Posts made in giugno, 2010

Crumble di caponata

Che buono il crumble! E che buona la caponata! Perchè non farli incontrare? Secondo me si sposano magnificamente. Se volete presentare uno “sfizioso” originale eccovi accontentate/i. Giusto-giusto come antipasto, appetizer o per accompagnare un pesciolino bollito o una bistecca alla griglia.

Tra l’altro, ho scoperto (accidentalmente) un modo fantastico per realizzare un crumble “morbido” e friabile. Mi spiego. Qualche tempo fa assaggiai una torta di mele buonissima (che pubblicherò prima o poi). Una base di pastafrolla integrale, molto profumata, con l’interno di mele e a copertura un crumble scioglievolissimo e umido. Ho provato duecento vole a fare sto crumble, ma nulla di simile a quello! Poi un giorno lo rifeci e non avendo la farina 00, realizzai la torta con la farina che avevo: la farina per dolci con agenti lievitanti. Ecco dove stava l’inghippo! Il lievito. In tal modo il crumble diventa… bè, provatelo, non saprei proprio trovare il termine appropriato. So solo che è buonissimo.

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Biancomangiare di riso al profumo d’arancia

Non è piaggeria, ma questo biancomangiare è nato per “merito” di Menta&Cioccolato, o meglio, della sua raccolta, e a causa di una mia svista: non mi sono accorta che tra le condizioni per partecipare  c’era quella di NON usare il forno. Nella preparazione che ho segnalato in prima battuta (questa), io il forno l’ho usato, e per ben 2 ore! Ho dovuto ripegare su qualcosa d’altro. Ma meglio così, altrimenti questo delizioso dessert non sarebbe mai nato.

 

 

Dunque, anche questa ricetta, come la precedente – il bicchierino con ciliegie e panna acida – è di mia esclusiva invenzione :) . Questo non vuol dire che magari ci sia al mondo qualcuno che fa una cosa simile ed è chiaro che questa non è necessariamente una garanzia, ma il risultato è decisamente interessante (mettiamola così, non voglio apparire presuntuosa).

 

 

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Amaretti morbidi

amaretti morbidi

Immagino che tutto il mondo conosca gli amaretti morbidi, quelli con piccole crepe fuori ma morbidi dentro e profumati di mandorle ed armelline. Ecco, qualcuno mi deve aver detto che sono facili da farsi. Devo aver rimosso quel qualcuno per evitare di strozzarlo.
Del resto mi sono fissata su questa ricetta, io sono così vintage e demodè che preferisco gli amaretti di Mombaruzzo ai macaron (ma a quanto pare non sono la sola che non impazzisce per i dolcetti parigini…). Tuttavia, la prima volta che ho tentato di produrre gli amaretti simil-Sassello,  sono usciti dal forno i “sasselli” di amaretto, non commestibili ma utilizzabili come palline da golf. Ho provato a farli non so quante volte, ma mai niente di accettabile.
Poi ho pensato di avere delle pretese eccessive, dato che ho la cattiva abitudine di pretendere che biscottini famosi come questi, mi vengano – al primo colpo e nel forno di casa – identici a quelli che ho assaggiato nella migliore pasticceria di Asti.

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Borgo delle Oche … quando il Gewurztraminer si fa dolce

Passito, nettare divino che si fa facilmente amare. Più che uno spot pubblicitario, questa, è una dolce realtà che completa le nostre cene abbinandosi, di norma, ai formaggi erborinati, alla pasticceria secca e alle creme. Le uve vengono sottoposte ad appassimento in modo che l’evaporazione dell’acqua, negli acini, concentri le sostanze aromatiche e gli zuccheri nella buccia e  nella polpa. In molti casi l’appassimento è forzato: le uve, dopo la vendemmia, vengono messe in cesti o su graticci in ambienti controllati, con ventilazione artificiale, ad una temperatura di 30°C ed umidità al 60%. Il problema vero di questa delicata fase, infatti, è quello della nascita di muffe e marciumi indesiderati che potrebbero compromettere la qualità delle uve. Esiste anche un appassimento su pianta, o su graticci ad areazione naturale.

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Parmigiana di melanzane. Leggera

Mia suocera è spassosa come la Milano-Bologna. Roba da colpo di sonno. Per il resto è un’ottima persona, ma non una curva, una “sbandata”, un dosso, una cunetta, un motto di spirito, un’increspatura del labbro. Niente, nada. Ho pensato di metterla sul camino, a pendant del gufo impagliato. Chissà che non scopra qualche affinità con il cupo volatile.
Infatti mia suocera si galvanizza solo per una cosa: i malanni. Ditele che la vedete un pò giù, pallida e smunta e lei di colpo s’illumina. Inizierà a snocciolarvi tutti i mali da cui è afflitta e anche quelli che avrà il prossimo inverno.

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