Con mia somma sopresa noto che uno dei miei alimenti preferiti (vedi foto) non è ancora comparso in menù. Nulla mi impedirà mai di fare incetta di uova anche in barba al buon senso medico che ne prescrive due alla settimana (scusate, ma chi segue veramente il diktat salutistico?)
Tuttavia la sua cattiva fama travalica la prassi medica e penetra in qualla linguistica con significati non sempre lusinghieri: camminare sulle uova, fare una frittata, cercare il pelo nell’uovo, essere pieno come un uovo, rigirare la frittata, rompere le uova nel paniere (a qualcuno). [fonte wikiquote]. Invece proporrei un’ ovazione all’uovo, una sua glorificazione, tanto è buono così, quanto indispensabile per la realizzazione di torte dolci e salate, paste caserecce, creme pasticcere e non e ripieni di carne (più altra roba che al momento mi sfugge). Insomma un alimento che è spesso un comprimario, anche quando accostato al tartufo, ma che meriterebbe tutt’altra attenzione.








commenti