Nota dolente. Non sono molto brava coi convenevoli e saluti. Insomma, normalmente non vado molto più in là di un: “Beh, ciao io vado…”. Mmmm…Ma questo blogghino neonato, misconosciuto e di poche pretese mi ha dato una certa soddisfazione, i “risultati” finora ottenuti sono decisamente incoraggianti e di molto superiori alle mie più rosee aspettative (risultati nei quali includo anche il mio divertimento e alcune nuove e carinissime conoscenze di fornello), per cui desidero spendere qualche parola in più per ringraziare sinceramente tutti coloro che mi seguono con assiduità, ma anche i navigatori di passaggio e coloro che periodicamente e silenziosamenre vengono a sbirciare i miei “pasticci”.
E per non lasciarvi così, con le mani in mano, mi piacerebbe lanciare un’idea: una raccolta per gourmet globetrotter.
Più o meno adesso è il periodo in cui si chiude casa e si parte per qualche destinazione. Lontano da casa, in una nuova località, se non addirittura all’estero, si va più facilmente a curiosare nelle cucine altrui (comprese quelle di trattorie e ristoranti). Ecco, non vi è mai capitato di assaggiare un piatto, curioso, esotico e rimanerne estasiati tanto da volerlo “portare a casa”? Magari siete stati anche fortunati e siete riusciti ad ottenere la ricetta, oppure no, ma siete stati così bravi da riuscire a riprodurla quasi fedelmente.
Bene lo spirito di questa raccolta – che poi verrà rilegata e trasformata in un più concreto PDF da scaricare – è questo: vai in giro per il mondo, trova un piatto mai udito, originale, inusitato o semplicemente golosissimo, allerta le papille (o fatti dare una dritta dal cameriere di sala) e catturane la ricetta.
Non ho idea dell’esito di questa raccolta – anche perchè forse il periodo non è dei migliori - ma è abbastanza superfluo dire che vi aspetto numerosi
REGOLAMENTO (il solito)
- Raccontami la tua ricetta di viaggio (anche le gite appena fuori porta, nel territorio nazionale, vanno bene) possibilmente corredata di foto e aggiungendo una “carta d’identità” della preparzaione, ovvero: nazionalità, città, ristorante (o casa privata), chef, ricetta tradizionale o originale…
- Aggiungila in risposta a questo post, lasciando il link della ricetta che hai pubblicato nel tuo blog/sito o – se non hai un blog – spedendola, insieme alla foto, a scrivi@cookandthecity.it.
- Sono valide anche ricette già pubblicate.
- Preleva il banner con il logo della raccota qui sotto e appiccicalo sulla tua home page, linkando questo sito e, se ti va, fai girare la voce magari coinvolgendo in questa iniziativa amici e conoscenti.
- Scadenza della raccolta 30/9/2010.
Spero di non aver dimenticato nulla…
Buone vacanze a tutti!
Ad un certo punto ho pensato che La cucina italiana mi stesse leggendo nel pensiero. O viceversa. E’ qualche mese che penso ad una ricetta e puntualmente, il mese seguente, viene pubblicata. Quindi non so cosa pensare, se ho idee originali o fin troppo banali. Dunque, in questo momento di gelati e granite ho pensato ad un incontro con lo zafferano (a cui ha pensato anche la celebre rivista nel numero del mese scorso), una spezia che in Italia viene utilizzata prevalentemente per il risotto alla milanese. Peccato.
In ogni caso sappiate che il gelato allo zafferano ha proprio il sapore che vi aspettereste: di risotto in giallo, ma dolce. E giusto perchè lo zafferano, a mio modesto avviso, tende ad accentuare la percezione di dolcezza del gelato, vi consiglio di abbianarlo a un gusto come quello del cioccolato fondente, sia esso gelato o tavoletta grattugiata (sempre fondente!), come vedete nella foto. Comunque a qualcosa di amaro (forse anche del liquore?). Il connubio con il cacao trovo sia particolarmente indovinato. Quella che vi fornisco è la ricetta di una celebre gelateria milanese.
Diciamo che io sono un tipo “salato”, nel senso che preferisco il sale allo zucchero - e forse lo sono anche in senso figurato – ma esistono le dovute eccezioni. Diciamo anche che alle cose soffici preferisco quelle croccanti e friabili e a quelle spugnose le cremose e umide.
Dunque la rusticissima crostata della nonna mi piace molto. E qui casca l’asino. Tralasciando le urende crostate commerciali, anche andando di casa in casa non è detto che la faccenda volga a sempre al meglio. Spesso sono troppo secche o troppo dolci, troppo sciape o troppo alte, con troppa marmellata o ibridate con la paradiso (a causa di un’eccessiva quantità di lievito, nel caso venga messo).
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