html" target="_blank"><span style="color: #323233;"> fai da te</span></a><span style="color: #323233;">, ma poi paghi lo stesso, o viene a casa tua e ti fa il cazziatone perché sei disordinata e ti insegna a risistemare i cassetti.  Io trovo tutto ciò <strong>ammirevole</strong> e segno dell’innato spirito di sopravvivenza che è in noi. Tuttavia&#8230;.  Adesso c’è la questione delle <strong>acque minerali.</strong> E quindi è nata la “sinistra” figura del <a href="http://vinoitalianoclub.com/news07/acqua.html" target="_blank"><strong>degustatore</strong> d’acqua</a> (ci sono anche corsi per <a href="http://www.degustatoriacque.com/news.html" target="_blank">idrosomellier</a>&#8230;nun ce se crede!), oltre a Water Store che fioriscono anche negli angoli della stazione.  In realtà, è vero, le <strong>acque non sono tutte uguali</strong>. C’è più salata, più amara, più dolce, più fresca (si, anche più fresca).</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-2767"></span>Per esempio a me piace la Gaudianello che, tra l’altro, qui a Milano, si trova con difficoltà. Ma se mi presentano una Levissima o una San Pellegrino, non alzo i tacchi scandalizzata come se mi avessero portato un Barolo che sa di tappo (in realtà terminerei il pasto anche in questo caso).  Infatti adesso l’</span><a href="http://www.degustatoriacque.com/scarica.html" target="_blank"><span style="color: #323233;"><strong>acqua andrebbe cambiata</strong></span></a><span style="color: #323233;"> ad ogni portata, come il vino, o addirittura abbinata a quest’ultimo. Avete appena stappato un Lambrusco Grasparossa? Allora buttatevi su una Sant’Anna a temperatura ambiente. Un Morellino di Scansano? Fate coppia con una Fiuggi del ‘97. Oppure perché non l’acqua<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2000/agosto/30/Ultimo_lusso_bere_acqua_iceberg_co_0_0008306360.shtml" target="_blank"> trivellata da un iceberg</a>, a 12 euro il litro?</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Eppure credo <strong>non sia finita qui</strong>. Mi aspetto che a breve qualche uomo di marketing penserà a rifilarci una nuova tipologia di bicchieri da degustazione: quelli per l’acqua. Alla fine ci ritroveremo a tavola con cortine di bicchieri: 3 per parte, per un totale di 6. Per mangiare sulla difensiva, in decorosa solitudine.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ma adesso c’è questa </span><span style="color: #323233;"><strong>mania</strong></span><span style="color: #323233;">.  <strong>Emblematico è il caso</strong><strong> dell’acqua Panna</strong>. La cosa secondo me è andata un pò così. Questa era un&#8217;acqua che nei primi anni Ottanta vendevano anche nel Tetrapak. Non discuto sulla qualità dell’acqua, ma del “suo percepito” (scusate il termine). Tendenzialmente era vista come un’acqua leggera, femminile e un pò salutista, che andava bene anche per i piccoli. Ma certo non ricercata.  Del resto un’acqua che vuole essere <strong>chic</strong>, nel tetrapack non ci sta. E’ come il Tavernello. Hai voglia a riabilitare il vino nel cartone, facendoti venire le vesciche in bocca a furia di schioccare il dito a mò di tappo (nel tentativo di infinocchiare gli amici nell’altra stanza).</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Poi è arrivato Cracco con il suo uovo marinato e sono riusciti a fare un gemellaggio con l’acqua Panna, che nel frattempo aveva anche cambiato vestito. La <strong>pubblicità è bellissima</strong> &#8211; non a caso la firma Ogilvy &#8211; e l’acqua è stata nobilitata. E improvvisamente è diventata morbida e dolce ma, in altri casi, è rotonda come il  whisky di Michele, voluttuosa, aggressiva, piccante, piacevolmente amarognola.  Ma come? Io ero rimasta all’acqua liscia, gassata o al massimo Ferrarelle. </span><span style="color: #323233;">Ma erano </span><span style="color: #323233;">altri te</span><span style="color: #323233;">mpi e l&#8217;acqua minerale <em>griffata</em> si beveva e non veniva usata per lavare le verdure</span><span style="color: #323233;"> (leggete le deliranti ultime tre righe di </span><a href="http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/sotto-il-segno-dellacqua/26945?page=2" target="_blank"><span style="color: #323233;">questo articolo).</span></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Comunque tranquillizzatevi se non riuscite a percepire tutta sta differenza tra un&#8217;acqua e un’altra. Un mio amico è arrivato a bersi una sorsata di anticalcare che la madre aveva incautamente travasato nella bottiglia della Uliveto. Lui ha pensato fosse andata a male. Ma vabbè, vi sto parlando di un caso davvero particolare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Vi saluto e <strong>vado a brindare</strong> a questo folle mondo con un bicchiere di acqua del rubinetto. Quella che <strong>sgorga dalle Alpi</strong>. Una delle più <strong>buone al mondo</strong>.</span></p>
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<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Un&#8217;idea q</span><a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/pssst-acqua-in-bocca/" target="_blank"><span style="color: #323233;">ui</span></a><span style="color: #323233;">. </span><span style="color: #323233;"> </span><span style="color: #323233;">Altre informazioni interessanti&#8230;</span><a href="http://www.olistica.tv/Default.aspx?tabid=108" target="_blank"><span style="color: #323233;">qui.</span></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
</blockquote>
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