Pane in cocotte… al gusto pizza

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Un’ultima fiammata prima di girare definitivamente la manopola del forno. No, anzi, penultima, perché a stretto giro ho in mente una ricetta di un certo spessore e che prevede l’uso del forno.

Torniamo alla proposta odierna. Il pane, un manufatto che consumo poco perché mi gonfia come una zampogna, è però necessario in alcuni contesti: con i formaggi, i salumi, alcuni piatti di carne pucciosi…

Va da sé che in casa non lo tengo abitualmente, mi sono abituata a mangiare quasi tutto senza pane e va bene così, ma quando è proprio necessario preferisco farlo in casa.

Non sempre il pane fatto in casa è buono.

Ho mangiato troppo spesso robe gnucche, compatte, perennemente umide e indigeribili che vantavano il sigillo “home made”, per preferire necessariamente il pane di casa a quello del fornaio.

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Granita melone e basilico

granitade (1 of 1)…caldo, eh?

Ricetta al volo di questa granita facile, veloce, economica e – soprattuttto -  rinfrescante.

Prendente un melone molto maturo. Che sappia quasi di smalto. Frullatelo.

Aggiungete poco zucchero; ciò dipende dal gusto personale, ma anche dalla dolcezza del melone. Quindi sceglietelo con cura, dal fruttivendolo di lungo corso, a cui state simpatiche, che lo zucchero semolato fa male.

Un pizzico di sale, please.

Aggiungete pure una generosa quantità di basilico. Se trovate quello piccolo, detto greco, ma che trovate facilmente in Liguria, potrete anche farvi passare per dei veri gourmet. Rimarcatelo quando lo servirete.

Versate tutto in un baslotto. Custodite gelosamente in freezer per qualche ora.

Ghiacciatosi, tagliate quello che ne esce in grossi pezzi. Mettete nel mixer con lama pericolosa e azionate il motorino.

Si ridurrà ad una poltiglia granulosa; deve avere la stessa consistenza che vorreste dare alla cameriera del bar che ogni santo giorno fa l’occhiolino al vostro fidanzato.

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Pop corn affumicati

pop corn affumicati
Non sembra una ricetta ma invece lo è. E’ forse una delle cose più consumate al mondo, tuttavia viene costantemente riproposta nella medesima maniera in ogni dove. Tranne negli Stati Uniti dove, mi giunge voce, la propinano un pò in tutte le salse. I pop corn aromatizzati sono infatti una genialata e – udite udite – molto versatili.

Mica avrete pensato solo al barattolone delcinema?! Provateli nell’insalata mista o alcuni piatti di carne, ma anche come insolito stuzzichino da aperitivo.

Questa è in salsa “bacon affumicato”, perché, se oltreoceano viene proposta come merenda – e va bene -, qui l’ho vista accompagnare avanguardistici arrosti cubettati in sostituzione delle classiche patate.

I pop corn affumicati sono deliziosi e anche per questa ricetta ho optato per una cocotte Staub. Certo potete ottenere i pop corn con quasi ogni pentola. Ma la particolare cottura di questi pop corn rende ideale l’uso della padella in ghisa.

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Tortilla di patate (sì, quella spagnola)

tortilla

Mi sto seriamente orientando su piatti semplici, low cost e possibilmente veloci. Magari della tradizione – anche non nostra – saporiti e genuini; per farla breve quei piatti tra i più appaganti.

Dicevo veloci, ma veloci nell’esecuzione, perché per capire come diavolo dovesse essere fatta una tortilla perfetta mi ci son voluti due giorni.

Un mio vecchio amico, dalle radici oriunde, una volta mi disse che la tortilla è molto diversa dalla nostra frittata. Questo lo vedevo bene da me, dato che la tortillas ha un rapporto uova/ortaggi molto diverso dalla frittata italiana (che favorisce il quantitativo di uova) ed è anche molto più piccola e più spessa.

Quello che invece non sapevo è che per gli spagnoli la tortillas fatta “come dio comanda” è morbida al centro, ovvero, le uova, nel cuore della frittatona, non devono rapprendersi, ma rimanere piuttosto crude.

Questo è dunque un requisito importante affinchè la tortillas sia considerata una buona tortillas per gli spagnoli; analogamente a quello che per noi è un cornicione morbido e importante nella pizza o un’onda fluida e cremosa nel risotto.

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Una brioche con con soli tuorli

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Lo so, lo so, tra un pò i forni si chiuderanno e chi si è visto si è visto.

Prima di allora vi consiglio questa brioche che mi ha molto incuriosita per l’uso di soli tuorli, o almeno io ho usato soli tuorli ;)

Ciò le conferisce, oltre a un marcato sapore, anche a una morbidezza estrema, filante e quasi scioglievole e una tenacia nel resistere al raffermamento.

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Quiche con cime di rapa e provola affumicata

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E vabbé è arrivata anche una quasi estate. Questo vuol dire due cose: in primis che io starò sempre più in giardino, a curare i miei fiori e l’erbetta che – da brava cittadina trasferitasi in campagna – ho preferito far stendere a rotoli.

