Il croissant reso facile (…in 20 minuti!)

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Quando mi sono imbattuta in questa ricetta ho provato un misto di felicità e diffidenza.

Un pò come quando scopri che vanno in saldo al 70% quel paio di mocassini che hai sempre e solo visto a 400 euro. Alla fine la felicità ha il sopravvento, perché è scientificamente provato che quello a cui preferiamo credere sono le fregature, purchè positive.

Questa ricetta, in realtà, non appartiene al genere, benchè, sulle prime, la perplessità è stata tanta. E sarei davvero ingiusta se lasciassi passare questo messaggio.

Quindi ho deciso di pubblicarla per una serie di motivi.

Ci siamo messe in due: io e Rossana Iodice, che, adesso, mentre scrivo, dovrebbe dormire (non ricordo mai la questione del fuso orario, dato che lei abita in Texas).

Dicevo, sia a me che a Rossana  – quindi non una qualunque, inattendibile, cuoca da strapazzo ;) – son usciti dal forno, due ottimi prodotti. I suoi (manco a dirlo…) un pò più bellini in quanto ad alveolatura. La sua ricetta qui (in attesa che la pubblichi).

Anche la mia è dignotosissima e – se devo essere sincera -  del tutto simile e, anzi, a volte anche un pò meglio di tante alveolature che ho visto in giro.

Insomma, questa ricetta ha del miracoloso: in quattro e quattr’otto otterrete croissant non solo bellissimi, ma anche buonissimi.

Sia io che Rossana siamo rimaste piacevolmente sorprese nello scoprire che, questo prodotto da forno, realizzato  un po’ alla carlona, ha fragranza e gusto ottimi.

Questa ricetta è la più simile per sapore, ma anche per leggera consistenza, ai veri croissant francesi, rispetto a quelli ottenuti con buona parte delle ricette finora provate.  La crosta è straordinariamente friabile e l’interno morbido, profumatissimo di burro e con quel tipico sapore neutro del vero croissant francese.

Ribadisco, con questa ricetta si riesce ad ottenere comunque un ottimo prodotto, anche se non si hanno due giorni pieni a disposizione. La ricetta è relativamente facile e se mettiamo insieme il tempo di impasto, quello dei giri e della formatura non credo si arrivi a 20 minuti d’orologio. Io ho apportato lievissime modifiche alla ricetta originale, se non altro perché, lavorando con il caldo, il burro arrivava ad un punto di morbidezza critico troppo velocemente.

Questo è quanto. Della serie: minimo sforzo, massima resa. Se poi volete, c’è sempre la ricetta a prezzo pieno ;)

Ricetta

Ingredienti x 8-10

  • Farina manitoba (io W330), 250 g
  • Burro, 150 g
  • Latte, 60 g*
  • Acqua, 65 g*
  • Lievito di birra, 12 g
  • Zucchero, 30 g
  • Sale, 1 presa

Non ho usato il mixer rispetto alla ricetta originale. Tagliate dunque il burro a cubi di almeno 1 cm di grandezza (anche 1,5 cm; anche irregolari come dimensioni) distribuiteli distanziati su carta forno e fateli raffreddare in frigo (questa operazione potete farla quando vi pare e potete anche dimenticarli per qualche giorno).

Fate sciogliere il lievito nei liquidi a temperatura ambiente (non tiepidi!). Mettete in frigo per 5 minuti.

Disponete la farina in una coppa ampia e unteci il sale, lo zucchero, i liquidi con il lievito e alla fine il burro. Impastate molto velocemente con una spatola (non toccate con le mani l’impasto!), appena prende forma versate su un piano di lavoro infarinato e concluedete velocemente l’operazione. Ottenere una palla. Non ha molto importanza se non sarà particolarmente bellina e omogenea. Cercate solo di non far sciogliere o ammorbidire troppo il burro.

Rimettete la palla nella coppa e coprite con pellicola. Dimenticatevela per una notte. Il giorno dopo – quando sarete di comodo – riprendete il vostro impasto e stendetelo velocemente fino ad ottenere un rettangolo di circa 40X 25 cm. Infarinate bene sia mattarello che piano lavoro.

