Posts made in novembre, 2010

La cassoeula, amarcord…

cassoeula

Da piccola, quando i miei amici uscivano a mangiare con i genitori andavano in pizzeria, poi dai primi anni Ottanta i più fortunati andavano da Burgy (poi divenuto MCD).

 

Io invece andavo dalla Tullia una trattoria alla buona e davvero scalcagnata, vicino a casa.
Qui si mangiava – a detta dei miei – una cassoeula eccezionale (oltre a nervetti, cipolline all’agro, salamini con cetrioli bianchi sottaceto, ossibuchi, minestrone alla milanese con croste di grana e risotto in cagnoni). In più era anche abbastanza economica.

 

Dopo un’improba scampagnata nelle nebbie padane, questa signora assai risoluta ti accoglieva nel locale in modo asciutto e se tu provavi a chiederle: “Signora, cosa c’è stasera per cena?” lei, senza levare lo sguardo da altro, ti rispondeva: “Chel che vöri mì”.
Percepiva l’avanzino come un affronto personale, ogni tanto passava in ricognizione verso i tavoli e controllava il tuo piatto poi, se traccia di cibo trovava, brandendo il mestolo diceva: “Se non finisci i piselli, tu, da qui, non ti alzi”.

Leggi il resto del post...

…ve la racconto io, l’Asta del tartufo

tartufoAsta del tartufo bianco d’Alba, 14 novembre 2010. No, non si tratta del Mercato del tartufo che si tiene nel centro storico di Alba, ma dell’Asta del tartufo che si svolge, dal 1999, nel castello di Grinzane Cavour. Io e il mio compagno siamo partiti il giorno prima, invitati dall’organizzazione. La cronaca è presto detta: tredici tartufi bianchi battuti per 307,2 mila euro complessivi, con due lotti da 100 e 105 mila euro. Mica male no? Ma fatto il resoconto saliente dell’asta, ho voglia, in realtà, di raccontarvi dell’altro. Momenti e sensazioni che hanno reso questo week end davvero speciale. Questa è la prima parte.

Le vigne di Gaja: abbiamo partecipato, con altri giornalisti, ad una simulazione di ricerca del tartufo a Barbaresco, sabato 13, ore 16.30. Tocca attraversare le vigne, ormai spoglie, di Gaja, celeberrimo e costosissimo produttore di vino. Allungo una mano su un grappolino ancora attaccato e, calandolo dall’alto come una Vestale, me lo pappo. Ma quando mi capita più?

Leggi il resto del post...

Figura di tonno in crosta di pistacchi. Uscita d’emergenza per single

tonno pesce in crosta

Sono rimasta una single (si dice ancora?) per diversi anni, poi il mio principe azzurro mi ha rapita e sono diventata la regina di una villetta bifamiliare in Lomellina. Insomma, storie che di certo non capitano tutti i giorni. Ma quando si arriva a trentanove anni suonati succedono due cose: affiorano le zampe di gallina e si sfaldano coppie di amici. E il mondo si riempie di single di ritorno. Sapete, non dovrei dirlo, ma trovo questa cosa tristissima. Gente che è stata sposata per quindici anni è improvvisamente fiondata in un modo che non riconosce più (il matrimonio volente o nolenete ti cristallizza un pò). All’inzio fatica a muoversi, poi, se non riprende una vita di coppia abbastanza velocemente, si ritrova a cinquant’anni a ballare la macarena con il professore del figlio o a fare il viveur cinico vestito come Little Tony.

Leggi il resto del post...

Muffin al caffè e yogurt. Prova n. 3

muffin al caffè

Parliamo subito del “gusto“, anche contravvenendo allo spirito promotore di questi post sui muffin. Se ce ne fosse la possibilità io il caffè me lo sparerei direttamente per endovena. Al di là che ho sviluppato una specie di dipendenza dal caffè (che poi sia fisica o psicologica poco importa), dipendenza che mi ha portato anche ad abusarne (e giusto-giusto per accentuare quel poco di nervosismo che occasionalmente mi coglie) è anche vero che la mia “passione” per il caffè ha qualcosa che si avvicina a una velata forma di feticismo. Mi piace l’odore che la moka sprigiona e invade la casa, mi piace anche quello della torrefazione, qualche chicco lo tengo anche nel fazzoletto per sniffarlo, o nella borsetta, sempre i chicchi li mangio con il cioccolato o dopo cena come digestivo, mi piace anche l’odore che emana la tazzina dopo che si è bevuto il caffè (cosa che fa inorridire mio marito e forse non solo lui…).

Leggi il resto del post...

Tagliatelle al cacao e ragù di zucca

tagliatelle

L’idea era qulla di prendere la macchina domenica e andare al castello di Grinzane: c’è stata la fiera del tartufo. Poi, più che il maltempo, è stato apprendere che ci sarebbe stata l’asta, con il necessario corollario di celebrità. E io che rifuggo la mondanità come  la peste bubbonica è stato un motivo in più per starmene a casa. Ho pensato quindi  a Roma, una bella gita nella capitale: là vanno ancora in giro con il soprabito e a mezzodì mangiano in terrazza. Poi l’ho accennato al consorte che non mi ha manco risposto. Che sintesi! Ormai ci intendiamo anche senza parlare!

Effettivamente l’idea di rimanere bloccati due ore in uscita, sulla tangenziale milanese, e poi in entrata, sur raccordo anulare dè Roma ( e poi viceversa) non lo allettava granchè, magari con il treenne urlante e la pioggia che ci avrebbe accompagato fino a Sasso Marconi. Per una gita in giornata, gli sembrava di sfidare veramente troppo la sorte. Credo abbia avuto ragione.

Leggi il resto del post...

about me

segnalami :)

post recenti

Pollo alla curcuma e yogurt

Mauritius, rum e vaniglia

Torno presto

Cheesecake blu

Identit‡ Golose, i protagonisti della cucina

Copyright testi e foto 2012 © Sara Melocchi