Per quanto mi riguarda, sono arrivata al consueto periodo estivo in cui la voglia di cucinare mi deve proprio saltare addosso. Il che, poi, non è una gran tortura dal momento che ciò mi pone davanti ad una interessante opportunità, a onore del vero molto poco esplorata dalle mie parti: quella delle cruditè, del fast food (sano però) e dell’occasionale digiunto per nulla forzato.
Posts made in luglio, 2011
Non voglio star qui a fare la falsa modesta, devo riconsocere che ogni tanto qualche idea mi riesce proprio bene. Magari mi accadesse sempre e in tutti i campi dello scibile!
Gelato. Complice il caldo di questi giorni e la conseguente poca fame sto perdendo qualche centimetro di circonverenza e il che non può farmi che piacere.
Non che le mie meningi sprizzino tutta sta originalità ultimamente. Ora, mio figlio è un bimbo di tre anni e mezzo come tanti: coniuga perfettamente il passato remoto del verbo accedere, conosce la sequenza esatta dei pianeti del sistema solare, disegna solidi geometrici con l’ombra riportata e fa la candela riuscendo a stare a testa in giù per 3 minuti esatti.
Scherzo naturalmente! E’ un bimbo di tre anni e mezzo, caccoloso, con l’orlo delle unghie perennemente nero e che mangerebbe solo patate fritte con ettolitri di Coca cola (proprio inzuppati dentro!). Quindi niente cose sane e genuine come quelle che gli propina la mamma.
Che io abbia un debole per la Francia non è un mistero per gli intimi. Predilezione piuttosto invisa a dire il vero, i francesi non sono poi tutta sta gran simpatia: se la tirano, sono piuttosto sbrigativi e pensano di essere il metro del mondo, un pò come gli americani ma, se possibile, pure con maggior convinzione e con quella punta snob che li rende così come sono: francesi, appunto!
Avrei voluto fare i pici in casa, artigianalmente, poi sono stata tentata da ciò era già confezionato. Una pasta di tutto rispetto, pare, di cui però non menzionerò il nome dal momento che per far “reclame” - nella vita reale – normalmente mi faccio pagare. E non in derrate alimentari ma in soldoni sonanti. Qualcuno ha, poi, sempre da ridire su questa mia poco dignitosa abitudine: ma ognuno fa quello che può…;)
E’ però giunto il momento che presti fede a una promessa, quella fatta a Giordana che, tempo fa, mi chiese la ricetta di questo piatto il quale, a suo dire (e non solo), è da sturbo :O. Effettivamente non posso che confermare.










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