Ci sono cose più belle al mondo, d’accordo. Chessò, un budino industriale perfettamente scolpito o una wedding cake dell’ultimo food coiffeur. Ma non sono tante le cose più buone delle crochette di cipolle. Sarà che io ho una venerazione tutta speciale per le cipolle, qualsiasi sia la loro provenienza. E quando dico che è il mio ortaggio preferito la gente mi guarda come se stessi scherzando.
La storia delle cipollle di Tropea va di pari passo con il panetto di mandorle. Mio fratello ha passato le ferie in Calabria e mi ha portato cipolle e panetto. Il panetto è riposto in una specie di reliquiario. Sono in quella angosciante situazione in cui sono perfettamente consapevole che lasciandolo lì si seccherà, ma d’altro canto non voglio nemmeno iniziare ad usarlo perchè so che – una volta finito – tocca farmi 1200 km per il procacciamento. E’ una situazione assurda, simile a chi compra le sedie del tavolo buono e poi ci lascia su il cellophane per non rovinarle, accompagnando le cadreghe verso il loro triste destino di orrore e plastica. Ahhhh…qualcuno mi liberi dal dilemma: usare o non usare?











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