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L’altro giorno mi telefona la Pasqui mentre io stavo – indovinate un po’… – cucinando.

Mi chiede che fai di buono, la pastasciutta le dico io, come incalza lei, col pomodoro rispondo io.

Poi, tra una chiacchiera e l’altra le dico: “Ma sarà mica poca per tre…”

“Perché quanta ne hai fatta?” borbotta lei con tono apprensivo

“150 grammi”

“Beh 150 grammi a testa non mi sembrano pochi…”

“No Pasqualina, 150 grammi in tre!”

“…”

Dall’altra parte del telefono ho avvertito un silenzioso disappunto. Credo di averla ferita.

Per farla breve,  sebbene da queste parti la pasta giri poco e poca (non più di 1 volta a settimana e non più di 70 gr a testa), devo dire che quelle poche volte che me la concedo, cerco di non lesinare in materie prime e ricette felici.

Questa, poi, è felicissima: fresca, profumata, sorprendente. Di chef Filippo La Mantia.

Mi chiedo come ho fatto a non pensarci prima io 😉

Qui trovate la video-ricetta dove La Mantia spiega alcune cose. Potete condire la pasta con il solo pesto di agrumi, molto semplicemente, o arrichendola – come fa lui – con scarola, bottarga e mollica di pane.

La mia versione è con colatura di alici, ma solo perché la sventurata manca di una buona dispensa.

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Ricetta

Ingredienti x 4

 

  • Arance, 4 bionde non troppo grosse
  • Capperi sotto sale, 50 gr
  • Mandorle spellate, 200 gr
  • Olio evo, 50 ml
  • Basilico, foglie di un mazzetto
  • Sale

Facoltativo

  • Scarola saltata in padella, q.b
  • Bottarga (io colatura di alici), q.b
  • Mollica di pane tostata, q.b

 

Sbucciate le arance e private gli spicchi della parte bianca riservando solo la polpa.

Frullate la polpa con le mandorle, i capperi (che avrete dissalato), l’olio e il basilico. Frullate con il frullatore ad immersione. Aggiustate di sale.

Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Io ho usato i bucatini, ma potrebbero andare bene anche gli spaghettoni o i troccoli. Condite con il pesto agli agrumi, allungandolo con poca acqua di cottura della pasta nel caso si fosse rappreso un po’. Guarnite con scarola, bottarga o colatura e mollica di pane tostata (a secco).