Cotognata bars, uno di quei nomi tamarri come i Centocelle nigthmare. Ma cosa volete, anche la foto è tagliata male (mi pare). Non mi sto impegnando, c’è poco da dire, la mia mente è assorbita da altro. E’ che son piena di lavoro come un uovo, la mia vis creativa è dovuta momentaneamente deviare altrove e non riesco ad essere brillante, devo ancora fare il cambio guardaroba e sistemare in ordine cromatico i pullover, sbinare il frigo e lavare la macchina – che attende la sua toelette dalla primavera scorsa – e tra poco è Natale e avrò la suocera a casa per tre giorni che starà sul divano, come Paolina Bonaparte sul triclinio, a far scrocchiare l’epistrofeo mentre io spignatterò in cucina pur sapendo che assaggerà tutto ma non mangerà nulla. Vita grama!
Ma non vi dimentico miei silenziosi lettori.









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