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Archivi per la categoria ‘Verdure cotte’

asparagi fillo

Dai su non facciamo gli snob, ditemi che anche voi vi siete sorbiti il matimonio del secolo. Io ho puntato la sveglia. E poi anche se mi diceste di no non ci crederei. Eravamo in due miliardi inchiodati davanti alla tv nell’attesa di vedere la scena che ci ha tormentato fin dalla più tenera infanzia: Cenerentola che impalma l’ambito principe, ovvero una poverina qualunque che grazie alla sua bellezza, virtù e bontà, si affranca dal crudele destino fatto di fatica e stracci.

Quante frignacce! Kate è una tosta, non è mica l’irritante stordita delle favole: è del Capricorno, c’ha il sopracciglio di Grimilde, un significativo patrimonio che le ha permesso di frequentare le migliori scuole (oltre ai migliori partiti del Regno) e, quel che più conta, una madre manager.

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gnocchi zucca e gorgonzola

L’altro ieri, il giorno del mio …esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una bella trattoria, nemmeno troppo alla buona, con un menù  composto da specialità locali (siamo in Lomellina), “creativamente” riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad un’ottima cantina (il posto nasceva, mi pare, come enoteca). In tal locale si organizzavano anche eventi gastronomici di un certo interesse: tavole rotonde del tipo “Facciamo il punto sul salame di Varzi“, serate storico-gastronomiche sulle grasse abitudini alimentari di Lodovico il Moro o presentazione di libri dell’ultimo enoantropologo.

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zuppa lenticchie e tartufo con cavolfiore

Necessaria premessa: per me il tartufo nero non è IL tartufo, ma una specie di succedaneo. Ha i suoi estimatori ma io non vi appartengo (forse anche sbagliando). Non è per tirarmela e nemmeno per alludere al costo che dovrebbe decretare, così a spanne, un maggior pregio. Il tartufo bianco ha tutto un altro fascino (gustativo). Anche i derivati dei due tartufi sono profondamente diversi. Fatto sta che mi hanno regalato un pò di carpaccio di tartufo nero sott’olio.

Ora, la Nigella che alberga in tutte noi (anche se non tutte possiamo vantare una casa a Belgravia e  un consorte proprietario della Saatchi & Saatchi)  e che emerge nei periodi di sovraccarico di qualche specie, inducendoci ad abbandonare le indolenti tempistiche dello slow food, mi ha portato a cucinare questa deliziosa zuppetta che, se non fosse per la sua realizzazione un pò troppo sbrigativa (tutto a colpi di un implacabile mixer),  potrei tranquillamente consigliare per una cena elegante (la cena elegante è per definizione un pò impegnata, anche tempisticamente).

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