Posts made in luglio, 2010

Tanti saluti e un’idea: la raccolta “Fornelli in vacanza”

AGGIORNAMENTO

del 1 ottobre 2010

La raccolta è terminata e non sono previste proroghe. Entro un tempo ragionevole verrà realizzato un concretissimo pdf da scaricare che sarà collocato da qualche parte in home page! A presto…

Nota dolente. Non sono molto brava coi convenevoli e saluti. Insomma, normalmente non vado molto più in là di un: “Beh, ciao io vado…”. Mmmm…Ma  questo blogghino neonato, misconosciuto e di poche pretese mi ha dato una certa soddisfazione, i “risultati” finora ottenuti sono decisamente incoraggianti e di molto superiori alle mie più rosee aspettative (risultati nei quali includo anche il mio divertimento e alcune nuove e carinissime conoscenze di fornello), per cui desidero spendere qualche parola in più per ringraziare sinceramente tutti coloro che mi seguono con assiduità, ma anche i navigatori di passaggio e coloro che periodicamente e silenziosamenre vengono a sbirciare i miei “pasticci”.

 

E per non lasciarvi così, con le mani in mano, mi piacerebbe lanciare un’idea: una raccolta per gourmet globetrotter.

 

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Gelato allo zafferano

Ad un certo punto ho pensato che La cucina italiana mi stesse leggendo nel pensiero. O viceversa. E’ qualche mese che penso ad una ricetta e puntualmente, il mese seguente, viene pubblicata. Quindi non so cosa pensare, se ho idee originali o fin troppo banali. Dunque, in questo momento di gelati e granite ho pensato ad un incontro con lo zafferano (a cui ha pensato anche la celebre rivista nel numero del mese scorso), una spezia che in Italia viene utilizzata prevalentemente per il risotto alla milanese. Peccato.

In ogni caso sappiate che il gelato allo zafferano ha proprio il sapore che vi aspettereste: di risotto in giallo, ma dolce. E giusto perchè lo zafferano, a mio modesto avviso, tende ad accentuare la percezione di dolcezza del gelato, vi consiglio di abbianarlo  a un gusto come quello del cioccolato fondente, sia esso gelato o tavoletta grattugiata (sempre fondente!), come vedete nella foto. Comunque a qualcosa di amaro (forse anche del liquore?). Il connubio con il cacao trovo sia particolarmente indovinato. Quella che vi fornisco è la ricetta di una celebre gelateria milanese.

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La pasta frolla per crostata della mia [bis]nonna

Diciamo che io sono un tipo “salato”, nel senso che preferisco il sale allo zucchero  - e forse lo sono anche in senso figurato – ma esistono le dovute eccezioni. Diciamo anche che alle cose soffici preferisco quelle croccanti e friabili e a quelle spugnose le cremose e umide.

 

Dunque la rusticissima crostata della nonna mi piace molto. E qui casca l’asino. Tralasciando le urende crostate commerciali, anche andando di casa in casa non è detto che la faccenda volga a sempre al meglio. Spesso sono troppo secche o troppo dolci, troppo sciape o troppo alte, con troppa marmellata o ibridate con la paradiso (a causa di un’eccessiva quantità di lievito, nel caso venga messo).

 

 

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Le temperature di servizio dei vini

Qualche giorno fa vi avevo anticipato quanto fosse importante la temperatura di servizio di un vino per poterne apprezzare tutte le sensazioni olfattive e gusto-olfattive. Ricordate cosa accadde con il passito di Borgo delle Oche? L’avevo servito ad una temperatura troppo bassa (8°C, orrore!) e questo non gli aveva permesso di esprimersi, subito, al meglio. L’effetto termico di un vino, infatti, condiziona fortemente la sensibilità dei recettori posti sulla lingua e nella cavità orale!

Vero è, soprattutto in estate o in ambienti caldi, che è sempre meglio servire un vino ad una temperatura più bassa, magari di un paio di gradi, che fare il contrario. Il motivo è evidente, infatti il vino lasciato per qualche secondo nel bicchiere tenderà facilmente a raggiungere la perfetta temperatura di servizio, mentre se servito troppo caldo non potrà che scaldarsi ulteriormente.

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Un invito all’ Osteria del Pomiroeu

Il lavoro che svolgo ufficialmente ogni tanto mi da la possibilità di essere invitata in posti davvero interessanti. Parlo di ristoranti ovviamente, luoghi deputati a questi incontri di pseudo-lavoro.
L’ultima occasione mi ha portata al Pomiroeu di Seregno. Breve scorsa sul web per capire dove, cosa, chi e quando (non sono più molto aggiornata da quando relagata in questo lembo di terra lomellina).
Pare interessante: un ristorante che ha acquistato 1 stella Michelin (dovrebbe ancora valere qualcosa…) e 2 forchette Gambero Rosso grazie al talentuoso chef Giancarlo Morelli, e al suo creativo aiuto Fabio Moriconi, classe ’84 (mi fa sempre un pò effetto apprendere che persone che hanno 15 anni in meno di me non vanno più nel girello), colui che ha inventato il Risotto dell’Anno.

 

 

 

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