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	<title>COOK AND THE CITY &#187; Verdure cotte</title>
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	<description>Blog culinario di Sara Melocchi</description>
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		<title>Pomodori verdi fritti, affumicati!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aperitivi e Appetizer]]></category>
		<category><![CDATA[Lista completa]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
		<category><![CDATA[caciotta affumicata]]></category>
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		<description><![CDATA[Be&#8217;, chi non ha mai provato a farli dopo aver visto il film che ne porta il nome? Penso ogni gastrofanatico con tendenze cinefile. Io subito, ne rimasi profondamente ingolosita. All&#8217;atto pratico però non mi convinsero del tutto. I pomodori verdi fritti sono buoni, certo, ma ho sempre trovato mancassero di qualche cosa. Alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/pomodori-verdi-11-of-12.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9917" title="pomodori verdi fritti" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/pomodori-verdi-11-of-12.jpg" alt="pomodori verdi fritti" /></a><br />
<span style="color: #323233;">Be&#8217;, chi non ha mai provato a farli dopo aver visto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pomodori_verdi_fritti_alla_fermata_del_treno"><span style="color: #323233;">il film</span></a> che ne porta il nome? Penso ogni gastrofanatico con tendenze cinefile. Io subito, ne rimasi <strong>profondamente ingolosita</strong>. All&#8217;atto pratico però non mi convinsero del tutto. I pomodori verdi fritti sono buoni, certo, ma ho sempre trovato mancassero di qualche cosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-9914"></span>Alla fine quella cosa ce l&#8217;ho aggiunta sotto forma di una sottile fetta di <strong>caciotta affumicata</strong>. Un&#8217;idea che mi è venuta per analogia di forma: la fetta di caciotta si adatta perfettamente a quella di pomodoro. E alla fine, devo riconsocere, anche il <strong>sapore. </strong></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">RICETTA</span></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Pomodori verdi grandi, 1</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Fettine di caciotta sottili, q.b</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Farina bianca, 200 gr</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Farina gialla fioretto, 250 gr</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Uova, 2</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Latte, un pochino</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Sale</strong></span></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #323233;"><strong>Olio per friggere </strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Sbattete le uova e unite un pochino di latte in modo da renderle più fluido. Salate. Tagliate a fette i pomodori,  circa mezzo cm. Tagliate a fette sottilissime anche la caciotta non più di 2 mm e accoppiatele ad ogni fetta di pomodoro. Passat il pomodoro prima nella farina bianca poi nell&#8217;uovo e poi nella farina gialla. Friggete in abbondante olio caldo (non bollente!!). Salate generosamente e mangiare subito.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fiori di zucca fritti ripieni. E golosi ;)</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2011/06/30/fiori-di-zucca-fritti-ripieni-golosi/</link>
		<comments>http://www.cookandthecity.it/2011/06/30/fiori-di-zucca-fritti-ripieni-golosi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 07:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Aperitivi e Appetizer]]></category>
		<category><![CDATA[Fritti]]></category>
		<category><![CDATA[Lista completa]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando sono in vena di brunch oppure ho semplicemente poca voglia di cucinare, il mio pasto si risolve con un aperitivo &#8211; alcolico o non  - e qualche appetizer in cui non dovrebbe mai mancare un frittino, tipo una cosa veramente stuzzicante come questa che propongo oggi. Trattasi di enormi fiori di zucca (davvero giganti!) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/fiori-zucca-fritti6def-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8348" title="fiori zucca fritti" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/fiori-zucca-fritti6def-1-of-1.jpg" alt="" width="453" height="700" /></a></p>
<p>Quando sono in vena di <em>brunch</em> oppure ho semplicemente poca voglia di cucinare, il mio pasto si risolve con un aperitivo &#8211; alcolico o non  - e qualche <em>appetizer</em> in cui non dovrebbe mai mancare un frittino, tipo una cosa veramente stuzzicante come questa che propongo oggi.</p>
<p><span id="more-8334"></span>Trattasi di enormi <strong>fiori di zucca</strong> (davvero giganti!) che ho riempito di mozzarella e acciughe e la cui pastella è stata arricchita da grani di senape che, sebbene non regalino poi chissà quale sapore, contribuiscono a donare una texture davvero curiosa.</p>
<h2>RICETTA</h2>
<h3>Ingredienti</h3>
<ul>
<li><strong>Fiori di zucca grandi, 6</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Mozzarella fior di latte, bocconcini, 3</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Acciughe sott&#8217;olio, 3</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Uovo, 1</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Farina, 4 cucchiai </strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Latte, q.b</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Senape in grani, a piacere </strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Sale, pepe </strong></li>
</ul>
<p>Preparate la pastella. In una terrina versate l&#8217;uovo intero e sbattetelo bene, aggiungete un cucchiaio di acqua. Unite la farina fino a creare un composto piuttosto consistente. Unite infine il latte, sbattendo energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Salate e pepate e aggiungete la senape in grani (io 2 cucchiai). Lasciate riposare per 30 minuti in frigo.</p>
<p>Mondate i fiori e sciaquateli velocemente sotto l&#8217;acqua, poi asciugateli delicatamente con della carta. Farcite i fiori tagliando a metà i bocconcini di mozzarella (Ø4 cm). In questa metà, realizzate un&#8217;incisione che riempirete con mezza acciuga (se vi piacciono i sapori forti anche una intera). Cercate di effettuare questa operazione delicatamente, senza lacerare il fiore poichè in tal caso, in cottura, la mozzarella tenderà a fondersi ed quindi a uscire.</p>
<p>Chiudete bene l&#8217;apice del fiore, torcendolo leggermente, e immergetelo nella pastella che dovrà napparlo per bene. Friggetelo in olio caldo (ma mai bollente!) a fiamma moderata, fino a quanto non saranno leggermente imbionditi. Salate.</p>
