Posts made in maggio, 2011
Non vi nascondo che il titolo è volutamente provocatorio, ma ciò non si riferisce solo alla ricetta, particolarmente lussuriosa, ma all’intenzione di sondare i possibili esiti (divertenti) delle ricerche sul web. Forse qualcuno si ricorderà del post su Google, le chiavi di ricerca e il conseguente approdo a questo blog.
Divertimenti – magari non troppo intelligenti – a parte, è con questo post che vorrei introdurre un argomento a me particolarmente non caro: il cioccolato. Non caro perchè non lo amo con quella visceralità che contraddistingue tutti coloro che invece dicono di amarlo, sempre e solo senza riserve. Chi lo ama così, lo ama a tutto tondo, anche i surrogati, le schifezze immonde, i prodotti commerciali a base di simil-cacao (Nutella a parte, s’intende
), i pasticci della sorellina alle prese con i suoi primi esperimenti in cucina (chiaro col cioccolato). Come se poi fosse un alimento facile.
Il mio livello di incompresione per alcuni neologismi o semplici contrazioni è davvero disarmante. Giravo per Coquinaria & C. e leggevo di entusiaste per l’arrivo del Ken. Sulle prime – non scherzo – ho pensato al supposto fidanzato di Barbie. D’accordo, poi non mi ci è voluto molto per capire che si trattava d’altro.
Arrivo al dunque: mi è arrivato il meraviglioso aggeggio della Kenwood. Si vede che è roba inglese (cioè, mi pare fatta sempre in Cina, ma su sguardo vigile di qualche solido e pragmatico anglosassone che fa le cose perchè durino, è evidente). Pesa un accidente e già lo scatolone mostra tutto il senso di superorità d’oltremanica. I caratteri cubitali del logo sono a dir poco esibizionistici e aggirandomi per il parcheggio del negozio dove l’ho acquistato, sono stati in molti che non hanno potuto fare a meno di buttare l’occhio su un macchinario da cucina che esubera l’ingombro di un carrello. Cioè è grande quanto la cucina di molte persone.
Dai su non facciamo gli snob, ditemi che anche voi vi siete sorbiti il matimonio del secolo. Io ho puntato la sveglia. E poi anche se mi diceste di no non ci crederei. Eravamo in due miliardi inchiodati davanti alla tv nell’attesa di vedere la scena che ci ha tormentato fin dalla più tenera infanzia: Cenerentola che impalma l’ambito principe, ovvero una poverina qualunque che grazie alla sua bellezza, virtù e bontà, si affranca dal crudele destino fatto di fatica e stracci.
Quante frignacce! Kate è una tosta, non è mica l’irritante stordita delle favole: è del Capricorno, c’ha il sopracciglio di Grimilde, un significativo patrimonio che le ha permesso di frequentare le migliori scuole (oltre ai migliori partiti del Regno) e, quel che più conta, una madre manager.









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