Posts made in settembre, 2010

Ricette da Oscar! Un nuovo contest di C&C

contest cinema

Allora non voglio star qui ad annoiarvi con i miei amarcord, ma il punto è che da quarant’anni o poco meno mi nutro di pane e celluloide. Ho una madre fanatica di cinema, di Hollywood, di attori, di registi e compagnia bella.

Allo stato attuale credo abbia una videoteca di circa 3000 titoli. E’ la mia riserva aurea, ci trovo film introvabili o quelli che passano ad ore indicibili solo su Fuori orario. Sono quelli che mio marito chiama i mattoni (ricordate Fantozzi e la corazzata Potemkin ?), i più digeribili li chiama forati (sempre di mattoni stiamo parlando). Ultimamente mi è venuta la voglia di vedere Rohmer, l’ultima visione risale agli anni Ottanta alla Cineteca italiana…Vabbè mi sto dilungando ben oltre i mie propositi iniziali.

 

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Apfeltorte con enigma

torta mele

L’enigma è lo streusel, mi ci è voluto un pò per capire che si trattava del crumble (o una cosa molto simile). Ma la nebulosa non si è dissolta così.

Nei paraggi di casa mia, esiste una birreria che si stacca un pochino dal solito clima fatto di noia e pizzerie che costellano l’anonimo paesaggio gastronomico di certe provincie. Bene, non che sia gran cosa, intendiamoci, ma ha un menu esotico  tipicamente mitteleuropeo - senza contaminazioni italiote, almeno mi pare  - e ti presentano dei wurstel che son dei veri wurstel e lo stinco con le patate che assomiglia ad uno stinco con patate, i crauti con le bacche di ginepro oltre al famoso piatto porco, un trionfo di carne suina da far rabbrividire Trimalcione. Dimenticavo, ci sono anche un migliaio di marche di birra.

 

 

 

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Stracotto con cipolle

Per me non sono mai esistite le mezze stagioni, esiste l’inverno e l’estate. Insomma non vado molto per il sottile. E per me l’inverno inizia quando mi occorrono i pedalini per stare seduta davanti al computer. E’ il contrario del disgelo, più passano i giorni, più il rafferddamento delle mie estremità – da ferma – si fa veloce. Dunque cosa pensate che presenti sul mio desco in simil giornate? Brodi e minestre, brasati e stufati, vin brulè e zabaioni.

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La Malvasia di Casorzo Doc sposa le fragole

vino rosso malvasia casorzo

Una piacevole scoperta suggerita da un amico sommelier che di esperienza ne ha da vendere, Fiorenzo dell’AIS di Milano. “Prova questa Malvasia di Casorzo” – mi ha detto un giorno en passant – “Conosco questo produttore che fa un ottimo vino dolce, la prossima volta te ne porterò due bottiglie da provare”. E così è andata. Le due bottiglie sono arrivate e, complice l’estate ed una cena tra amici, ne abbiamo aperta una dopo poco. Un vero successo e, ripeto, una piacevole scoperta!

 

Eh già perché la Malvasia di Casorzo è un vino da dessert piemontese poco conosciuto che meriterebbe, invece, di balzare all’attenzione degli appassionati. Venendo alla storia di questo vitigno pare che abbia origini greche come la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, entrambe a bacca nera ed aromatiche.

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Paciarella o torta di pane

torta di pane

A dispetto della sua apparente povertà, questa torta possiede una sfilza di nomi da far invidia ad un esponente della Real Casa: paciarello, paciarella, torta di pane, torta paesana, turta de lacc, torta del michelaccio o, in slang lombardo, turta del michelas (il michelaccio, per chi non lo sapesse, è uno slandrone o, in altri termini, un flâneur ). Come chiamarla dunque? Io direi come vi pare. E un approccio non molto diverso lo userei per la sua preparazione. Di fatto non esiste una ricetta ufficiale per il semplice motivo che è una torta di recupero, realizzata con quello che è rimasto di commestibile nelle scansie della cucina. Più o meno e in ordine sparso: pane secco, biscotti, amaretti, pan d’anice (ma se non ce l’avete è uguale…), cacao amaro, cioccolato, uvetta sultanina, cedro cadito, pinoli, burro, zucchero, latte (a volte uova ma c’è chi, come la sottoscritta, non le mette).

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