<blockquote><p>Da mangiare subito!</p>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #323233;">Con questa ricetta partecipo al contest <em>L&#8217;Estate in un Boccone,</em> ideato da</span> <a href="http://aboutfoodrecepies.blogspot.com/2011/06/lestate-in-un-boccone.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">About Food</span></a> <span style="color: #323233;">e</span> <a href="http://www.cassandra.it/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Cassandra.it </span></a></h4>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Millefoglie di rösti con tartufo</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2011/05/10/rosti-tartufo/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 07:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Aperitivi e Appetizer]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
		<category><![CDATA[antipasto]]></category>
		<category><![CDATA[patate]]></category>
		<category><![CDATA[rosti]]></category>
		<category><![CDATA[tarufo]]></category>

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		<description><![CDATA[I rösti son patate, e fin qui nulla di nuovo, anche se la versatilità di questo tubero mi stupisce sempre dato che, tra i tuberi (e ortaggi), è quello meno esigente e più compagnone. Ho tentato quindi un gemellaggio con un altro tubero, molto più difficile e pretenzioso: il tartufo. Un ottimo finger food, aperitivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/rosti2-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7680" title="rosti" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/rosti2-1-of-1.jpg" alt="rosti tartufo" width="400" height="586" /></a></p>
<p>I  rösti son <strong>patate</strong>, e fin qui nulla di nuovo, anche se la versatilità di questo tubero mi stupisce sempre dato che, tra i tuberi (e ortaggi), è quello meno esigente e più compagnone. Ho tentato quindi un gemellaggio con un altro tubero, molto più difficile e pretenzioso: il <strong>tartufo</strong>.</p>
<p><span id="more-7679"></span>Un ottimo finger food, aperitivo, antipasto, contorno&#8230;anche spuntino di mezzanotte, volendo.</p>
<h3>RICETTA</h3>
<h3>Ingredienti</h3>
<ul>
<li><strong>Patate, 3 grosse</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Cipolla, piccola,</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Olio EVO, q.b</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tartufo nero</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Sale, pepe </strong></li>
</ul>
<p>Con una mandolina tagliate le patate a grosse julienne. Così anche la cipolla. Mischiate i due ortaggi e create delle &#8220;frittelline&#8221;. Cuocetele in una padella antiaderente con olio d&#8217;oliva extra, prima da un lato poi dall&#8217;altro dìfino a che non si saranno compattate e rosolate epr bene. salate pepeate. Create una millefoglie intervallando con fettine di tartufo nero.</p>
<p><strong>VINO CONSIGLIATO  a cura di Giordana Talamona</strong></p>
<p>Assisi Rosso Doc</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Asparagi vestiti a festa</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2011/05/02/asparagi-vestiti/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 07:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lista completa]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
		<category><![CDATA[asparagi]]></category>
		<category><![CDATA[contorno]]></category>
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		<description><![CDATA[Dai su non facciamo gli snob, ditemi che anche voi vi siete sorbiti il matimonio del secolo. Io ho puntato la sveglia. E poi anche se mi diceste di no non ci crederei. Eravamo in due miliardi inchiodati davanti alla tv nell&#8217;attesa di vedere la scena che ci ha tormentato fin dalla più tenera infanzia: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/asparagi-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7454" title="asparagi (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/asparagi-1-of-1.jpg" alt="asparagi fillo" width="400" height="602" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Dai su non facciamo gli snob, ditemi che anche voi vi siete sorbiti il <strong>matimonio del secolo</strong>. Io ho puntato la sveglia. E poi anche se mi diceste di no non ci crederei. Eravamo in due miliardi inchiodati davanti alla tv nell&#8217;attesa di vedere la scena che ci ha tormentato fin dalla più tenera infanzia: <strong>Cenerentola </strong>che impalma l&#8217;ambito principe, ovvero una poverina qualunque che grazie alla sua<strong> bellezza, virtù e bontà</strong>, si affranca dal crudele destino fatto di fatica e stracci.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Quante <em>frignacce</em>! Kate è una tosta, non è mica l&#8217;irritante stordita delle<strong> favole</strong>: è del Capricorno, c&#8217;ha il sopracciglio di Grimilde, un significativo patrimonio che le ha permesso di frequentare le migliori scuole (oltre ai migliori partiti del Regno) e, quel che più conta, una madre manager.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-7452"></span>Vabbè i tempi son cambiati, si sà. Per far carriera e scalare la <strong>vetta sociale</strong> o si va a qualche bunga-bunga (ma con esiti molto più incerti) o si pianifica il proprio destino con la complicità di una genitrice che certo non ammette generi raccatatti in qualche pub. Si, perchè mica vi sarete bevute veramente la storia di Kate-Cinderella!? Comunque non c&#8217;è che dire: Kate il colpo l&#8217;ha fatto grosso; secondo la logica della Real Casa per una <em>commoner</em> sarebbe bastato un avvocato della City o qualche nobile di campagna un pò decaduto, riabilitato grazie al cospicuo patrimonio famigliare della fanciulla. </span><span style="color: #323233;">Ma lei non si è lasciata scoraggiare, del resto per arrivare al principe ereditario della <strong>monarchia più prestigiosa d&#8217;Europa</strong> mica ci si può improvvisare.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tuttavia ho il forte sospetto che il colpaccio sia riuscito soprattutto alla famiglia Reale. <strong>Elisabetta II</strong> non è la mica l&#8217;ultima arrivata. Incaponirsi nel propinare al nipote un&#8217;altra nobile vergine (posto che bisognasse trovarla vergine, nobile e presentabile  - il che non è sempre così facile: avete per caso guardato bene le figlie di Andrea?) dopo il triste epilogo del matrimonio di Carlo&#8230;beh sarebbe stato davvero diabolico. Che cosa c&#8217;è di meglio, allora, che una bella e solida ragazza &#8220;comune&#8221; per riabilitare l&#8217;immagine reale decisamente un pò ammaccata, facendo credere al mondo di essere diventati così democratici da accettare tra le proprie fila anche la pronipote di un minatore? <strong>Una bella mossa</strong>, non c&#8217;è che dire.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tuttavia, l&#8217;interrogativo malizioso che ora alberga nei più, l&#8217;aveva già formulato il padre di quella </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabrina_(film_1954)" target="_blank"><span style="color: #323233;">Sabrina</span></a><span style="color: #323233;"> cinematografica il quale sapeva bene che, in giro, del ricco futuro genero si sarebbe solo detto di quanto  fosse stato magnanimo a sposare la figlia dell&#8217;autista; ma di lei, che si sarebbe detto? <strong>Povera Princess Catherine!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ricetta di oggi. <strong>Asparagi. Ricercati e un pò addobbati, </strong>magari per finire sul cappellino di qualche lady inglese.</span></p>
