struffoliSiete sopravvissuti a cene e cenoni? Io sì, ho pensato bene di farmi venire l’influenza. Tutto sommato non è male: il virus obbliga a rinunciare ad ogni forma di festosa crapuloneria. E’ da prendere con filosofia: un virus può salvare le arterie. Non mi ha però risparmiato giorni e giorni di preparativi.

Chi mi segue sull’altra pagina  – dove golose anteprime si succedono prima che appaiano su questo blog, insomma un privilegio… – ha visto comparire questa delizia napoletana senza che ne fosse annunciata la prossima pubblicazione. E’ perchè il cultone provoca sempre un certo batticuore unito a esitazione.

Ora, io ho più amiche napoletane che milanesi, perché si sa, qui a Milano legare con il prossimo è assai più difficile che in ogni altra parte del pianeta. Va da sé che se l’amicizia è nata è per merito loro, non certo mio.

Tutta questa frequentazione extraregionale ha portato però a interessanti contaminazioni gastronomiche. Insomma chi ero io per preparare gli struffoli a Natale prima di conoscere Pasqualina, Antonia o Assunta…giusto per citarne una manciata? Sarei stata una parvenu. Certe cose vanno tramandate oralmente e infatti Telecom ringrazia.

In realtà non c’è una grande storia da raccontare dietro alla mia voglia di struffoli. C’è sempre stata e una volta vinto il timore reverenziale grazie alle esperte del settore, mi sono buttata.

Ho chiaramente esagerato, tant’è che ora ciambelle di struffoli sono variamente disperse per la regione.

Ho voluto anche dare un tocco personale alla ricetta, in barba alla tradizione, per poi scoprire che non c’era nulla di così originale nel mio tocco. Assunta dà questo tocco da decenni. Meglio così. I napoletani non si offenderanno più di tanto e io mi consolo nel credere di aver comunque avuto un’idea non troppo balorda. Anzi, se devo essere sincera è un intervento caldamento consigliato. Profumo e aroma ringrazieranno.

Questa è la ricetta con lo strutto, che io preferisco perchè rende gli struffoli maggiormente friabili. Ormai Natale è passato. Tenetela buona per l’anno venturo. Anche il 1 di gennaio è l’anno venturo. Volendo…

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Ricetta

Ingredienti

  • Farina, 600 gr
  • Uova, 5
  • Zucchero, 2 cuchiai rasi
  • Strutto, 70 gr
  • Liquore all’anice o limoncello, 1 bicchierino da liquore
  • Limone e arancia zeste,  2+2
  • Sale, 1/2 cucchiaino
  • Miele di fiori d’arancio (o acacia o millefiori), 500 gr
  • Canditi misti (arance-cedro-zucca), 250 gr
  • Confettini colorati
  • Strutto o olio di semi per friggere

Disponete la farina a fontana, rompete le uova, unite lo zucchero, il sale, le zeste degli agrumi (1+1), lo strutto morbido (ma non liquido), il liquore. Impastate bene fino ad ottenre una palla omogenea ma piuttosto sostenuta.  L’impasto non dovrà essere troppo molle.

Mettete a riposare per almeno 30 minuti. Rimprendete l’impasto, lavoratelo ancora un poco e poi realizzate delle palline grosse come mandarini. Tirateli con le mani fino a formare delle lunghe stringhe del diametro del vostro mignolo (diciamo 1 cm circa). Tagliate i serpentelli ottenuti creando delle piccole palline. Disponeteli man mano su un telo infarinato.

Una volta esaurita l’operazione friggete un pò alla volta gli struffoli in strutto od olio ben caldo. Le palline devono dorare, ma non eccessivamente. Scolatele con la schiumarola e fate assorbire l’eccesso d’unto su un foglio di carta assorbente.

Fate sciogliere il miele e aggiungete una parte dei canditi, circa il 60%. Mescolate, poi versate nel miele gli struffoli, chiaramente a fuoco spento. Fate impregnare bene nel miele girando con un cucchiaio di legno. Create la “ciambella” versando su un piatto di portata gli struffoli, ricordandovi di mettere un bicchiere al centro affinchè si formi il foro. Io ho fatto monoporzioni.

Guarnite con i restanti canditi, i confettini e…una grattata di buccia di limone e arancia.

Nota! Come mi ha consigliato Assunta le zeste di limone e arancia le potete anche stemperare prima del miele. A voi.

 

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