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Bottoni

Archivio di maggio 2010

Il Riesling è un vino semiaromatico che apprezzo molto. Di norma, infatti, amo i vini che abbiano un bel bouquet, con sentori vegetali e fruttati che mi permettano di fare il classico aperitivo appena tornata dal lavoro. Non c’è nulla di meglio, per finire la giornata, che sbocconcellare qualcosa con un buon bicchiere di vino prima che venga pronta la cena. Ebbene, il Riesling si presta bene ad essere degno compagno per un momento come per l’intera serata, abbinandosi agli antipasti, ai primi piatti di pesce, alle carni bianche e ai formaggi di media stagionatura. I suoi profumi sono, di norma, piuttosto intensi con sentori vegetali, agrumati, di idrocarburi e con una bella mineralità che è il suo fiore all’occhiello.

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Voglio dissipare qualsiasi dubbio: non si tratta del riso pescato e condito con il sughetto al pomodoro. La cosa non è così semplice :) . E’ un risotto nato fortunosamente, in base ai residurati trovati nel frigorifero (tranne la stracciatella che sono andata a comprare appositamente). Ed è nata una sorpresa! Voglio dire, a me piace il risotto bollito e condito con la salsa di pomodoro, ma ho notato che non riscuote grandi consensi: è un pò considerato alla stregua del riso in bianco, roba per malati e bambini inappetenti. Invece questo è un risotto a tutti gli effetti, vale a dire: soffritto-tostatura-cottura-mantecatura.  Quindi, molto saporito e cremoso.Diciamo anche che è un pò la variante risottara di molte paste condite alla maniera tipicamente mediterrana. E, a proposito, mi sono sempre chiesta perchè, talora, non si potessero fare dei gemellagi, il risotto mutua il condimento della pasta e viceversa. Non è sempre possibile, ma ci si può anche provare per scoprire inaspettate bontà. Questo risotto mi piace davvero perchè:

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LONZ DI MAIALE AL SIDRO

Sembra un pò il piatto della domenica, ma a me la lonza di maiale piace. La carne non la amo esageratamente, cioè la mangio, e anche volentieri, ma non più di un paio di volte la settimana (non contemplo i salumi in questo computo, naturalmente). E se devo scegliere, questa è un pò la classifica: carne cruda (ma deve essere davvero molto buona, come quella del Motta, per intenderci, che  - piccola nota personale – è tutt’ora il macellaio di fiducia di mia mamma, :) dato che è anche il primo che incontra uscendo di casa), anatra, ossobuco, rognone, polpette e piatti di carne di recupero (insomma dove c’è poca carne e molto altro), porchetta, qualche costata con l’osso rossosangue. Le bistecchine che cavano acqua o l’orrido tacchino, lo lascio gentilmente ad altri.

Comunque, tornando alla lonza, mi piace, se non fosse che è davvero un pò troppo asciutta. Non volendo inondarla di intingolo o abbinarla al “solito” purè di patate, ho trovato che il purè di mele gli si sposa benissimo, soprattutto quando l’arrosto in questione è stato cotto nel sidro.

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