<h2><span style="color: #323233;">RICETTA</span></h2>
<h3><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong>Asparagi grossi, un mazzo</strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong>Pasta Fillo, confezione</strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong>Burro, q.b</strong></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><em><strong>Salse di accompagnamento suggerite (la salsa fa molto aristocratico) </strong></em></span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong><a href="http://cucina.corriere.it/ricette/zuppe-e-minestre/106/zabaione-salato-all-aneto-puntarelle_f6ab0760-1af5-11df-af4a-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Zabaione salato</a></strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong><a href="http://www.donnamoderna.com/cucina/ricette/Con-maionese-alla-senape-58760" target="_blank">Maionese alla senape</a></strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong><a href="http://www.dolcementegustoso.com/2010/02/salsa-yogurt.html" target="_blank">Salsa allo yogurt ed erba cipollina</a></strong></span></li>
</ul>
<p>Mondate gli asparagi privandoli del gambo bianco. Cuoceteli al vapore per 8/10 minuti (a secondo della loro dimesione). Non devono cuocere troppo o afflosciarsi. Prendete la pasta fillo tagliatela a misura e bardate il gambo dell&#8217;asparago. Chiudete con un&#8217;ombra di burro. Infornate a 180° per qualche minuto, fino a doratura (non eccessiva) della pasta. Servite ancora tiepidi con qualche salsa di accompagnamento.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">N.B.</span> La forma dei miei asparagi era proprio così fin dall&#8217;inzio. Non si sono deformati in cottura.</p>
<p><strong>VINO CONSIGLIATO  a cura di Giordana Talamona</strong></p>
<p>Offida Pecorino Doc Ofithe 2009</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong> </strong></span></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Una vecchia trattoria, gli gnocchi di zucca e Cavallaro</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2010/11/26/gnocchi-di-zucca-gorgonzola/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 09:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giromangiando]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri, il giorno del mio &#8230;esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una bella trattoria, nemmeno troppo alla buona, con un menù  composto da specialità locali (siamo in Lomellina), &#8220;creativamente&#8221; riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/gnocchi-zucca2-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5687" title="gnocchi zucca" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/gnocchi-zucca2-1-of-1.jpg" alt="gnocchi zucca e gorgonzola" width="400" height="513" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">L&#8217;altro ieri, il giorno del mio &#8230;esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una </span><strong><span style="color: #323233;">bella trattoria</span></strong><span style="color: #323233;">, nemmeno troppo alla buona, con un menù  composto da specialità locali (siamo in Lomellina), &#8220;creativamente&#8221; riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad un&#8217;ottima cantina (il posto nasceva, mi pare, come enoteca). In tal locale si organizzavano anche </span><strong><span style="color: #323233;">eventi gastronomici</span></strong><span style="color: #323233;"> di un certo interesse: tavole rotonde del tipo &#8220;</span><em><span style="color: #323233;">Facciamo il punto sul salame di Varzi</span></em><span style="color: #323233;">&#8220;, serate storico-gastronomiche sulle grasse abitudini alimentari di Lodovico il Moro o presentazione di libri dell&#8217;ultimo enoantropologo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-5686"></span>Insomma, una </span><strong><span style="color: #323233;">locanda con mescita</span></strong><span style="color: #323233;"> di un certo interesse culinario, molto curata nell&#8217;arredo (con bellissime tende a grosse bande senape e verde in  shantung di seta) e qualche pretesa colta. Il maitre (e, credo, patron), un signore con pochi decibel vestito di tweed e velluti, ti accoglieva con una leggerissimo Miles Davis di sottofondo,  luci soffuse di design, madie d&#8217;epoca, una rassegna di prodotti tipici molto ben confezionati e un clima comunque familiare, che rendevano questo ambiente molto promettente.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Questo è ciò che ricordo (magari con qualche baco) e tale era il </span><strong><span style="color: #323233;">Canaja</span></strong><span style="color: #323233;"> fino a due anni fa, prima del restyling durato diversi mesi che, oltre a far cadere la C, divenuta poi K (e già qui mi doveva punger vaghezza&#8230;</span><strong><span style="color: #323233;">Kanaia</span></strong><span style="color: #323233;">&#8230;terribile!), si è riempita di  personaggi che con tutta probabilità la k la usano anche nel loro vocabolario (in senso stretto, figurato, come vi pare). All&#8217;ingresso ti accoglie un nerboruto che a novenbre indossa una T-shirt bianca come se fosse appena rientrato da una corsa all&#8217;aperto e dato che io credo che anche l&#8217;abito possa, di tanto in tanto, fare il monaco, lì per lì mi domando se fosse un avventore appena uscito dal corso di Total boby o l&#8217;idraulico ancora alle prese con un sifone da sturare.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><!--more-->Sebbene l&#8217;</span><strong><span style="color: #323233;">edificio seicentesco</span></strong><span style="color: #323233;"> sia rimasto lo stesso (insomma per questo nuovo  locale sarebbe andato bene anche un tre piani degli anni Cinquanta) l&#8217;abbruttimento era evidente già da fuori. Sulla finestra principale una luce ad intermittenza disegna l&#8217;indecente silhouette di un bicchiere da cui esce qualcosa che, coronato da nastri luminescenti, ricorda nel suo splendore l&#8217;imminenza del Santo Natale. Appena entrati, un televisore 42 pollici cappeggia sulla testa di chi è lì a farsi il bianchetto serale. In luogo dei vecchi tavoli da osteria vestiti di lino, ora ci sono tavoli in formica rotondi accompagnati da poltroncine anni Ottanta con imbottitura a fiori appassiti.