…ve la racconto io, l’Asta del tartufo (seconda parte)

Castello asta del tartufo

Eccomi a voi con la seconda parte del mio week end nelle Langhe.

14 novembre 2010, Asta del tartufo. Il castello: l’evento tanto atteso si svolge, dal 1999, nel bel castello di Grinzane Cavour, quello stesso che un tempo fu del Conte Camillo Benso, protagonista indiscusso dell’Unità d’Italia. Molti non sanno che il Conte non solo fu un importante produttore di vino, ma diede un sostanziale apporto alla tecnica vitivinicola del tempo migliorandone la qualità produttiva. All’interno del castello è presente un museo etnografico delle Langhe nel quale si possono vedere sia preziosi oggetti appartenuti al Conte, che allestimenti inerenti la vita locale, dal ’600 in poi. Io e il mio compagno c’eravamo stati molti anni prima, io ancora studentessa. Quello era il periodo in cui lo obbligavo a fare il “tour risorgimentale”, passando per castelli, campi di battaglia ed ossari di guerra, ripercorrendo passo, passo i fatti salienti della nostra storia ottocentesca. Sì, sì, lo so, qualunque altro uomo sarebbe fuggito da quei sentieri storico-paranoico-mentali, ma sarà proprio per questo, per la pazienza di Socrate che lui ha, che stiamo assieme da oltre 15 anni. Voi che dite? Ma torniamo a noi. Devo ammettere che quando ho rivisto il castello di Grinzane Cavour ho avuto un tuffo al cuore perché, in vero stile amarcord, mi sono venute in mente le sue parole: “Un giorno ci entrerai come giornalista”. E così è stato.

Nulla al caso: la macchina organizzativa che sta dietro all’Asta è qualcosa di incredibile, tutto è stato curato nei minimi dettagli. Parcheggi accessibili, navette sempre disponibili per raggiungere il castello ed ombrelli forniti dallo staff per evitare che “le belle pettinature delle signore” (come avrebbe detto una giornalista de “La vita in diretta”!) si rovinassero sotto una fastidiosa pioggerellina autunnale che, per fortuna, si è fatta sentire per poco tempo.

Gli sbandieratori: mi agitano sempre! So di esagerare, ma l’idea che un’asta arrivi dall’alto, impalandomi in vero stile Vlad Dracul, ha fatto sempre capolino nella mia mente malata. Troppi film d’orrore, evidentemente! Questo per dirvi la mia ansia quando, arrivati al castello, mi sono trovata di fronte ad un numero smisurato di sbandieratori che ci hanno fatto fare una camminata d’onore nel centro del piazzale, con i tamburini che ritmavano i nostri passi. Temendo che ricominciassero a lanciare in alto le loro aste, ho affrettato freneticamente il passo, lasciando indietro il mio compagno, ed inciampando rovinosamente stortandomi una caviglia!

asta Tartufo d'Alba

L’enoteca: dentro al castello è presente anche l’enoteca regionale del Piemonte, la seconda sorta in Italia dopo quella di Siena. L’aperitivo di benvenuto si teneva lì, con due bianchi in degustazione, un Roero Arneis ed uno Chardonnay piuttosto interessanti, abbinati a deliziosi stuzzichini. Quello che, su tutti, mi ha deliziato il palato è stato un crostino con formaggio (credo Castelmagno), miele ed una profumatissima nocciola del Piemonte. Lo rifarò a casa…tutto sta a trovare le vere nocciole del Piemonte!

L’educazione prima di tutto: tra i tanti volti noti che affollavano l’Asta mi ha colpito Juliana Moreira, la brasiliana che ha condotto Paperissima Sprint. A parte l’indiscussa bellezza, la chioma nera, lucidissima e morbida (che invidia, con l’umidità i miei capelli sembravano quelli di nonna Addams!), ha dimostrato una simpatia ed una timidezza che non mi aspettavo. Mi trovavo all’interno dell’enoteca ed è arrivata lei. Si è guardata in giro, ha fatto un timido sorriso e ha salutato con un incerto “buongiorno… buongiorno a tutti”! Mi ha dato l’idea di una che, entrando nella sala d’aspetto del medico della mutua, saluti tutti e chieda con esitazione “Chi è l’ultimo?” Carina davvero!

GIORDANA TALAMONA


9 Comments

  1. Anch’io, anch’io il Crostino Castelmagno e nocciola del Piemonte! Peccato che il Castelmagno che si trova qui al supermercato spesso sembri gesso…

  2. Come darti torto? L’erborinatura dov’è? e le nocciole del Piemonte Igp?nei prodotti trasformati quanti NON ce ne saranno? Per esempio, banalmente, non trovi che da un paio d’anni la Nutella abbia cambiato sapore?

  3. che bello! mi sarei fatto murare nell’enoteca! :D

  4. Sì, è vero, una volta la Nutella era molto più buona! Pensavo di essere io ad aver cambiato gusti, ma ora mi rendo conto che invece è la Nutella ad aver cambiato gusto!!

  5. care è che si invecchia e tutto una volta sembrava più buono :)

  6. @Symposion: effettivamente il pensiero mi ha sfiorato, soprattutto con tutti quei Barolo in selezione!:)))
    @Elena: guarda mi son confrontata con altre persone ed anche loro mi dicono che il sapore è decisamente cambiato!
    @Sara: eh,eh temo che, a parte l’età (che inizia a farsi sentire), i motivi siano altri…da dove verranno le nocciole? Ovviamente NON dal Piemonte!:))Ho intervistato uno di slow food, per esempio, e mi diceva che un tempo eravamo primi produttori, al mondo, di ceci. oggi quelli secchi vengono dal Marocco e tunisia, quelli in scatola dal Canada… e la Bresaola Igp? I capi vengono dal sud-america…

  7. devo chiedere a Marco lui il sig. ferrero l’ha conosciuto, una volta mi deve aver detto qualcosa circa le nocciole… :)

  8. Grande!chiedi che son curiosa!!:))

  9. anch’io ne so una sulle nocciole…:D Bello l’alrticolo Giordi!!!

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

about me

continua a leggermi

Subscribe via RSS

Copyright testi e foto 2012 © Sara Melocchi