Posts made in marzo, 2011

Frittelle di riso dolci (…e velocissime)

frittelle di riso dolci zucchero
L’idea di fondo è che non avrei garantito nulla. Dopo aver sbagliato clamorosamente dosi, sabato mi ritrovo con mezzo kg di riso cotto (che in buona parte è ancora in frigo che attende qualche decoroso destino) e poche idee  - e altrettanta poca voglia – su come riutilizzarlo. Poi è arrivata l’ora di merenda con l’invincibile trio (babbo, figlio e  nonna) che reclamavaqualcosa che non fosse il solito tè con gli oswego. Alla fine, anche se il carnevale e la festa del papà (del resto sono delle frittelle di San Giuseppe ) son passati, ho utilizzato parte del riso per fare dei dolcetti fritti e  zuccherati. Dico anche che il riso era talmente tanto che le ho rifatte una seconda volta. Anche per fotografarle. Quelle di sabato sono sparite nel tempo di una doccia (la mia).

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Chablis, lo Chardonnay venuto dal freddo

Tempo fa sono andata in Borgogna, in un viaggio che mi ha portata a toccare sia la Côte-d’Or che Chablis. Chi ama il vino sa benissimo che quella zona vitivinicola è tra le più importanti al mondo, un luogo imperdibile per chi cerca di capire le varie declinazioni del vino. Vagando a spasso per il paesino di Chablis ci siamo imbattuti in una enoteca che offriva degustazioni di vari produttori della zona… beh vi dirò, la zona è bellissima, il paesino pure, ma sta di fatto che uscita da quella giornata non potevo certo dire di saperne molto di più su Chablis. La dovuta premessa è che le case vitivinicole più blasonate che avevo contattato si erano negate per una visita, senza neppure degnarsi a rispondere alle mie e-mail… ah, i francesi… Detto questo, recentemente ho partecipato ad una serata organizzata da Ais Monza e Brianza che è valsa tutta la mia conoscenza su quella zona.

Chablis è sinonimo di Chardonnay. La zona si trova a nord della Borgogna, più vicino a Parigi che a Beaune, in prossimità della regione dello Champagne, posizione geografica enormemente caratterizzante per la coltivazione del vitigno.

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Pudding alle amarene con crema al limone

Beh, è risaputo,  più si cerca di star lontani da una certa cosa più questa inizia a emanare un insano fascino. Come molti sapranno questo periodo è, per me, quello della dieta disintossicante e in un momento storico quantomai tossico, ecco che spunta la mia indole salutista. Non che mi sia venuta a noia la buona cucina e il buon cucinare, ma per quanto mi riguarda non si può lasciare il nostro corpo ad alcoli e peperonate per troppo tempo. Giuro che in un’altra vita mi alzerò presto la mattina per fare i miei 40 minuti di corsetta (sul tapis roulant in inverno, sia chiaro) e mi nutrirò solo di semini e beveroni. Ma dato che una sola esistenza mi è stata e, fortunatamente,  anche di golosità e peccaminose dolcezze è fatta, devo riconoscere che, per ora, non mi va poi troppo di rinunciarvi. Ho dunque  sfornato questa delizia, il pudding di amarene con crema al limone, davero facile e forse anche un pò svuota frigo, sebbene mi renda conto che non tutti hanno la possibilità di avere in dispensa 9 kg di amarene in sciroppo della Fabbri.

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Veneziane, brioche del mattino

brioche

E’ indubbio, i lievitati danno grandi soddisfazioni. E, devo aggiungere, che in linea di massima  - con molta poca modestia ;) – generalmente mi riescono pure abbastanza bene. Ho però un debole per alcune specialità piuttosto che altre e, una su tutte, la veneziana, che come ormai tutti sapranno non è solo il dolce del Capodanno, ma è anche una brioscina da colazione e merenda,  asciutta e…profumatissima. Ora, come per un altro lievitato, ci ho messo un pò per trovare la ricetta “perfetta”, che poi ho scovato qui, dove si riporta  l’impasto di Ilio Berselli.

Difatti, l’idea che ho della veneziana è molto precisa e mi riconduce immediatamente a quelle che fà Panarello,  biscottificio piuttosto noto (dato che produce anche biscotti e panettoni per la grande distribuzione…ebbene si) ma che ha bottega in una traversa di via Torino (a Milano) dove propone meravigliosi prodotti da forno. E’ un bugigattolo davvero suggestivo e qui si trovano pure kranz, pandolci, e biscotti della salute. Per tornare a bomba, le veneziane di Panarello sono leggerissime (proprio in termini di peso…) morbide e davvero profumate.

 

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Domenico Clerico, un viticoltore vero

barolo

Qualche settimana fa mi è capitata la rara fortuna di partecipare ad una verticale di Barolo Domenico Clerico. Se qualcuno di voi conosce il nome del produttore e soprattutto la qualità dei suoi vini, può capire l’emozione di degustare quattro Barolo Docg Ciabot Mentin Ginestra. Le annate? Presto dette: 2006, 2005, 2004 e la divina 1999! La cosa incredibile che oltre alla verticale di Barolo c’erano in degustazione quasi tutti i vini dell’azienda Clerico, compreso il Barolo Docg Pajana 2006. All’appello mancava solo il Percristina, una delle punte di diamante Clerico che mi regalerò a breve, sempre che qualcuno non voglia provvedere prima… nessuno si fa avanti eh? Immaginavo!:)

Stefano Cesana patron de Il Chiodo di Usmate era riuscito ad avere in sala il produttore stesso, uno di quei viticoltori “veri”, che vanno in vigna personalmente ogni santo giorno che Dio manda in Terra.

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