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Incedo con passo incerto verso la saletta dove fortunatamente non c&#8217;è televisore ma foto di scorci paesani B/N in maxi formato stampate su supporto telato in stile nuovo Kitsch. Ci sediamo, una ragazza in jeans ci viene incontro per le ordinazioni e ci dà in mano il menu nella veste di un librone plastificato con scritte gotiche e letta l&#8217;offerta del giorno &#8230;.avrei voluto </span><strong><span style="color: #323233;">tornarmene a casa</span></strong><span style="color: #323233;">. Pizze, insalatone, risotto ai frutti di mare, trofie al pesto, tagliatelle al ragù, orecchie d&#8217;elefante, filetti al pepe nella versione sia verde che rosa ( insomma una ricercatezza&#8230;),  profitterol e meringhe industriali oltre a una loro specialità, cheesecake (anche questa industriale, almeno voglio sperare che nessuno si sia impegnato per realizzare home made siffatto blob), ovvero una panna cotta su un supporto di biscotto con virgole e ghirigori in sciroppo di fragola o cioccolato. E io che volevo mangiare gli </span><strong><span style="color: #323233;">gnocchi con la </span><a href="http://www.prolocodorno.it/Pagine/Zucca%20Bertagnina.htm" target="_blank"><span style="color: #323233;">zucca</span></a></strong><a href="http://www.prolocodorno.it/Pagine/Zucca%20Bertagnina.htm" target="_blank"><span style="color: #323233;"> bertagnina</span></a><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Bene, dopo 15 minuti avevamo finito di mangiare: io ho preso il solito tagliere di salumi con due fette di lattuga iceberg, che deve aver fatto il giro dei precedenti commensali, con una bresaola e una pancetta tagliate come fettine d&#8217;albese, un piatto di ravioli di carne d&#8217;oca crudi e il mio terzo, un filetto al pepe verde con sopra una brodaglia color tortora come di quelle che ho visto rovinare sontuose bistecche negli USA. Il conto ce lo hanno portato chiuso in un quadernetto  in carta vergata, elegantissima, che infatti riportava ancora il </span><strong><span style="color: #323233;">logo della vecchia locanda</span></strong><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Insomma al Canaja è successo qualcosa, ma non abbiamo capito cosa. So solo che siamo usciti sconsolati discutendo del decadimento dei costumi, di questo governo e dei ristoranti (magari è tutto collegato&#8230;) che pensano di fare cosa buona allineandosi con il </span><strong><span style="color: #323233;">menù dell&#8217;Autogrill</span></strong><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tra l&#8217;altro il </span><a href="http://www.canaja.com/Menu.asp" target="_blank"><span style="color: #323233;">sito</span></a><span style="color: #323233;"> è assolutamente </span><strong><span style="color: #323233;">illusorio</span></strong><span style="color: #323233;"> dato che i contenuti non sono stati aggiornati e non hanno tenuto il passo con la &#8220;trasformazione&#8221; del locale e vanno raccontando ancora di un luogo dove esiste&#8221;&#8230; un’aggregazione alternativa, </span><strong><span style="color: #323233;">lontana dagli inflazionati stereotipi</span></strong><span style="color: #323233;"> della birreria e della discoteca&#8221; quando in home appare un bel &#8220;musica dal vivo e karaoke&#8221;, con un logo terrificante, in luogo del vecchio ed elegante caratterere con accennate grazie. Non ultimo il menù, che è ancora quello risalente al 2007, quindi mi chiedo se il mancato aggiornamento è una dimenicanza o è una distrazione voluta.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">In sostanza un esperienza che non faticherà a farsi </span><strong><span style="color: #323233;">dimenticare</span></strong><span style="color: #323233;">. Per rifarci la sera successiva (ieri) siamo usciti di nuovo, da una vecchia &#8220;conoscenza&#8221;, giusto-giusto a 150 metri dallo studio dove lavoro, da </span><a href="http://www.nicolacavallaro.it/" target="_blank"><span style="color: #323233;">Nicola Cavallaro</span></a><span style="color: #323233;">. Per </span><strong><span style="color: #323233;">consolarci a dovere</span></strong><span style="color: #323233;"> e spazzare via le prime delusioni della vita, quella che inizia a quarantanni! Ma di questa (decisamente non paragonabile) esperienza vi racconterò un&#8217;altra volta.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">RICETTA</span></strong></h2>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></span></strong></h3>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Zucca mantovana, 400 gr</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Farina 00, 100 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Uovo, 1 </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Grana padano, 50 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Gorgonzola, 250 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Panna, 150 gr </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Sale </span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Noce moscata</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Salvia</span></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tagliate la zucca a tocchi regolari e cuocetela al vapore. Quando cotta mettetela in forno per 20 minuti a 150° per farla asciugare un pò. Passate al passaverdure la zucca ancora calda e unite la farina, l&#8217;uovo, il grana, il sale. Mettete il composto in un sac a poche e tagliate gnocchetti regolari direttamente sulla pentola di acqua bollente. I gnocchi sono cotti quando verranno a galla. Prelevateli con una schiumarola e metteteli in una zuppiera condendoli subito con una parte della salsa. procedete così fino ad esaurimento del composto di zucca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #323233;">Per la salsa</span></strong></em><span style="color: #323233;">: tagliate a tocchetti il gorgonzola e unitelo alla panna fresca. Fatelo sciogliere dolcemente con qualche fogliolina di salvia e la noce moscata.</span></p>
<ul>
<li><strong> </strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zuppa di lenticchie, cavolfiore e tartufo nero</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 07:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piatti unici]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe e minestre]]></category>
		<category><![CDATA[cavolfiore]]></category>
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		<category><![CDATA[tartufo]]></category>
