Archivio di novembre 2010
Con mia somma sopresa noto che uno dei miei alimenti preferiti (vedi foto) non è ancora comparso in menù. Nulla mi impedirà mai di fare incetta di uova anche in barba al buon senso medico che ne prescrive due alla settimana (scusate, ma chi segue veramente il diktat salutistico?)
Tuttavia la sua cattiva fama travalica la prassi medica e penetra in qualla linguistica con significati non sempre lusinghieri: camminare sulle uova, fare una frittata, cercare il pelo nell’uovo, essere pieno come un uovo, rigirare la frittata, rompere le uova nel paniere (a qualcuno). [fonte wikiquote]. Invece proporrei un’ ovazione all’uovo, una sua glorificazione, tanto è buono così, quanto indispensabile per la realizzazione di torte dolci e salate, paste caserecce, creme pasticcere e non e ripieni di carne (più altra roba che al momento mi sfugge). Insomma un alimento che è spesso un comprimario, anche quando accostato al tartufo, ma che meriterebbe tutt’altra attenzione.
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L’altro ieri, il giorno del mio …esimo compleanno, il mio terzo mi propone di uscire a mangiare. Qualche anno fa ci eravamo imbattuti in una bella trattoria, nemmeno troppo alla buona, con un menù composto da specialità locali (siamo in Lomellina), “creativamente” riviste e molto ben eseguite, con una selezione di formaggi interessantissima, oltre ad un’ottima cantina (il posto nasceva, mi pare, come enoteca). In tal locale si organizzavano anche eventi gastronomici di un certo interesse: tavole rotonde del tipo “Facciamo il punto sul salame di Varzi“, serate storico-gastronomiche sulle grasse abitudini alimentari di Lodovico il Moro o presentazione di libri dell’ultimo enoantropologo.
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Eccomi a voi con la seconda parte del mio week end nelle Langhe.
14 novembre 2010, Asta del tartufo. Il castello: l’evento tanto atteso si svolge, dal 1999, nel bel castello di Grinzane Cavour, quello stesso che un tempo fu del Conte Camillo Benso, protagonista indiscusso dell’Unità d’Italia. Molti non sanno che il Conte non solo fu un importante produttore di vino, ma diede un sostanziale apporto alla tecnica vitivinicola del tempo migliorandone la qualità produttiva. All’interno del castello è presente un museo etnografico delle Langhe nel quale si possono vedere sia preziosi oggetti appartenuti al Conte, che allestimenti inerenti la vita locale, dal ’600 in poi. Io e il mio compagno c’eravamo stati molti anni prima, io ancora studentessa. Quello era il periodo in cui lo obbligavo a fare il “tour risorgimentale”, passando per castelli, campi di battaglia ed ossari di guerra, ripercorrendo passo, passo i fatti salienti della nostra storia ottocentesca. Sì, sì, lo so, qualunque altro uomo sarebbe fuggito da quei sentieri storico-paranoico-mentali, ma sarà proprio per questo, per la pazienza di Socrate che lui ha, che stiamo assieme da oltre 15 anni. Voi che dite? Ma torniamo a noi. Devo ammettere che quando ho rivisto il castello di Grinzane Cavour ho avuto un tuffo al cuore perché, in vero stile amarcord, mi sono venute in mente le sue parole: “Un giorno ci entrerai come giornalista”. E così è stato.
Nulla al caso: la macchina organizzativa che sta dietro all’Asta è qualcosa di incredibile, tutto è stato curato nei minimi dettagli. Parcheggi accessibili, navette sempre disponibili per raggiungere il castello ed ombrelli forniti dallo staff per evitare che “le belle pettinature delle signore” (come avrebbe detto una giornalista de “La vita in diretta”!) si rovinassero sotto una fastidiosa pioggerellina autunnale che, per fortuna, si è fatta sentire per poco tempo.
Continue reading “…ve la racconto io, l’Asta del tartufo (seconda parte)” »
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