Peperoni imbottiti (tra l’altro con noci, olive e melagrana)

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Passa il tempo quando ci si diverte…eh! Ho fatto piazza pulita di un po’ di cose e nello spazio che si è liberato son riuscita ad  allestire un ordinato e funzionale set fotografico.

Sebbene stanca e dolorante  – nel frattempo c’è stato il mio compleanno che mi ha ricordato il perché di tutti sti dolori – sarei voluta tornare con una ricetta dolce, magari trionfale e autunnale come un Mont Blanc, invece sono stata suggestionata da un filmaccio che, vi  confido con una certa ritrosia, un tempo mi era pure piaciuto. Trattasi di un pastone intitolato “Come l’acqua per il cioccolato” ispirato ad un celebre romanzo di Laura Esquivel. Letto pure quello.

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Cannoncini+Emmentaler

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Seconda puntata del concorso promosso dall’organizzazione Formaggi svizzeri – patrocinato dal blog Peperoni e Patate. Oggi è di scena l’Emmentaler: formaggio “occhialuto”, postoso e con l’ inconfondibile sapore di frutta secca, sottobosco e quella punta amara che, a me personalmente, non stanca mai.

Bòn. Passo alla ricetta, tanto semplice quanto gradita: cannoncini ripieni di panna montata aromatizzata all’Emmentaler.

Ma non è finita qui. Giusto perché con i formaggi è sempre intonata una dolce presenza, ho arricchito il ripieno con pezzettini di Mostarda di Cremona. Del resto i canditi con i cannoncini si sposano magnificamente, no?

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Uovo alla carbonara

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Il mio piatto del cuore? Difficile a dirsi.

Sarebbe più semplice dire quale non lo è: buona parte delle frattaglie, i piselli, il sanguinaccio, il bortsh…

Il concorso di quest’anno, promosso dall’organizzazione Formaggi svizzeri – patrocinato dal blog Peperoni e Patate -  richiede di cucinare due dei miei piatti del cuore “declinandoli” alla svizzera, cioè utilizzanto due prodotti che – insieme a Ursula Andress e agli orologi – sono vere e proprie glorie nazionali: il Gruyere e l’Emmentaler.

E io ci vado a nozze, poiché, nei miei piatti del cuore, c’è quasi sempre una dose (più o meno generosa) di formaggio: parlo quindi di risotti,  paste, zuppe, quiche e uova.

Le uova.

Sì partirò da loro per raccontare questa prima ricetta, apparente semplice, ma che non lo è affatto a partire dall’esecuzione.

Ogni foodblogger ha un suo nume ispiratore. E io, che son di gusti semplici, ho Marchesi.

E’ suo “l’uovo all’uovo“, un sontuoso piatto, elegante anche nella forma grazie all’armoniosa geometria del guscio d’uovo. Insomma, non ci vogliono fiocchi e arzigogoli per realizzare un piatto perfetto!

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Confettura di prugne stanley al Rum

confettura fichi e rum3 (1 of 1)C’è qualcuno che mi scrive per  sapere che fine ho fatto. Dato che a quasi tutto c’è una spiegazione, e se c’è, una spiegazione non la si nega a nessuno, quello che vi posso dire è che sono stata semplicemente a dieta. Il motivo? Due chili in più, presi tutti nel post precedente.

Ma dato che preferisco – non avendo mai avuto problemi di sovrappeso – rimediare prima che faticare troppo poi, ho inteso seguire la dieta del momento e perciò sospendere per poco tempo il blog, onde evitare di propinarvi vivande imbarazzanti, quali sono i rotolini di fesa di tacchino ripieni di rucola, insalate di riso a base di depresse verdure bollite, tonni al naturale come spuntini,  pasti a base di granaglie che ricordano più i pastoni per le galline o orrende frittate a base di albumi d’uovo e cacao amaro (chiaramente senza zucchero, ma dolcificati con l’ultimo ritrovato della corrente tutta sana e naturale: la stevia; una roba urenda. Rispariate i tanti soldi che sta schifezza vi costa e andate alle giostre).

Per farla breve la faccenda sta in questi termini: d’accordo con mio marito abbiamo deciso di intraprendere insieme questo percorso salutistico-terapeutico. Siamo stai irretiti dall’ultima dieta del momento, quella del Supermetabolismo. Nome e dieta allettante, che arrivano (ovviamente) dagli States, che promette molto e mantiene in base alla fortuna individuale e al livello di sopportazione.

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Un luogo bellissimo e una ricetta

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Insomma, cosa stavamo dicendo? A sì, la pausa estiva!

Una pausa estiva lunga quasi una stagione – è dal 15 luglio che non ci si vede! -  ma che mi ha permesso di visitare luoghi speciali, ricaricare le pile, fare mente locale per una nuova idea di food-blog.