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		<description><![CDATA[Necessaria premessa: per me il tartufo nero non è IL tartufo, ma una specie di succedaneo. Ha i suoi estimatori ma io non vi appartengo (forse anche sbagliando). Non è per tirarmela e nemmeno per alludere al costo che dovrebbe decretare, così a spanne, un maggior pregio. Il tartufo bianco ha tutto un altro fascino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/zuppa-lenti-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5570" title="zuppa lenticchie e cavolfiore" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/zuppa-lenti-1-of-1.jpg" alt="zuppa lenticchie e tartufo con cavolfiore" width="375" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Necessaria premessa: per me il </span><strong><span style="color: #323233;">tartufo nero</span></strong><span style="color: #323233;"> non è IL tartufo, ma una specie di succedaneo. Ha i suoi estimatori ma io non vi appartengo (forse anche sbagliando). Non è per tirarmela e nemmeno per alludere al costo che dovrebbe decretare, così a spanne, un maggior pregio. Il </span><strong><span style="color: #323233;">tartufo bianco</span></strong><span style="color: #323233;"> ha tutto un altro fascino (gustativo). Anche i derivati dei due tartufi sono profondamente diversi. Fatto sta che mi hanno regalato un pò di carpaccio di tartufo nero sott&#8217;olio.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ora, la Nigella che alberga in tutte noi (anche se non tutte possiamo vantare una casa a Belgravia e  un consorte proprietario della Saatchi &amp; Saatchi)  e che emerge nei periodi di sovraccarico di qualche specie, inducendoci ad abbandonare le indolenti tempistiche dello</span><strong><span style="color: #323233;"> slow food</span></strong><span style="color: #323233;">, mi ha portato a cucinare questa deliziosa zuppetta che, se non fosse per la sua realizzazione un pò troppo sbrigativa (tutto a colpi di un implacabile mixer),  potrei tranquillamente consigliare per una cena elegante (la cena elegante è per definizione un pò impegnata, anche tempisticamente).</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-5568"></span>Tra l&#8217;altro sto parlando di una ricetta svuotafrigo: il solito </span><strong><span style="color: #323233;">cavolfiore surgelato</span></strong><span style="color: #323233;"> buono per tutte le stagioni, delle </span><strong><span style="color: #323233;">lenticchie rosse di Colfiorito </span></strong><span style="color: #323233;">selezione Oro (eh&#8230;) e un pò del prezioso contenuto del famoso baslotto, il tartufo già tagliato sottolio (anche se un pò troppo pungente per i miei bizzarri gusti). Ma a mio modesto avviso il trucco di tutta la bontà sta nel servire la zuppa a temperature diverse. Calda, ma non bollente, la zuppa di lenticchie e tiepidina tendente al freddino quella al cavolfiore su cui opportunisticamente sono andata a depositare il tartufo (che, diciamolo, sarebbe stato molto meglio se bianco).</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ecco, ho realizzato una cosa non solo dignitosissima ma anche buona, certo è che l&#8217;olio al </span><strong><span style="color: #323233;">tartufo bianco</span></strong><span style="color: #323233;"> sparso sopra come la pioggia a marzo ne ha decretato l&#8217;indubbia superiorità.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #323233;">Ringraziamenti: ceramiche gentilmente concesse dalla mamma. </span></em></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">RICETTA</span></h2>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></span></h3>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Lenticchie rosse di Colfiorito, 500 gr</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Cavolfiore, 400 gr</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Carota, sedano, cipolla &#8211; uno per ciascuno</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Latte, q.b </span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Alloro, 1 foglia</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Tartufo nero (fresco)</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Olio al tartufo bianco, un pochino</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Lasciate a bagno le lenticchie per 2 ore poi cuocetele senza sale con carota sedano cipolla e alloro. Lessate anche il cavolfiore con un pò di sale. A cottura ultimata di entrambi frullate le lenticchie con tutti gli ortaggi (carota, cipolla, sedano ma senza alloro) salate e pepate. Frullate con un pò di latte anche il cavolfiore fino a ridurlo ad una crema non troppo liquida. Versate la crema di lenticchie calda (ma non bollente!) in un piatto, versateci sopra la crema di cavolfiore (magari scegliendo ghirigori meno mistici dei miei, un bel cerchio va fose meglio) decisamente tiepidina (la mia era quasi fredda ed era ottima così) e aggiungete il tartufo in scaglie. Rifinite con un accenno di olio al tartufo (occhio&#8230; è davvero molto penetrante!) e delle fettine di pane abbrustolito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">VINO CONSIGLIATO  a cura di GIORDANA TALAMONA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong>Orvieto rosso Doc </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span><span style="color: #323233;"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Un pò di <a href="http://www.terredibologna.it/index.php?SETPAGETAG_HOME_CENTER=RUB_QM" target="_blank">cose</a> sul tartufo. Pure <a href="http://www.spigoloso.com/cucina/di-stagione-tutto-cio-che-volevate-sapere-sul-tartufo/">qui</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Cavoli fritti e frattali</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2010/10/29/cavoli-frattali-in-crochette/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 08:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dà il caso che subisca una certa fascinazione per le scienze esatte e per quasi tutte le discipline ad esse correlate. Questo per un motivo fin troppo semplice: non ne capisco un tubo! Quindi, anche se non ne capisco nulla, continuo a guardare trasmissioni sul canale science del National Geographic  e a leggere divulgazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/crochette-broccoli-e-noci-1-of-11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5327" title="crochette broccoli e noci (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/crochette-broccoli-e-noci-1-of-11.jpg" alt="frittelle" width="375" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Si dà il caso che subisca una certa fascinazione per le <strong>scienze esatte</strong> e per quasi tutte le discipline ad esse correlate. Questo per un motivo fin troppo semplice: non ne capisco un tubo! Quindi, anche se non ne capisco nulla, continuo a guardare trasmissioni sul canale science del National Geographic  e a leggere divulgazione scientifica nella speranza che prima o poi mi si schiuda il cervello. Per il momento ho un approccio puramente estetico alla cosa: guardo, ascolto (poco) e ammiro. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tuttavia ho un vantaggio: durante tali visioni ho sempre accomodato al mio fianco un traduttore simultaneo &#8211; nella veste del consorte &#8211; che, mentre le immagini scorrono, spiega e chiarisce cercando di essere il più <em>terra-terra</em> possibile. Riconosco l&#8217;impegno ma, per me, che vedo la scienza (così, genericamente intesa&#8230;) come una materia che complica per spiegare fatti &#8220;semplici&#8221; (o forse sarebbe meglio dire elementari) essa rimane esoterica e misteriosa, al contrario dell&#8217;astrologia che, invece, semplifica ciò che semplice non è affatto e quindi mi è più congeniale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-5272"></span>Ad ogni modo l&#8217;argomento del giorno sono i frattali o meglio <strong>i broccoli</strong>, che vengono sempre citati come un eclatante esempio di frattale. Beh, per aprire e chiudere velocemente  questa parentesi scientifica, prima che, presa dall&#8217;entusiasmo divulgatore,  finisca col proferire qualche castroneria di troppo, dirò &#8211; a chi ancora non lo spesse &#8211; che i </span><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frattale" target="_blank"><span style="color: #323233;">frattali</span></a><span style="color: #323233;"> </span></strong><span style="color: #323233;">sono figure che in una struttura ricorrono <strong>sempre uguali</strong>, anche se in scala diversa e servono alla misurazione di fenomeni o oggetti non altrimenti misurabili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Io trovo il falso caos della natura incredibile, cioè, l&#8217;universo tenderà anche all&#8217;entropia, ma molto spesso ci troviamo di fronte a sistemi e strutture  &#8211; tra l&#8217;altro bellissimi &#8211; che la riconducono a una sorta di <strong>armonica sensatezza </strong>(almeno ai nostri occhi).