Si dà il caso che subisca una certa fascinazione per le scienze esatte e per quasi tutte le discipline ad esse correlate. Questo per un motivo fin troppo semplice: non ne capisco un tubo! Quindi, anche se non ne capisco nulla, continuo a guardare trasmissioni sul canale science del National Geographic e a leggere divulgazione scientifica nella speranza che prima o poi mi si schiuda il cervello. Per il momento ho un approccio puramente estetico alla cosa: guardo, ascolto (poco) e ammiro.
Tuttavia ho un vantaggio: durante tali visioni ho sempre accomodato al mio fianco un traduttore simultaneo – nella veste del consorte – che, mentre le immagini scorrono, spiega e chiarisce cercando di essere il più terra-terra possibile. Riconosco l’impegno ma, per me, che vedo la scienza (così, genericamente intesa…) come una materia che complica per spiegare fatti “semplici” (o forse sarebbe meglio dire elementari) essa rimane esoterica e misteriosa, al contrario dell’astrologia che, invece, semplifica ciò che semplice non è affatto e quindi mi è più congeniale.








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