
L’idea di fondo è che non avrei garantito nulla. Dopo aver sbagliato clamorosamente dosi, sabato mi ritrovo con mezzo kg di riso cotto (che in buona parte è ancora in frigo che attende qualche decoroso destino) e poche idee - e altrettanta poca voglia – su come riutilizzarlo. Poi è arrivata l’ora di merenda con l’invincibile trio (babbo, figlio e nonna) che reclamavaqualcosa che non fosse il solito tè con gli oswego. Alla fine, anche se il carnevale e la festa del papà (del resto sono delle frittelle di San Giuseppe ) son passati, ho utilizzato parte del riso per fare dei dolcetti fritti e zuccherati. Dico anche che il riso era talmente tanto che le ho rifatte una seconda volta. Anche per fotografarle. Quelle di sabato sono sparite nel tempo di una doccia (la mia).







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