Oplà! in una giornata son riuscita ad ottenere un manto erboso fitto e verdissimo, per cui mai più si potrà dire che “l’erba del vicino blabla…” .

Ho poi installato degli scenografici fari a led sotto le piante ornamentali. Ho potato le rose e dato l’olio al tavolo sotto il gazebo, dato aria ai cuscini color corda delle sedie, acquistato nuove lampade ad olio, sempre per aggiungere atmosfera alle serate sotto il gazebo, e concimato le acidofile.

Tutto ciò perchè, da queste parti, la BBq season è ufficialmente iniziata. E questa è la seconda conseguenza di questa quasi estate. Con cadenza pressoché settimanale, al mio indirizzo si alternano grigliate di pesce e carne.

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Chili con carne in cocotte

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Prima che arrivi il gran caldone (?) ecco un piatto della tradizione messicana che ho sempre garbato molto.
Un piatto che, prima che la cucina etnica fosse completamente sdoganata, mi era totalmente sconosciuto e appresi solo molto tempo dopo che questo era anche il pappone che veniva somministrato col mestolo nelle ciotole dei cowboy nei film western.
I quali ovviamente mangiavano di gran gusto. Il dramma era quando si era consumato un pasto fin troppo frugale, il rischio di rimettersi ai fornelli, ingolositi dalla visione televisiva era alto.
Oggi un piatto così succulento e completo verrebbe definito semplicementeu comfort food: caldo, saporito, piccantino, dalla consistenza densa e cremosa.

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Un menu semplice n. 2

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Ricordate il progetto con PAM? In questo periodo è disponibile il nuovo magazine con delle golose ricette primaverili: fragole, piselli, asparagi…insomma tutte delizie stagionali. Tutte cose molto semplici, alla portata di chi non ha tempo nè voglia di trafficare troppo dietro ai fornelli.

A chi non c’era la scorsa volta, ricordo che PAM - la nota catena di supermercati che trovate grosso modo fino a Roma – ha pensato di proporre ai propri clienti un nuovo magazine, che ufficialmente si chiama Pam Panorama Magazine, distribuito dall’inizio di febbraio presso i punti vendita PAM e PANORAMA. Una rivista che avrà cadenza trimestrale e dove potrete trovare diverse ricette (tra cui quelle che vedete anche qui e uscite dal cappello dalla sottoscritta), consigli sui prodotti stagionali, info su vini, benessere e parecchio altro. La rivista è distribuita gratuitamente ma riservata ai titolari di carta fedeltà Per Te.

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Spaghetti (quadri) alle cozze in cocotte

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Iniziamo dalle cozze o dalla cocotte Staub?

Iniziamo dalle cozze, anzi dalla pasta con le cozze. Sì, perchè voi come la fate normalmente?

Io prima di oggi facevo un sugo di pomodoro, poi facevo aprire le cozze e univo queste ultime al primo. Stop.

Poi mi è venuta un’idea; diciamo che ho fatto un pò di necessità virtù.

Inizialmente l’idea era quella di fare delle cozze in guazzetto: cozze + pelati + aglio + erbe aromatiche + pepe + un filo di olio.

Poi ho capito che desinare con 1 kg di cozze in tre non sarebbe stato sufficiente. Allora ho pensato di fare una pasta, ma dato che il “guazzetto” era già pronto, non ho fatto null’altro che lessare la pasta fino a metà cottura e poi, scolata, l’ho unita alle cozze e ho terminato la cottura in cocotte.

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La pizza al piatto come in pizzeria

pizza come in pizzeria

Un paio di anni fa andai a Paestum, in occasione delle Strade della Mozzarella e, se qualcuno lo ricorda, scrissi un post sull’ultima giornata, che fu interamente dedicata alle pizze.

Ci fu una verticale, diremo, sulla pizza. Un certo numero di famosi pizzaioli provenienti da tutta Italia mostrarono a pochi privilegiati, noi, i loro saggi di bravura.

Le pizze, anche se abbastanza diverse tra loro, erano tutte eccelse e grazie a questa esperienza capii – ormai negli anta – che cosa significava una pizza fatta come si deve, in cui gusto, qualità e fantasia si mescolano sapientemente.

Capii di amare immensamente la pizza napoletana. La pizza napoletana ha alcune cartteristiche imprescindibili: cornicione importante, maculato e morbido, pizza sottile ma non secca, impasto alveolato, etereo e non gommoso, pomodoro di qualità e giusta sapidità (quante pizze rovinate da una salsa troppo salata o troppo sciapa) e mozzarella vera (per intenderci, non quella nella bustina di plastica o il noto tronchetto da tagliare a fette). Olio di oliva extravergine.

Se poi la pizza è stata realizzata con le giuste farine e la giusta quantità di lievito e fatta maturare a dovere, risulterà non solo buona ma anche digeribilissima. Sintomo di una pizza mal fatta è un eccessivo senso di pesantezza dopo averla mangiata, gonfiore e sete inestinguibile.

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