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Bene, tornado al magereccio, l&#8217;idea del cavolo mi è sorta proprio leggendo della morte di </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benoît_Mandelbrot" target="_blank"><span style="color: #323233;"><strong>Benoît Mandelbrot</strong></span></a><span style="color: #323233;"> </span><span style="color: #323233;">colui che ha dato un nome a questi fenomeni della natura (è il caso di dirlo). E dato che le mie suggestioni culinarie sempre più spesso partono da vie traverse (chessò un libro, un film, una canzone&#8230;), ecco che al consueto appuntamento settimanale con il fruttivendolo mi son fatta dare un bel cavolfiore verde in cui potessi osservare i succitati fenomeni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Poi ho scartabellato uno dei miei libri di ricette per vedere cosa potessi farci con codesto cavolo, che non fosse la solita pasta con i broccoli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><br />
</span><span style="color: #323233;"> </span><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/cavolo-romano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5273" title="cavolo romano" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/cavolo-romano.jpg" alt="cavolo romanesco" width="500" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">RICETTA</span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></span></h2>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Cavolfiore verde o romano di medie dimensioni</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Gherigli di noce, 100 gr</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Spicchi d&#8217;aglio, 2</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Foglie di alloro, 6</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Farina bianca 00, 50 gr + quella per infarinare le crochette</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Burro, 50 gr</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Latte 300 ml</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Uova, 2</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Pangrattato</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Olio di semi per friggere</span></strong></li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><span style="color: #323233;">Sale, Pepe</span></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Mondate e lavate il cavolfiore, dividetelo in cimette e lessatelo in acqua salata. <strong>Scolatelo al dente</strong>. In una padella antiaderente, a fuoco basso, fate imbiondire leggeremente (non deve rosolare, nè bruciacchiare) l&#8217;aglio spremuto con l&#8217;apposito attrezzo, versateci il cavolo e fate andare per qualche minuto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Trasferite il cavolo in una ciotola e con la forchetta schiacciatelo grossolanamente. Realizzate ora una besciamella <strong>molto soda</strong> (molto!) facendo sciogliere il burro e unendo la farina tutta in una volta. Girate bene evitando che si formino grumi e poi, sempre girando, unite il latte caldo a filo. Salate e pepate e aspettate che la besciamella si rapprenda bene, poi spegnete. Lasciate raffreddare. Unite la besciamella ai cavoli e realizzate un composto omogeneo. Intanto tritate i gherigli di noce (non troppo fini) con l&#8217;alloro a cui avrete tolto la nervatura centrale. L&#8217;alloro, invece, dovrà essere tritato finemente. Procedete quindi separatamente per poi unire gli ingredienti in un secondo momento. Misciate e unite ai broccoli con la besciamella. Formate delle palline, infarinatele e poi passatele nell&#8217;uovo sbattuto (per rendere più fluido l&#8217;uovo sbattuto aggiungeteci un <strong>goccio di acqua</strong> a temperatura ambiente) e infine nel pangrattato. Friggetele in olio caldo (ma non fumante) badando che le crocchette siano immerse totalmente nell&#8217;olio. Salate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">VINO CONSIGLIATO a cura di GIORDANA TALAMONA</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><strong>Frascati Doc </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Da mangiare calde. Buonissimo è il <strong>contrasto morbido-croccante </strong>della besciamella con la noce.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Patate Hasselback</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 09:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
		<category><![CDATA[contorno]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[Hasselback]]></category>
		<category><![CDATA[patate]]></category>

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		<description><![CDATA[La patata mi piace. E&#8217; simile a certe persone che stanno dove le metti, sono di buon carattere, accomodanti, non te la fanno pagare se le sistemi per un pò vicino alla zia logorroica, ma anzi le sorridono con cordialità, e in più non ti annoiano mai. Persone rare&#8230; La patata invece no, la trovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/patate-hassel4-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4419" title="patate hasselback (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/patate-hassel4-1-of-1.jpg" alt="patate hasselback, forno" width="448" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">La <strong>patata</strong> mi piace. E&#8217; simile a certe persone che stanno dove le metti, sono di buon carattere, accomodanti, non te la fanno pagare se le sistemi per un pò vicino alla zia logorroica, ma anzi le sorridono con cordialità, e in più non ti annoiano mai. Persone rare&#8230; La patata invece no, la trovi in abbondanza al super e ne puoi fare qualsiasi cosa, anche farla germogliare nel barattolo della salsa. Più <strong>versatile </strong>di così. Comunque chi ha inventato la patata doveva essere un genio: dall&#8217;antipasto al dolce, si presta a qualsiasi piatto e poi sentite, è buona a dispetto della sua &#8220;neutralità&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-4416"></span>Ora, tornando alle <strong>patate Hasselback</strong> mi aveva colpito proprio la loro<strong> forma artefatta</strong>, un pò come le duchesse, tutte e due sembrano appena uscite dal parrucchiere. E poi ho pensato che fosse un modo un pò più ricercato per presentare le patate in tavola. I quadrotti di patate al forno saranno anche buoni, difficilmente sono belli.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">E dato che l&#8217;altro giorno ho cucinato una faraona alla romana e la faraona (o meglio la sua pelle) cava grasso in quantità, creando un intingolo favoloso, ho pensato che la <strong>particolare zigrinatura</strong> delle Hasselback potesse venirgli incontro; tipo jacket potato, insomma, ma <strong>più raffinate</strong>&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"></p>
