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Archivi per la categoria ‘Cult’

tartufo

Eccoci finalmente all’Asta…

14 novembre 2010, ore 13.00. Ci rechiamo nella nuova sala interrata sotto la collina del castello, inaugurata sì e no da un mesetto. Soliti controlli, soliti pass da mostrare. Finalmente entriamo nella sala, cerchiamo i nostri posti ed io mi ritrovo seduta, con altre giornaliste ed accompagnatori, nell’ultima fila. Posizione perfetta per vedere tutto ciò che è da dietro le quinte. Soddisfatta, decido di sgranchirmi le gambe e di andare momentaneamente su un lato, per godermi la passerella delle celebrità. Arrivano. Dapprima si vedono Giletti e la Moreira che si abbracciamo per le foto di rito, poi Enzo Iacchetti, Gianfranco Vissani, Omar Pedrini, Francesca Senette e Mara Venier. Infine fa la sua comparsa il presidente del Senato Renato Schifani con moglie e seguito di portavoce, sottosegretari e cerimoniere. Io vado dai fotografi, schierati come cecchini, ed inizio a chiaccherare con uno di loro. Gli chiedo quante foto prevederà di fare. “Non molte – mi dice – lavoro per un periodico locale e quando ne avrò 150, al massimo, sarò a posto. Mentre vede quei colleghi lì, sono freelance e collaborano con molte agenzie. Loro ne faranno anche un migliaio“. Solita storia, mi dico, e me ne torno al posto.

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mont blanc monte bianco panna castagne meringa
-Lei non faccia il tunnel!
-Cosa?
-Lei mi sta scavando sotto, mi toglie la panna, la castagna da sola sopra non ha senso. Il Mont Blanc non è come un cannolo alla siciliana che c’è tutto dentro, è come uno zaino: lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro. Il Mont Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sachertorte…
-Cosa?
-La Sachertorte…
-Cos’è?
-Cioè lei praticamente non ha mai assaggiato la Sachertorte?!…
-No.
-Va be’ continuiamo così, facciamoci del ma
le!!!

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Castello asta del tartufo

Eccomi a voi con la seconda parte del mio week end nelle Langhe.

14 novembre 2010, Asta del tartufo. Il castello: l’evento tanto atteso si svolge, dal 1999, nel bel castello di Grinzane Cavour, quello stesso che un tempo fu del Conte Camillo Benso, protagonista indiscusso dell’Unità d’Italia. Molti non sanno che il Conte non solo fu un importante produttore di vino, ma diede un sostanziale apporto alla tecnica vitivinicola del tempo migliorandone la qualità produttiva. All’interno del castello è presente un museo etnografico delle Langhe nel quale si possono vedere sia preziosi oggetti appartenuti al Conte, che allestimenti inerenti la vita locale, dal ’600 in poi. Io e il mio compagno c’eravamo stati molti anni prima, io ancora studentessa. Quello era il periodo in cui lo obbligavo a fare il “tour risorgimentale”, passando per castelli, campi di battaglia ed ossari di guerra, ripercorrendo passo, passo i fatti salienti della nostra storia ottocentesca. Sì, sì, lo so, qualunque altro uomo sarebbe fuggito da quei sentieri storico-paranoico-mentali, ma sarà proprio per questo, per la pazienza di Socrate che lui ha, che stiamo assieme da oltre 15 anni. Voi che dite? Ma torniamo a noi. Devo ammettere che quando ho rivisto il castello di Grinzane Cavour ho avuto un tuffo al cuore perché, in vero stile amarcord, mi sono venute in mente le sue parole: “Un giorno ci entrerai come giornalista”. E così è stato.

Nulla al caso: la macchina organizzativa che sta dietro all’Asta è qualcosa di incredibile, tutto è stato curato nei minimi dettagli. Parcheggi accessibili, navette sempre disponibili per raggiungere il castello ed ombrelli forniti dallo staff per evitare che “le belle pettinature delle signore” (come avrebbe detto una giornalista de “La vita in diretta”!) si rovinassero sotto una fastidiosa pioggerellina autunnale che, per fortuna, si è fatta sentire per poco tempo.

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