Riavvolgete il rettangolo nella pellicola e lasciatelo in frigo nella parte più fredda, per un’ora.

Riprendete il vostro impasto e dategli i 3 giri di pieghe classici, uno dietro l’altro. In sostanza piegate in tre il vostro “foglio” di pasta come fosse una lettera da imbustare, poi stendetela con il matterello per fargli riprendere le dimensioni originarie, poi giratela di 90° verso di voi, e ripiegate. Così per 3 volte, compresa questa.

Formate subito i croissant credando dei triangoli che avvolgerete su di loro tendendoli leggermente. Poi fate lievitare fino al raddoppio. Se volete prima di infornare potete spennellare delicatamente il croissant con tuorlo d’uovo, diluito con un cucchiaino d’acqua e poi sbattuto. Eventualmente rifinite con zucchero semolato. Se volete lasciare il gusto neutro, non fate nulla, e infornate a 180° fino a doratura, circa 20-25 minuti.

N.b. credo possiate ottenere un’alveolatura migliore della mia se taglierete il burro a grossi pezzetti irregolari.

*errata corrige: i liquidi non sono 125 per ogni tipo ma 125 in totale.

 

 

 


15 Comments

  1. Spettacolari!!!!!!!!!!!!!! Grandissima Sara!
    Un abbraccio

  2. Non so perché :) sarà per la velocità, sarà per il risultato, ma questi croissant meritano di essere provati. Grazieee della ricetta

  3. GENIO!!
    questa ricetta sono le Jimmy Choo trovate sulla bancarella del mercatino, altrochè!
    bacini

  4. Bellissimi!!!!! e in così poco tempo!

    Ma il riposo tutta la notte va fatto in frigo?

    Ciao
    Silvia

  5. Ma che spettacolo!!
    Ho sempre evitato i croissant perchè ultimamente ho pochissimo tempo, ma questa alternativa è a dir poco fantastica!!
    A presto

  6. Beh che dire!!! SONO SENZA PAROLE!!! Mi segno la ricetta visto che di solito mi ci vuole una giornata, o quasi, per farli!!!
    GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  7. posso anche lavorare l’impasto in ghiacciaia, o davanti al reparto carni della Metro: non avrò MAI una alveolatura bella come la tua…

  8. a quanto lo metto il forno? 180°?
    li proverò!!

  9. Erica, Rossella, Barbara, grazie!
    Silvia, si tutta la notte
    Nicol. è un’ottima alternativa.
    Mila grazie anche a te
    Pillow…dici? mah
    lauretta, si 180° 190° (il forno deve essere caldo!)
    Ornella: grazie a te per la risonanza mediatica…

  10. I 20 minuti sono davvero teorici , ma se fossero reali non varrebbe la pena di perderli e chiamarli croissant mi sembra veramente eccessivo. Spiace postare questi commenti ma i croissant francesi sono tutt’altra cosa.

  11. Giovi: non ti devi dispiacere, devi stare solo più attento a leggere. Nessuno dice che questi sono i veri croissant francesi ma qualcosa che gli assomiglia molto, infatti io dico che “questa ricetta è la più simile per sapore, ma anche per leggera consistenza, ai veri croissant francesi,”. Quindi la più simile partendo da un metodo che non è, e non può essere, quello del vero croissant. E alla fine nemmeno il risultato è identico, ma molto simile e assolutamente accettabile. I 20 minuti – come continuo a spiegare – non sono teorici. Per l’impasto e formatura questi sono i tempi. Poi certo ci sono quelli di riposo e lievitazione. Ma nel complesso l’esecuzione è molto più breve e facile. Ciao

  12. fantastici, ma rispetto agli altri sembra siano più facili da fare e ci voglia meno tempo o sbaglio, grazie per questa ricetta super

  13. Ha scritto: “Rimettete la palla nella coppa e coprite con pellicola. Dimenticatevela per una notte.” Dove in frigo?
    Mi complimento con te, sei bravissima. Saluti Anna

  14. Anna, sì …in frigo. Grazie epr i complimenti

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