Budini di riso alla mia maniera

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A (mia) memoria, i budini di riso sono un dolce tipico toscano, reperibile in tutte le pasticcerie fiorentine e in quasi tutti i bar della città.

Parecchi anni orsono, lavorai per qualche tempo presso il Conservatorio di Firenze, ma in quel paesone – bello, bellissimo – io non ci sapevo vivere.

Troppo diversa da Milano, dai ritmi svelti e dal carattere austero, riservato e sbrigativo ai quali ero abituata; e i fiorentini troppo diversi dai milanesi: di una superbia aristocratica troppo legata al passato, mentre qui, la stessa superbia aristocratica, è sempre troppo legata al presente. Non concosco veri milanesi realmente nostalgici. Un milanese ti farà vedere sicuramente il Duomo o il Castello Sforzesco, ma perchè te lo aspetti, poi passerà ad insistere sulla novità che fu la Stazione Centrale, ispirata ai moderni criteri architettonici del nord Europa, e ai fiammanti grattacieli di Porta Nuova.

Benchè vinsi un concorso e lo vinsi con l’intenzione di rimane in quella città per lungo tempo, capii abbastanza in fretta che “fiorentina” non lo sarei mai diventata. Sarei rimasta per sempre una straniera o, alla meno peggio, una turista. E da straniera mi fu subito chiaro che Firenze è prima di tutto una città per visitatori in vacanza.

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Taste & More e i miei gnocchi al cacao

 

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Lo so sembra un piattino autunnale, ma non lasciatevi ingannare, questa ricetta è come un trench duble-face, si adatta a qualsiasi stagione, a patto che abbiate nei paraggi – anche se vivete a Catania – una Casa del formaggio ben fornita e di larghe vedute – perchè o usate il Piave stravecchio o usate il Piave stravecchio – e siate state così previdenti da surgelare qualche porcino fresco quando ancora in stagione.

Bando alle ciance, anche se oggi è sabato ho un buonissimo motivo per pubblicare il post: Taste & More.

Vi avevo già parlato della rivista (o è più bello dire magazine?) qui, ma questo mese ci sono anche io, con questa saporosa ricetta di cui non vi svelo nulla.

Il gioco consiste nell’andarvela a trovare, pagina dopo pagina, all’interno di questo numero. Non ve ne pentirete. Una goduria per la vista e il palato.

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Coniglio leggero ai capperi e mandorle

coniglio1 (1 of 1)Ecco, si… dicevo, la pigrizia, ma anche la dieta.

Io in questa stagione la inizio sempre, a patto che abbia un decente tasso di gustabilità.

Non è il caso che vi ammorbi circa i miei “non pasti”. Vi racconto solo di quei piatti che ancora possono rientrare con qualche onore in un blog di cucina minimamente rispettabile.

Ora, la questione verte ovviamente su dosi e condimenti, ridotti ai minimi termini.

Ciononostante questo secondo è appetitoso e invitante (perché sapete bene che le sbobbe tristi e i formaggini anemici non sono proprio la cosa più desiderabile su questa terra). E’ buono, fidatevi.

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Varie cose con le arance amare e la celebre marmalade

orange1 (1 of 1)Manco sapevo che le arance amare si potessero trovare solo una quindicina di giorni l’anno e poi…puff.

Come il tartufo direi.

Il mese è quello di gennaio, per cui siete già un po’ fuori tempo massimo, ma si può sempre provare. Io ho una casa degli agrumi a pochi chilometri da casa mia. Vende solo agrumi siculi.

Non ha le arance amare a catalogo, ma si possono sempre ordinare.

Sono bruttocce, bitorzolute e piccoline, ma il loro fascino risiede nel gusto amaricante molto persistente. Crude sono immangiabili, dunque la cosa più sensata che possiate fare con codesti frutti è la famosa marmalade inglese. E gli inglesi sono maestri in questo come in poche altre cose.

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Crepe con gelato al cioccolato e Rum per UnLampoNelCuore

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Su questi schermi, mancava una ricetta dolce da un po’ troppo tempo. L’occasione mi è giunta grazie a una bella inziativa che è partita da qui.

Per pubblicizzarla e sostenerla si è pensato proprio all’8 marzo, giornata emblematica e perciò particolarmente calzante sia per il tema che per la natura del progetto.

Ecco tutto quanto c’è da sapere:

Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a “unlamponelcuore” intendono far conoscere il progetto “lamponi di pace” della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell’antica coltura dei lamponi e sull’organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull’aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall’inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola “ritorno” nella scelta del “restare”“.

Dove si possono trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme:
- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell’Emilia e della Lombardia al confine. I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000 mq in su;

- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;

- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;

- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.

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Linguine verdi “fantasma” per le Strade della mozzarella

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Arrivo con l’ultimo piattino per la sfida “Pasta Bufala e Fantasia! Reinventa la tradizione”, organizzata da Le Strade della mozzarella  in collaborazione con il pastificio dei Campi.

Piatto candido, giocato nei toni del bianco-nero-verde perchè trovo l’abbinamento molto chic.

Ho dovuto aggiustare la ricetta un po’ di volte, soprattutto non mi era ben chiaro l’utilizzo della clororfilla.

Son partita da una crolofilla di spinaci che consiglio solo come colorante alimentare naturale dato che non sa praticamente di nulla, per passare ad  una versione più profumata con basilico ed erba cipollina.

La mozzarella è diventata un etereo lenzuolino spruzzato di basilico disidratato, che copre delle linguine al profumo di basilico, arrichite con uova di lompo (ma se non sentite la crisi potete optare per il vero caviale).

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Raviolo aperto di G. Marchesi

roviolo aperto def(1 of 1)Di fronte a questo piatto non molto da dire. L’ho presentato come primo alla vigilia di Natale ed è buonissimo.

E’ un pò come quando ti ritrovi al cospetto del Papa o di Banderas “ante-Barilla”. Poi ti manca la favella.

Va bene se per una volta copio e incollo la ricetta originale che, a dispetto di quello che ho visto in giro, non prevede solo le cappesante ma anche la sogliola (qui le prove)? E, visto che ci sono, anche molto più salsa al burro rispetto a quello che vedete in foto.

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