Bah! La triste realtà di oggi è che non esiste una ricetta ufficiale. Certo se volete andare a spulciare gli archivi comunali o recarvi presso la Camera di Commercio e recuperare l’autentica e antica preparazione del piatto “tal dei tali”, fate pure, ma sapete anche voi quanto me che per le preparazioni più popolari non solo l’impresa risulta improba, ma anche del tutto inutile. Di fatto ogni casa ha la sua ricetta, quella che si tramanda da generazioni, inevitabilmente indisciplinata, poiché la “barbara” personalizzazione di qualcuno che l’ha calibrata sul suo gusto o sulla necessità del momento, sicchè, solo sul territorio nazionale, abbiamo un puzzle di ricette tradizionali, simili – perchédesiderano ambire alla stessa origine – ma inesorabilmente diverse.
Per non perdermi per strada, riconduco rapidamente il discorso alla ricetta odierna, parliamo dunque di Lady Tersil - al secolo Tersilia – di cui sò, però, davvero pochino. Nonna paterna e toscana di mio marito, sposata a Ser Lik[urgo], pare regalasse ai parenti il delizioso tarlo dell’attesa, raramente soddisfatto con la preparazione delsuo ragù toscano, “bruciato”, ai funghi e fegatini.











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