<div id="attachment_4425" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/patate-hassel1-1-of-11.jpg"><img class="size-full wp-image-4425" title="patate hasselback" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/patate-hassel1-1-of-11.jpg" alt="patate forno" width="500" height="519" /></a><p class="wp-caption-text">patata semicotta condita con pangrattato e parmigiano</p></div>
<p></span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">RICETTA</span></h2>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></h3>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Patate 4,  della stessa dimensione</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Burro, 80/100 gr</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Pan grattato, un&#8217;ombra</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Parmigiano grattuggiato, un&#8217;ombra</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Sale </span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Pepe </span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Sbucciate le patate, sciaquatele bene e  a lungo con acqua fredda e con un coltello affilato realizzate delle incisioni fitte e regolari, che si fermino a circa 1 cm dalla base. La patata non si deve aprire. Salate e pepate bene le patate, divaricando leggermente i tagli. Ungete una teglia da forno e disponete le patate mettendo sopra ognuna di esse un ricciolo di burro. Infornate a forno caldo a 190/200° per circa 30 minuti (il tempo varia a seconda della dimensione delle patate), poi aprite il forno e condite le patate con il burro rimanente, un velo di pan grattato e una spolverata di parmigiano. Infornate nuovamente per altri 20 minuti circa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Aspettate qualche minuto prima di mangiarle, ma degustatele calde</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Crochette con cipolle di Tropea</title>
		<link>http://www.cookandthecity.it/2010/09/19/crochett-co-cipolle-di-tropea/</link>
		<comments>http://www.cookandthecity.it/2010/09/19/crochett-co-cipolle-di-tropea/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 21:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cipolle]]></category>
		<category><![CDATA[crochè]]></category>
		<category><![CDATA[crochette]]></category>
		<category><![CDATA[fritto]]></category>
		<category><![CDATA[pastella]]></category>
		<category><![CDATA[tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono cose più belle al mondo, d&#8217;accordo. Chessò, un budino industriale perfettamente scolpito o una wedding cake dell&#8217;ultimo food coiffeur. Ma non sono tante le cose più buone delle crochette di cipolle. Sarà che io ho una venerazione tutta speciale per le cipolle, qualsiasi sia la loro provenienza. E quando dico che è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/frittelle-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4313" title="frittelle (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/frittelle-1-of-1.jpg" alt="" width="386" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Ci sono cose più belle al mondo, d&#8217;accordo. Chessò, un budino industriale perfettamente scolpito o una </span><em><span style="color: #323233;">wedding cake</span></em><span style="color: #323233;"> dell&#8217;ultimo </span><em><span style="color: #323233;">food coiffeur</span></em><span style="color: #323233;">. Ma non sono tante le cose più buone delle</span><strong><span style="color: #323233;"> crochette di cipolle</span></strong><span style="color: #323233;">. Sarà che io ho una venerazione tutta speciale per le cipolle, qualsiasi sia la loro provenienza. E quando dico che è il mio </span><strong><span style="color: #323233;">ortaggio preferito </span></strong><span style="color: #323233;">la gente mi guarda come se stessi scherzando.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">La storia delle cipollle di </span><strong><span style="color: #323233;"><a href="http://www.google.com/imgres?imgurl=http://rete.comuni-italiani.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/tropea-mare.jpg&amp;imgrefurl=http://rete.comuni-italiani.it/blog/geo/102044&amp;usg=__DB7CyNnEw4Ll2sEd8POXzxNn8Mw=&amp;h=600&amp;w=800&amp;sz=251&amp;hl=it&amp;start=15&amp;sig2=_zQSBX7evNDL3HmgkLo6Lw&amp;zoom=1&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;tbnid=7i6M7L6gvj5jXM:&amp;tbnh=107&amp;tbnw=143&amp;prev=/images%3Fq%3Dtropea%26um%3D1%26hl%3Dit%26safe%3Dactive%26client%3Dopera%26sa%3DN%26rls%3Dit%26tbs%3Disch:1&amp;ei=FH-WTJLEBIi6jAei_qyRBQ" target="_blank">Tropea</a></span></strong><span style="color: #323233;"> va di pari passo con il panetto di mandorle. Mio fratello ha passato le ferie in Calabria e mi ha portato cipolle e panetto. Il panetto è riposto in una specie di reliquiario. Sono in quella angosciante situazione in cui sono perfettamente consapevole che lasciandolo lì si seccherà, ma d&#8217;altro canto non voglio nemmeno iniziare ad usarlo perchè so che &#8211; una volta finito &#8211; tocca farmi 1200 km per il procacciamento. E&#8217; una situazione assurda, simile a chi compra le sedie del tavolo buono e poi ci lascia su il cellophane per non rovinarle, accompagnando le cadreghe verso il loro triste destino di orrore e plastica. Ahhhh&#8230;qualcuno mi liberi dal dilemma: usare o non usare?</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-4312"></span>Vabbè, intanto le cipolle le ho usate perchè mi sono affiorate due idee: crochette di cipolle, da una ricetta gentilmente concessa da mia mamma e una pasta con cipolle caramellate di cui sperimenterò prossimamente i possibili esiti.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Queste crochette, che sembrano i gomitoli di raffia, </span><strong><span style="color: #323233;">sono croccanti fuori e morbide dentro e dolcissime</span></strong><span style="color: #323233;">. Perchè ricordate, le cipolle di Tropea sono uniche!</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h2><span style="color: #323233;">RICETTE</span></h2>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h3><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></span></h3>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">Cipolle grosse di Tropea, 4</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">Farina, 100 gr</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">Uovo intero, 1</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">Acqua minerale gassata fredda  q.b.