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Pesto al sedano e avocado

spaghi3 (1 of 1)Prima di sospendere il blog, per la meritata pausa estiva, volevo introdurvi ai mille piaceri del sedano e dei suoi innumerevoli usi.

Sì, perché prima di oggi io il sedano lo mettevo unicamente nell’acqua da brodo e nel soffritto per arrosti o ragù.

Poi il fistone rimaneva nel frigo ad appassire lentamente, mentre le foglie venivano tòrte per essere gettate via. Già mi era venuto il sospetto che con il sedano avrei potuto farci cose buone come il panino all’aragosta.

Ma era troppo tardi per quei chili di sedano che, immeritatamente, avevano già preso il via per la differenziata.

Per quelli a venire, invece, consiglio di utilizzare il sedano per un pesto freschissimo e molto estivo, che si sposa divinamente con il pesce, in particolare i crostacei.

A chi fosse sfuggito, ricordo che esiste una pagina FB dove, pigiando “mi piace”, potrete essere aggiornati in anteprima su tutte le ricette e i post di questo canale.

Pagina FACEBOOK di COOK AND THE CITY

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Taste& More: edizione speciale!

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Oggi lunedì speciale per l’uscita di un’edizione straordinaria di Taste & More:  la sua fresh edition, scaricabile in PDF direttamente dal sito.

Va di scena il freddo, con una serie di ricette ad esso dedicate, sia dolci che salate. Che, voglio dire, per il mese di luglio è sempre un’ottima idea.

Io sono andata su un classico sempre gradito…

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Budino di mele (ricetta light)

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Mi sa che sto prendendo una brutta piega. Almeno dal punto di vista del blog. Poche ricette e per di più light.

Vi avevo detto che sentivo la necessità di perdere qualche centimetro. La mia amica Adriana ride e dice che mi baluginano idee insane.

Ma io vedo che l’età è sempre più difficile mantenere il peso forma. Almeno per me. Poi c’è mia suocera che si mangia due volte al giorno 120 gr di pasta, passa tra il divano e il letto e pesa 47 kg. Però il gelato non lo tocca. Sarà quello?

Come vorrei continuare a tranguagiare cannoli e parmigiane senza prendere un etto, come a 17 anni. Ricordo che l’estate dei 17 anni ero a Vieste con la mia amica Elena. Una di quelle mattine, dopo la disco, ci offrirono un vassioio di cornetti. Erano ad occhio e croce una ventina. La mia amica ne assaggia un paio, il nostro cavaliere cede il passo, il resto della combriccola circa 5 in tutto e io mi mangio tutto il resto. Il giorno dopo siamo partite, ci hanno riaccompagnate al treno, ma la colazione non ce l’hanno offerta (devo riconoscere, però, che ebbi un’indigestione così pesante che per anni non riuscii a toccare più un cornetto alla crema).

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Una bibita alla salvia e limone

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Ricetta che a prima vista si potrebbe sintetizzare con un noto detto milanese: “il bel nigutin d’or”, che poi, tradotto in un lessico comprensibile, significa un bel nulla d’oro. Insomma niente, una roba ben confezionata ma vuota.

Ma la cosa non sta così.

Gli ingredienti sono pochi, accessibilissimi ma la ricetta preziosissima.

Primo perché mi ricorda il sapore di alcune caramelle che trovavo (con una certa fatica) qualche anno fa. Passavano sotto il nome di caramelle digestive. Erano dei quadrotti che a fatica stavano in bocca, sobriamente incartati, marca Mera & Longhi, imbustati insieme ad un pot pourri di altri deliziosi e inconsueti gusti erbacei (genziana, liquirizia, lattementa, anice, camomilla, tamarindo…).

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Yogurt delle meraviglie…

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Qualche giorno fa mi è stata recapitata una sorta di raccomandata presso la mia casella di posta elettronica. Mittente Facebook. Isso mi sollecitava  – non senza garbo – a far qualcosa: la mia pagina facebook (sempre qui nel caso vogliate aggiungervi) era nullafacente, giaceva inerme in un limbo sospetto, insomma stava(o) facendo flanella. I miei abituali lettori ne avrebbero potuto patire…

Mi ero già preoccupata da sola, in realtà. Ma sapete com’è presa dal caldo improvviso, le belle giornate, le passeggiate in bicicletta, il giardino da riordinare ho trascurato decisamente il blog e la cucina di casa.

Sono quei momenti in cui non si ha nemmeno voglia di raccontare granché, anche perché, a conti fatti, di cose da raccontare ce ne sono pochine.

L’attività prevalente di queste settimane, oltre alle cose succitate, sono le pulizie prima di partire per qualche amena località e le grigliate di fine settimana con gli amici, che per il momento vi risparmio, dovendo ancora mettere a punto alcune tecniche di cottura e alcune ricettine per la bisogna

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