Posts made in luglio, 2011

Madeleines alla carota

Ed è subito Proust. Ancora giovine studentessa scrissi pure un tema con il titolo “Madeleine”, nel quale raccontavo che la mia madeleine in realtà era una caramella Golia (sempre roba mangereccia, il che doveva presagire al mio ineluttabile destino). Comunque, per chi ha letto la La Recherche, l’assaggio della madeleine è una tappa obbligatoria nella propria vita: un pò come il viaggio a Parigi o la schitarrata sulla spiaggia con gli amici. Che poi a me la madeleine non susciti nessuna reminiscenza, vabbè… ma le madelines sono un dolcetto decisamente appagante.

 

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I GOLOSOTTI©

ghiaccioli frutti bosco

Mmmmm…ma che è sta roba? Voglio dire, sarà mica l’estate questa. Magari per gli inglesi, ma qui siamo abituati ad altro, signori. Certo, questo è anche paese di tasse alte, di governi equivoci, di gente inaffidabile, del latin lover che ti fischia dall’auto con la canotta a rete e la ciabatta in finta pelle, delle mamme collose e dei figli cozza.

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Scoprendo gli Champagne di Egly Ouriet

champagne

Egly Ouriet è un grande produttore di Champagne, su questo non c’è dubbio. L’ho scoperto pochi giorni fa ad una cena con amici nel ristorante Il Chiodo di Usmate, dove Stefano Cesana patron del locale e l’amico sommelier Stefano Santoni, ci hanno abituato ormai a grandi degustazioni ragionate, alla scoperta dei grandi vini francesi. Questa volta un’eccezione: una cena senza troppe analisi e parole, un puro piacere edonistico e conviviale dove Egly Ouriet è stato protagonista indiscusso, ma discreto, accompagnando in maniera intima e personale, la serata. Così, la degustazione che vi descrivo seguirà la strada della mia personalissima analisi, supportata da quella dei miei amici e vicini di posto.

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Griessstrudel con albicocche

Griessstrudel

E’ che  continuo a girarci intorno, ma il coraggio a due mani non ce l’ho ancora. Voglio dire, avevo abbozzato qualcosa che lontanamente poteva somigliarci: crema di ricotta e pasta fillo, un ripieno morbido con una copertura scrocchiate. Poi il nulla…mesi a pensare. Ed ecco che mentre penso mi vien fuori questo studelino, copiato qui e chiamato, nella sua lingua, Griessstrudel (proprio con 3 S). Certo l’ho un pò ritoccato, una limata qua, un’aggiunta lì (ciò che mi usciva seguendo pedissequamente tale ricetta era un composto troppo liquido per essere contenuto in una pasta sfoglia), ma è andato via in un lampo.

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Copyright testi e foto 2012 © Sara Melocchi