</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><strong><span style="color: #323233;"> </span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #323233;">Olio per friggere</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Olio extravegine di oliva, 50 ml</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p><span style="color: #323233;">Affettate le cipolle abbastanza fini e fatele appassire  in 50 ml d&#8217;olio a fuoco dolce. Preparate intanto una pastella non troppo liquida con la farina, l&#8217;uovo e l&#8217;acqua minerale gassata fredda. La pastella dovrà nappare pesantemente le cipolle, per cui versate poca acqua alla volta per arrivare alla giusta consistenza. Cotte le cipolle tuffatelenella pastella e mescolate bene. Per evitare che la pastella con le cipolle si scaldi, inserite il suo contenitore in uno più grande nel quale avrete messo acqua fredda e ghiaccio. Prendete un cucchiaio e create delle quenelle, immergentele nell&#8217;olio caldo (ma non fumante) e toglietele quando avranno peso colore. Nel caso la pastella sia troppa e le crochette risultino troppo &#8220;piene&#8221;, scolate l&#8217;impasto con un colino a trama larga.</span></p>
<p><span style="color: #323233;">VINO CONSIGLIATO a cura di GIORDANA TALAMONA</span><br />
<strong> </strong></p>
<p>Cirò Rosato Doc</p>
<p><strong></p>
<p></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<blockquote><p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Non indugiare, sono da mangiare subito</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
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		<title>I peperoncini ripieni di Sergio (senza tonno!)</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
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		<category><![CDATA[Verdure cotte]]></category>
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		<description><![CDATA[Sergio è un mio amico, oltre che ottimo cuoco e bravissimo jazzista (professionista!), ed è sua la ricetta di questi peperoncini ai capperi e acciughe. Se vi piacciono le cose saporite, eccovi una cosa che fa salivare come un molosso. I peperoncini sono quelli tondi e piccanti, le acciughe quelle sotto sale (che vende il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/peperoncini-ripieni-1-of-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3125" title="peperoncini ripieni (1 of 1)" src="http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/peperoncini-ripieni-1-of-1.jpg" alt="" width="367" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Sergio è un mio amico, oltre che ottimo cuoco e bravissimo </span><a href="http://www.sergioorlandi.it/" target="_blank"><span style="color: #323233;">jazzista (professionista!)</span></a><span style="color: #323233;">, ed è sua la ricetta di questi </span><strong><span style="color: #323233;">peperoncini ai capperi e acciughe</span></strong><span style="color: #323233;">.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Se vi piacciono le </span><strong><span style="color: #323233;">cose saporite</span></strong><span style="color: #323233;">, eccovi una cosa che fa salivare come un molosso. I peperoncini sono quelli tondi e piccanti, le acciughe quelle sotto sale (che vende il pescivendolo nelle latte) e i capperi di Pantelleria (sempre sotto sale!). L&#8217;incontro delle 3 cose è <strong>esplosivo</strong> e, mangiato uno, non saprete più come fermarvi.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Tra l&#8217;altro voglio anche sottolineare una cosa: a me i peperoncini con il ripieno di tonno non piaccono particolarmente, li trovo &#8220;pesanti&#8221;, stucchevoli. Ma questi sono decisamente </span><strong><span style="color: #323233;">un&#8217;altra cosa: oserei dire, raffinati.</span></strong></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><span id="more-3124"></span>Ciao Ferbo! Ti saluta anche Gabiele! <img src='http://www.cookandthecity.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">RICETTA</span></h2>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #323233;">Ingredienti</span></span></h3>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Peperoncini tondi piccanti</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Acciughe sotto sale grosse (quelle nella latta di ferro)</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Capperi sotto sale </span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Olio extravergine d&#8217;oliva</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<ul style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"> </span></p>
<li><strong><span style="color: #323233;">Aceto bianco</span></strong></li>
<p><span style="color: #323233;"> </span></ul>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #323233;">Le dosi non ci sono, è tutto q.b. in base a quanti peperoncini intendete fare. </span></em></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Pulite i peperoncini eliminando i semi all&#8217;interno avendo l&#8217;accortezza di aprirli dal picciolo. Lavateli sotto acqua corrente e poi sbollentateli per 10 minuti in una soluzione leggermente salata di acqua e aceto al 30%. Scolateli, e fateli raffreddare. I peperoni non devono ammorbidirsi troppo, per cui controllate attentamente la cottura. Prendete un&#8217;acciuga dissalatela e così il cappero. Arrotolate l&#8217;acciuga attorno al cappero e poi inserite tutto all&#8217;interno del peperoncino. Sterilizzate i vasetti di vetro (anche i tappi). Inserite qualche peperoncino e riempite il vaso di olio extravergine d&#8217;oliva. Chiudete bene.</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">&gt; ATTENZIONE! </span><span style="color: #323233;">Per preparare questi deliziosi peperoncini procuratevi dei guanti di lattice. Non scherzo. Io mi sono procurata un&#8217;ustione da peperoncino (si chiama proprio così), il dolore è proprio quella di una scottatura con acqua bollente, durato più di 12 ore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #323233;"> </span></p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;">Da mangiare come antipasto, con pane casereccio di grano duro</span></p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">VINI CONSIGLIATI a cura di <a href="http://www.cookandthecity.it/about/" target="_blank">GIORDANA TALAMONA</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #323233;"><em>Nessuno. </em></span><span style="color: #323233;"><strong>Perchè?</strong> La piccantezza è quella sensazione pungente e penetrante,  non è facile da abbinare ai vini. Nel caso del peperoncino la sostanza responsabile di questa “bruciante” sensazione è la capsicina, nel caso del pepe, la piperina. Se questa sensazione rimane entro certi confini è possibile ancora scegliere un vino che abbia buona morbidezza, che sia vellutato grazie alla presenza di alcol e glicerina, in caso contrario l’abbinamento è impossibile. Con questa preparazione personalmente non ci abbinerei alcun vino, ma chi volesse può abbinare un <strong><em>Valpolicella Superiore Doc</em></strong>. </span></p>
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