Antipasti

La focaccia di Recco

recco focaccia

Era da anni che rincorrevo la ricetta della focaccia di Recco, mangiata una volta e mai più dimenticata. Pensavo a chissà quale preparazione. In definitiva per fare una buona focaccia genovese un pò di accorgimenti ci vogliono. Ma la focaccia di Recco è un’altra cosa: è un impasto non lievitato, quindi veloce, croccante e morbido e ripieno di voluttuosa crescenza. Con questo non voglio dire che sia facile come scucchiaiare dalla latta dei fagioli, unirvi due spezie e presentarlo in tavola come l’ultima leccornia; insomma un pò alla Nigella. La focaccia di Recco è veramente una leccornia, ma è una preparazione relativamente semplice. Io ho fatto solo due prove per arrivare ad un risultato soddisfacente. La ricetta è quella di un noto ristorante milanese di cucina ligure. Mi ha dato alcuni suggerimenti inattesi. Ve li giro.

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Mousse di prosciutto cotto, la delicata

Nutro sempre dei forti (e spesso fondati) sospetti quando qualche vivanda mi viene presentata come delicata. Normalmente non sa di un tubo. Delicato è un termine capzioso – come lo è carina, per esempio – non sai mai se è un modo gentile per liquidare una cosa piuttosto insapore o un aggettivo che suggerisce qualcosa con una sua chiara personalità, ma mai invadente.

 

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Fichi e gorgonzola (con noci e miele)

Considerazione ficosa del giorno. I frutti di primavera piacciono non solo perchè sono buoni, ma anche perchè non se ne può più di mele e arance. Insomma, è come quando vi trovate l’assicuratore a casa, poi anche vostra suocera vi sembrerà un dolce sogno (o qualsiasi altra persona non di vostro gradimento). Anche se paragonare le ciliegie alla suocera (o a qualsiasi altra persona non di vostro gradimento) non è poi così calzante, spero che la metafora sia chiara a tutti e dunque mi chiedo: perchè i frutti autunnali non vengono accolti con lo stesso entusiasmo di quelli primaverili ed estivi? Forse perchè dopo aver goduto di meloni e angurie, fragole e ciliegie, pesche e albicocche ci siamo assuefatti alla bontà e questi ci sembrano quisquilie?

 

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I peperoncini ripieni di Sergio (senza tonno!)

Sergio è un mio amico, oltre che ottimo cuoco e bravissimo jazzista (professionista!), ed è sua la ricetta di questi peperoncini ai capperi e acciughe.

 

Se vi piacciono le cose saporite, eccovi una cosa che fa salivare come un molosso. I peperoncini sono quelli tondi e piccanti, le acciughe quelle sotto sale (che vende il pescivendolo nelle latte) e i capperi di Pantelleria (sempre sotto sale!). L’incontro delle 3 cose è esplosivo e, mangiato uno, non saprete più come fermarvi.

 

Tra l’altro voglio anche sottolineare una cosa: a me i peperoncini con il ripieno di tonno non piaccono particolarmente, li trovo “pesanti”, stucchevoli. Ma questi sono decisamente un’altra cosa: oserei dire, raffinati.

 

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Crumble di caponata

Che buono il crumble! E che buona la caponata! Perchè non farli incontrare? Secondo me si sposano magnificamente. Se volete presentare uno “sfizioso” originale eccovi accontentate/i. Giusto-giusto come antipasto, appetizer o per accompagnare un pesciolino bollito o una bistecca alla griglia.

Tra l’altro, ho scoperto (accidentalmente) un modo fantastico per realizzare un crumble “morbido” e friabile. Mi spiego. Qualche tempo fa assaggiai una torta di mele buonissima (che pubblicherò prima o poi). Una base di pastafrolla integrale, molto profumata, con l’interno di mele e a copertura un crumble scioglievolissimo e umido. Ho provato duecento vole a fare sto crumble, ma nulla di simile a quello! Poi un giorno lo rifeci e non avendo la farina 00, realizzai la torta con la farina che avevo: la farina per dolci con agenti lievitanti. Ecco dove stava l’inghippo! Il lievito. In tal modo il crumble diventa… bè, provatelo, non saprei proprio trovare il termine appropriato. So solo che è buonissimo.

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Crema di sedano rapa e capesante

Davvero un connubio interessante quello del sedano rapa (a me quasi sconosciuto, e incontarto per sbaglio in qualche cruditè) con le capesante. Avevo un ricordo del sedano rapa come di qualcosa di coriaceo, dal sapore eccessivamente pungente e con una personalità un pò troppo spiccata per poterlo abbinare a qualcos’altro. Insomma, non è un tipo diplomatico e di buon carattere come la patata.

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